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Raggiunto l'accordo Usa-Iran, venerdì la firma a Ginevra. Trump: "Che il petrolio scorra!", Teheran: "Fine immediata alla guerra"

Il Pakistan: "Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano". La tv di Stato iraniano conferma

Raggiunto l'accordo Usa-Iran, venerdì la firma a Ginevra. Trump: "Che il petrolio scorra!", Teheran: "Fine immediata alla guerra"
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Trump

festeggia gli 80 anni e si "regala" l'intesa con l'Iran. L'annuncio del Pakistan: "Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano"

Iran: l'accordo con gli Usa mette fine immediatamente alla guerra

 Il viceministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che a partire da stasera viene annunciata la fine immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari su più fronti, incluso il Libano. Il viceministro ha aggiunto che i negoziati per un accordo definitivo tra Teheran e Washington si svolgeranno nell'arco di 60 giorni. Lo scrive Iran International. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che gli impegni assunti da Teheran nell'ambito del nuovo accordo con gli Stati Uniti entreranno in vigore a partire da venerdì. Dopo la conferma dell'accordo, Gharibabadi ha dichiarato che i negoziati per un accordo definitivo proseguiranno per 60 giorni e si concentreranno principalmente sulla revoca delle sanzioni. Ha aggiunto che l'Iran passerà alla fase successiva dei negoziati solo dopo lo scongelamento dei suoi beni, la fine del blocco imposto dagli Stati Uniti e la conclusione formale della guerra.

Iran: tv di stato conferma accordo con Usa

 Anche la televisione di stato iraniana ha riportato la notizia dell'accordo con gli Stati Uniti pochi istanti dopo che il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avevano confermato il raggiungimento dell'accordo.

Trump, accordo concluso, riaperto Hormuz e revocato blocco navale Usa

 "L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ora concluso. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente la riapertura senza restrizioni dello Stretto di Ormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata revoca del blocco navale degli Stati Uniti. Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!". Lo scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Trump, il cambio di regime in Iran non mi è mai interessato

 Il cambio di regime in Iran "non mi è mai interessato". Lo ha detto Donald Trump al Wall Street Journal, sottolineando che il gruppo di iraniani con cui gli Stati Uniti stanno trattando "è il terzo, ed è finora il più razionale". "Ci occuperemo della questione della polvere nucleare più avanti, quando saremo pronti a intervenire. Direi nel corso del prossimo mese o due. Non c'è fretta", ha aggiunto

Pakistan: "Raggiunto accordo Usa-Iran, venerdì la firma in Svizzera"

"A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l'Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran è stato RAGGIUNTO. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera". Lo annuncia su X il premier pachistano Shehbaz Sharif. "Con l'accordo ora in vigore, i mediatori faciliteranno una serie di incontri questa settimana. Queste discussioni preliminari porranno le basi per i colloqui tecnici e la cerimonia ufficiale di firma - aggiunge Sharif -. Vorremmo ringraziare gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran per il loro impegno nel trovare una soluzione diplomatica al conflitto. Vorremmo inoltre esprimere il nostro sincero apprezzamento ai nostri fratelli in questo sforzo di mediazione, la grande leadership dello Stato del Qatar, per il loro supporto nel raggiungimento di questo accordo. Vorrei inoltre ringraziare in modo particolare la leadership visionaria del Regno dell'Arabia Saudita e della Repubblica di Turchia per i loro immensi contributi in tal senso".

Trump: "Oggi firma elettronica con Iran, fra una settimana in Europa"

 L'accordo tra Stati Uniti e Iran "sarà firmato oggi elettronicamente e dopo una settimana di persona, da qualche parte in Europa". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando con Trey Yingst di Fox News. Fox News ha confermato la furia di Trump contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu per gli attacchi di Israele in Libano, mettendolo in guardia dal "non condurre ulteriori attacchi contro Hezbollah in modo da non impedire l'avanzamento dell'accordo" di pace. Trump ha detto che avrebbe chiesto "all'Iran di non rispondere con il lancio di missili verso Israele con questo accordo all'orizzonte che dovrebbe essere firmato in serata". Il tycoon ha raccontato poi che gli attacchi fatti a metà della scorsa settimana, quando gli Usa stavano martellando molte di quelle posizioni iraniane, abbiano spinto gli iraniani a redersi nuovamente al tavolo delle trattative. "Ero nella Situation Room e gli iraniani mi chiamarono per chiedermi di fermare i bombardamenti", ha aggiunto il tycoon nel resoconto di Fox News, secondo cui il presidente ha riferito di aver attribuito a quel preciso momento la capacità di "spostare l'equazione, in modo da convincere gli iraniani "a fare concessioni". 

Forze armate di Teheran: abbiamo il dito sul grilletto

Il generale Ali Abdollahi, comandante delle forze armate iraniane, ha dichiarato che le forze armate del Paese hanno "il dito sul grilletto" e sono pronte a colpire "il cuore del nemico", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna. Abdollahi ha affermato che l'Iran aspettava il "minimo errore" del nemico per "impartirgli una lezione indimenticabile".

