L'Iran ha lanciato il missile Sejjil. È la prima volta da quando è scoppiata la guerra contro Israele e gli Stati Uniti che Teheran ha utilizzato questo jolly. Parliamo di un missile balistico superficie-superficie a medio raggio che utilizza propellente solido, e che è in grado di percorrere la distanza tra il sito nucleare di Natanz e Tel Aviv in appena sette minuti. Le Guardie Rivoluzionarie hanno fatto sapere di aver sferrato in realtà una serie di 54 attacchi missilistici contro postazioni dislocate sul territorio israeliano che hanno compreso "missili superpesanti Khorramshahr a doppia testata, Khyber-Shakan, Qadr, Emad e, per la prima volta nell'Operazione Sadeq Promise, 4 missili strategici" e, appunto, il Sejjil.
Il missile iraniano Sejjil
Il Sejjil, come detto, è un missile balistico a medio raggio a due stadi alimentato a propellente solido. Ha una gittata stimata di circa 2.000 chilometri e vanta un potenziale carico utile di circa 700 chilogrammi.
ESCALATION
— Mossad Commentary (@MOSSADil) March 15, 2026
The Revolutionary Guards: For the first time in an operation – we launched a Sejjil missile toward Israel.
The Sejjil (also spelled Sajil) is a two-stage solid-fuel medium-range ballistic missile (MRBM) developed by Iran. It is considered one of the most advanced… pic.twitter.com/pPHjZ3Gb4U
Grazie alla sua capacità di manovra ad alta quota è stato soprannominato "missile danzante", in riferimento alla sua abilità di eludere i sistemi di difesa missilistica nemici come l'Iron Dome. Come ha sottolineato il Centro per gli studi strategici e internazionali (CSIS), il missile è lungo circa 18 metri, ha un diametro di circa 1,25 metri e pesa all'incirca 23.600 chilogrammi.
Il fatto che sia a combustibile solido gli offre un vantaggio strategico rilevante, consentendone la preparazione e il varo più rapidi rispetto ai sistemi a combustibile liquido più datati, come la serie Shahab. I lavori di progettazione del missile Sejjil sono iniziati nei primi anni '90. Il primo lancio di prova avrebbe avuto luogo nel 2008, quando il missile avrebbe percorso circa 800 chilometri. Un secondo lancio sarebbe stato effettuato nel maggio 2009 per valutare sistemi di guida e navigazione migliorati. Dal 2009 sarebbero stati condotti altri quattro test di volo. Durante il sesto test il missile avrebbe percorso circa 1.900 chilometri nell'Oceano Indiano.
La risposta di Teheran
Pare che l'Iran abbia realizzato diverse varianti del sistema Sejjil. Nel 2009, Teheran ha annunciato il successo di un test di una versione denominata Sejjil-2. Una variante Sejjil-3 potrebbe invece essere addirittura in fase di sviluppo.
Sebbene il missile abbia dimensioni, peso e gittata simili alle varianti dello Shahab 3, l'utilizzo di propellenti solidi rappresenta un notevole miglioramento rispetto al progetto originale. Il motivo è presto detto: i propellenti solidi consentono tempi di lancio più rapidi, rendendo il missile molto meno vulnerabile durante questa fase.
Allo stesso tempo presentano caratteristiche prestazionali particolari che li rendono più difficili da
guidare e controllare. Non è noto come gli ingegneri iraniani abbiano superato questi ostacoli, ma è probabile che abbiano modificato i sistemi di guida dello Shahab o ricevuto un considerevole supporto esterno.