Intensificati gli attacchi a Gaza, un milione in fuga. La conferma degli houthi: "Uccisi dalle Idf premier e ministri"

Nuova ondata di raid israeliani a Gaza City. A quasi un milione di palestinesi è stato ordinato di spostarsi verso Sud

Diretta Intensificati gli attacchi a Gaza, un milione in fuga. La conferma degli houthi: "Uccisi dalle Idf premier e ministri"
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Il governo israeliano ha deciso: basta con le tregue umanitarie e i tentennamenti. Via libera all'occupazione di Gaza City, divenuta "zona di guerra".

L'attacco è iniziato. A quasi un milione di palestinesi è stato ordinato di spostarsi verso il sud della Striscia. Intanto gli Stati Uniti hanno negato il visto ad Abuz Mazen in vista dell'Assemblea delle Nazioni Unite.

Houthi: in attacco dell'Idf uccisi premier e altri ministri

In un messaggio ufficiale la presidenza degli Houthi, il gruppo sostenuto dall'Iran che controlla la maggior parte del territorio dello Yemen, conferma che "il premier Ahmed al-Rahawi e diversi altri ministri sono stati uccisi" nell'attacco dell'Idf di giovedì scorso. Nell'operazione a Sanaa, il capo di stato maggiore Muhammad Abdel-Karim al-Ghammari risulta disperso sotto le macerie, l'esercito israeliano stima che sia stato eliminato anche lui.

La presidenza degli Houthi ha precisato che "altri ministri sono rimasti feriti, alcuni gravemente e altri moderatamente", e ha sottolineato che "il governo continuerà a svolgere le sue funzioni nella gestione degli affari. Le istituzioni continueranno a fornire servizi al popolo yemenita e non verranno compromesse, indipendentemente dall'entità della tragedia". Poi, un messaggio minaccioso: "Il sangue dei caduti sarà carburante e motivazione per continuare sulla stessa strada. Promettiamo al nostro popolo, al popolo palestinese e a tutta la nazione che continueremo a sostenere e difendere i residenti di Gaza. Continueremo a costruire le nostre forze e a sviluppare le capacità per affrontare sfide e pericoli". Secondo il sito yemenita di opposizione "Defense Line", gli Houthi hanno imposto severe misure di sicurezza nella zona di Hadda, a ovest del palazzo presidenziale di Sanaa, dove è avvenuto l'attacco. L'area, secondo il report, ospita delegazioni diplomatiche e abitazioni di leader che si sono impossessati delle case degli oppositori della provincia. A Sanaa sono state imposte nuove restrizioni di sicurezza ed è stata avviata una campagna di arresti e indagini contro cittadini accusati di "collaborazione con l'aggressione".

Idf critica i media arabi: diffuse fake news di Hamas sui soldati rapiti

Il portavoce in lingua araba dell'Idf Avichay Adraee ha criticato su X i media arabi per aver riportato "come pappagalli" le voci diffuse sui social secondo cui soldati israeliani sarebbero stati rapiti, feriti e uccisi in un'imboscata di Hamas a Gaza city. In un post in lingua araba, Adraee ha accusato quelli che definisce organi di informazione legati ai Fratelli Musulmani di diffondere "nuove notizie false" volte a risollevare il morale dei combattenti e dei sostenitori di Hamas che, dice, "sanno benissimo che la loro sconfitta è inevitabile". Adraee ha affermato che la propaganda raffigura "il prospero Israele come sconfitto e la distrutta Gaza come vittoriosa", descrivendola come una "illusione di vittoria" che Hamas sta cercando di vendere. In precedenza, funzionari dell'Idf hanno dichiarato che sette soldati sono rimasti feriti ieri quando un veicolo blindato è passato sopra un ordigno.

Sale a 37 il bilancio dei morti

È salito ad almeno 37 morti a Gaza il bilancio degli attacchi israeliani che hanno colpito la Striscia dall'alba. Lo riporta Al-Jazeera citando fonti ospedaliere, precisando che 4 delle vittime erano in attesa di aiuti e che 20 sono state registrate a Gaza City.

Croce rossa: "Impossibile evacuazione di massa di Gaza City"

Mirjana Spoljaric, presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa, afferma che "un'evacuazione (di massa, ndr) provocherebbe un massiccio spostamento di popolazione che nessuna zona della Striscia di Gaza sarebbe in grado di assorbire, data la distruzione diffusa delle infrastrutture civili e l'estrema carenza di cibo, acqua, alloggi e assistenza medica".

Raid su Gaza City e Nuseirat: dieci morti

Raid aerei israeliani hanno colpito nella notte il campo di Nuseirat e le zone di Karama e via al-Wahda a Gaza City, provocando in totale 10 morti. Secondo l'agenzia palestinese Wafa fra le vittime ci sono 5 persone uccise nell'attacco che ha colpito una casa nel campo profughi di Nuseirat, a sud di Gaza City. 

Intensificati gli attacchi a Gaza, un milione in fuga

L'esercito israeliano ha intensificato gli attacchi contro diverse aree della Striscia di Gaza, in particolare Gaza City, causando l'uccisione di diverse persone e il ferimento di decine di persone, tra cui donne e bambini, secondo quanto riportato dai media arabi tra cui Wafa e Al Jazeera. Intanto, a quasi un milione di palestinesi è stato ordinato di spostarsi verso sud. Colpite strade e case, gli sfollati marciano tra le macerie. Gli attacchi aerei stanno prendendo di mira quartieri densamente popolati, sottoposti da giorno a continui bombardamenti israeliani

Revoca visto negli Usa ad Abu Mazen. Kallas (Ue): "Chiarire i fatti"

Ieri il New York Post, ripreso dal Times of Israel, ha reso noto un promemoria interno del Dipartimento di Stato americano in cui si raccomanda di applicare anche al presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen la politica di divieto di visto per i funzionari palestinesi. Il promemoria cita notizie secondo cui Abu Mazen avrebbe voluto presentare una "dichiarazione costituzionale" per dichiarare l'indipendenza palestinese all'Assemblea dell'Onu ma un funzionario palestinese ha detto che l'idea è stata accantonata. La decisione Usa sullo stop ai visti a Olp e Anp "è contraria alla legge internazionale" e la Casa Bianca "deve tornare sui suoi passi", ha detto il presidente dell'Anp Abu Mazen citato in una nota del suo ufficio rilanciata dai media arabi.

L'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio informale Esteri Gymnich a Copenaghen ha detto che sul mancato rilascio dei visti Usa alla delegazione palestinese "dobbiamo chiarire i fatti. Ne discuteremo sicuramente oggi. E poi, naturalmente, sosteniamo i principi secondo cui le Nazioni Unite sono un luogo per tutte le nazioni che hanno uno status. Quindi ne discuteremo sicuramente, ma prima dobbiamo chiarire i fatti". 

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