Trump, Netanyahu non ha un cazzo di giudizio, ha fatto tardare firma di qualche ora

 In un'intervista ad Axios, il presidente americano Donald Trump ha attaccato duramente il premier israeliano Benjamin Netanyahu per la sua decisione di colpire Beirut: "Ha scombussolato tutto. Ha ritardato la firma di qualche ora. Doveva avvenire ora. Adesso è prevista tra qualche ora". "Perché Bibi ha dovuto fare un fottuto attacco? Ero furioso. Gliel'ho fatto sapere. Non ha un cazzo di giudizio. Gliel'ho fatto sapere", ha detto Trump, che in una corsa contro il tempo per salvare il memorandum punta sulla diplomazia riservata e su dichiarazioni pubbliche per arrivare alla firma. 

Media, comandante Hezbollah ucciso in raid Israele a Beirut

Il comandante di Hezbollah Ali al-Hajj sarebbe tra le vittime del raid aereo israeliano contro il sobborgo di Dahiyeh, a sud di Beirut. Lo riporta l'emittente saudita Al Hadath. Il premier israealiano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz avevano motivato l'attacco come una risposta ai raid del gruppo filo-iraniano contro il nord di Israele.

Ghalibaf, attacco Israele a Beirut prova incapacità Usa mantenere impegni

Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha messo in discussione l'accordo con gli Stati Uniti dopo l'attacco israeliano contro Dahiyeh, alla perfieria sud di Beirut. "L'aggressione sionista a Dahiyeh ha dimostrato ancora una volta che l’America o non ha la volontà o non ha la capacità di mantenere i propri impegni - ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano - Non si possono ottenere risultati dando il via libera al regime. Il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo è vecchio. Se non avete la volontà e la capacità di rispettare i vostri obblighi, non è possibile parlare di continuare lungo questo percorso".

Esercito Iran, l'attacco a Beirut non resterà impunito

Il vice comandante del comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha dichiarato che l'ultimo attacco di Israele contro Hezbollah a Beirut non resterà impunito. Mohammad Jafar Asadi ha descritto l'attacco a Dahyieh come una rinnovata provocazione israeliana. Lo riporta Iran International.

Axios, Centcom informato da Israele prima di attacco a Beirut

L'esercito israeliano ha informato il Comando centrale statunitense (Centcom) poco prima di effettuare l'attacco contro presunti obiettivi di Hezbollah nel quartiere di Dahiyeh, nella periferia sud di Beirut. Lo riferiscono fonti israeliane e americane citate dal sito Axios.

Negoziatore Iran, testo accordo non ancora finalizzato, irrisolti temi chiave

Mehdi Mohammadi, membro della delegazione negoziale con gli Stati Uniti, ha dichiarato all'agenzia Fars che "il testo dell'accordo con gli Stati Uniti non è stato ancora finalizzato e permangono questioni chiave relative alle 14 parti del testo dell'accordo". "L'accordo prevede la fine della guerra contro l'Iran e il Libano da parte degli Stati Uniti e di Israele. Se ci sarà un nuovo attacco, chiuderemo lo Stretto di Hormuz, attaccheremo Israele e non entreremo nel secondo round di colloqui", ha detto aggiungendo: "Secondo il testo, gli Stati Uniti devono avviare il processo di fine del blocco navale subito dopo la firma dell'accordo e lo completeranno in 30 giorni. L'Iran prenderà accordi nello Stretto di Hormuz, che includeranno la sua sicurezza e la riscossione di tariffe insieme all'Oman. Inoltre, le navi che non appartengono a paesi ostili, non minacciano la sicurezza e sono commerciali potranno attraversare la via navigabile lungo la rotta stabilita dall'Iran, ad eccezione di qualsiasi nave proveniente da Israele".

Idf, colpita periferia sud Beirut in risposta attacchi Hezbollah

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito Dahiyeh, quartiere meridionale di Beirut considerato una roccaforte di Hezbollah nella capitale libanese. Lo hanno riferito il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz in una dichiarazione congiunta, affermando che le Idf hanno colpito obiettivi di Hezbollah in risposta al fuoco lanciato dal gruppo libanese contro il territorio israeliano.

Media, l'Iran ha accettato di non produrre o acquisire l'atomica

Nella bozza di accordo tra Washington e Teheran, l'Iran si impegna a non "produrre o acquisire" un'arma nucleare: lo ha affermato un alto funzionario iraniano alla Reuters, che ne ha dato notizia sul proprio sito. La bozza prevede che i dettagli su come gestire l'uranio arricchito attualmente esistente in Iran verranno invece discussi in un periodo di 60 giorni successivo all'intesa preliminare tra le parti. La stessa fonte iraniana ha aggiunto che l'accordo prevede che gli Usa liberino asset di Teheran congelati per valore di 25 miliardi di dollari.

Smotrich a Netanyahu, è ora di colpire periferia sud Beirut

Il ministro delle Finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich ha chiesto di colpire il quartiere meridionale di Beirut, roccaforte di Hezbollah, dopo che due droni hanno fatto incursione nel territorio settentrionale di Israele. "Il fuoco verso le comunità del nord è una prova della 'equazione Dahiyeh' annunciata dal primo ministro" Benjamin Netanyahu, ha dichiarato Smotrich, esortando il governo ad agire con maggiore forza. "Invito il primo ministro a metterla in pratica con determinazione e forza e a far crollare altri edifici a Dahiyeh. Siamo in giorni critici per la definizione della regione per molti anni a venire. Abbiamo promesso sicurezza ai residenti del nord e dobbiamo mantenerla", ha aggiunto, secondo quanto riportato da Israel National News.

Idf, allarme nel nord di Israele per sospetto attacco droni

Attivate le sirene d'allarme nelle comunità di confine del nord di Israele per un sospetto attacco di droni dal Libano. Lo ha riferito l'Idf, come riportato da Haaretz. Le sirene sono risuonate nelle comunità di confine settentrionali di Zarit, Shomera, Even Menachem e Shtula, hanno comunicato le forze di difesa israeliane.

Media, raid israeliani nel sud del Paese

Un attacco aereo israeliano ha colpito la località di Faroun, nel distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Lo riporta Al Jazeera, aggiungendo che sono stati emessi nuovi ordini di evacuazione in seguito ai bombardamenti israeliani, che hanno interessato diverse località e villaggi del sud del Libano.

Ben-Gvir, niente tregua con Hezbollah, 1.000 di loro per ogni capello Idf

"Di fronte al terrorismo non si fa tregua, si sferra un colpo decisivo!". Lo ha scritto in un messaggio su X il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir. "Oggi, durante il dibattito con il primo ministro, ribadirò e chiarirò nuovamente la mia posizione: per ogni drone, un missile. Per ogni violazione, fuoco. Per ogni drone Uav, la Dahiya deve tremare. Per ogni capello sulla testa di un soldato dell'Idf, mille terroristi di Hezbollah", ha aggiunto Ben-Gvir.

Media, decisione finale Teheran in attesa di valutazione

La decisione finale di Teheran sul memorandum d'intesa con gli Usa è in fase di valutazione.Lo riporta l'agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata vicina al team negoziale. Secondo la fonte, l'Iran non ha ancora annunciato la sua decisione definitiva sul memorandum d'intesa proposto. La valutazione degli aspetti politici, legali e tecnici delle proposte è tuttora in corso. Fars, citando fonti informate, ha rivelato che la revisione di vari aspetti delle proposte è ancora in corso a livello di esperti e decisori, e che le istituzioni responsabili stanno valutando attentamente gli aspetti politici, legali e tecnici della questione.

Trump assicura agli avversari: state per essere "disorientati"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato un'immagine elaborata con l'IA su Truth promettendo di "disorientare" i suoi avversari. "State per essere disorientati", si legge nell'immagine. Trump è raffigurato in piedi, presumibilmente su una portaerei, mentre osserva con un binocolo navi che sventolano la bandiera a stelle e strisce e aerei da combattimento.

Firma digitale, cosa c'è dietro

Citando alcuni funzionari ben informati, la Cnn riporta che i piani per una firma virtuale del memorandum d'intesa fra Usa e Iran hanno preso forma nell'ultima giornata per consolidare rapidamente l'accordo ed evitare eventuali intoppi dell'ultimo minuto, nonostante la scorsa settimana il presidente Usa Donald Trump avesse dichiarato di aspettarsi che la firma avvenisse di persona in Europa, con la partecipazione del vicepresidente JD Vance. Secondo la Cnn, ciò è dovuto in parte a complicazioni relative al calendario visto che il presidente e il vice presidente non viaggiano all'estero contemporaneamente per motivi di sicurezza e continuità, e Trump dovrebbe partire lunedì mattina presto per il vertice del G7 in Francia. Far arrivare e tornare Vance da un evento di firma in Europa in tempo per la partenza di Trump sarebbe stato difficile, riferisce l'emittente. Per questa è stata in alternativa proposta una firma elettronica per finalizzare l'accordo

I Pasdaran vogliono rovinare la festa a Trump

Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno smentito che la firma dell'accordo con gli Stati Uniti avverrà oggi. Parlano apertamente di "insolita insistenza" di Trump e sottolineano che il memorandum non è stato ancora (del tutto) finalizzato. Insinuano poi anche un'altra cosa: Trump vorrebbe far coincidere la firma con il proprio compleanno, che ricorre proprio oggi, domenica 14 giugno. A Teheran, intanto, c'è chi protesta apertamente contro il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che in un'intervista in tv ha parlato della firma. Un video pubblicato  dall’agenzia di stampa Fars mostra alcune decine di manifestanti gridare "morte al disonorevole Araghchi, l’infiltrato". 

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