Giornata ad alta tensione tra Stati Uniti e Iran, con Donald Trump che proroga il cessate il fuoco ma conferma il blocco navale contro Teheran.
Da parte iraniana, la linea resta dura: senza la fine dell’assedio non può esserci né una vera tregua né la riapertura dello Stretto di Hormuz. Nel frattempo si moltiplicano attacchi e sequestri di navi, minacce dei pasdaran, appelli diplomatici e timori per una nuova escalation in uno dei punti più sensibili del commercio globale.L'Onu condanna attacchi a navi nel Golfo Persico
L'organismo delle Nazioni Unite che regola il trasporto marittimo mondiale condanna gli attacchi alle navi nel Golfo Persico. Arsenio Dominguez, segretario generale dell'Organizzazione marittima internazionale (Imo), ha condannato oggi gli attacchi alle navi dopo che la Guardia rivoluzionaria iraniana ha aperto il fuoco contro 3 imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, sequestrandone 2 e portandole verso l'Iran. In precedenza Donald Trump aveva dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero continuato a bloccare i porti iraniani. "Gli attacchi e i sequestri di navi commerciali sono inaccettabili", ha affermato Dominguez, sollecitando uno stop immediato e il rilascio delle navi e degli equipaggi. Ha avvertito che la situazione rimane "estremamente instabile" e si è chiesto perché le compagnie mettano a rischio la vita dei marinai. Quasi 20mila marittimi rimangono in mare dopo 7 settimane, senza sapere quando potranno tornare a casa, ha aggiunto.
Libano, giornalista libanese uccisa in un attacco israeliano
È stato trovato il corpo della giornalista libanese Amal Khalil, uccisa in un attacco israeliano nella città di Tiri. Lo riferisce la protezione civile del Libano.
Casa Bianca: "Iran deve consegnare uranio arricchito agli Usa"
Il presidente Donald Trump "ha definito le sue linee rosse in modo molto chiaro: l'Iran non potrà mai ottenere una bomba nucleare per minacciare gli Stati Uniti e i nostri alleati e deve consegnare l'uranio arricchito agli Stati Uniti" nell'ambito dei negoziati per concludere la guerra. Lo ha detto a Fox News la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aggiungendo: "Attendiamo la loro risposta".
Casa Bianca: "Trump ha le carte in mano sull'Iran, Usa mantengono il controllo"
"Le carte sono nelle mani di Trump: gli Stati Uniti mantengono il controllo. Trump gode di flessibilità grazie all'estensione del cessate il fuoco". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt in un'intervista a Fox. Leavitt ha anche spiegato che Trump non considera il sequestro di due navi da parte dell'Iran una violazione del cessate il fuoco: "Non sono navi americane e non sono navi israeliane, sono imbarcazioni internazionali". Poi ha aggiunto: gli iraniani "non controllano lo Stretto di Hormuz, quello a cui assistiamo è pirateria". E ha concluso: "Aspettiamo la risposta iraniana": con il blocco "stiamo strangolando la loro economia".
Fonti intelligence Usa: "Ha ancora più capacità militari di quanto dica la Casa Bianca"
Dopo settimane di bombardamenti, l'Iran conserva più capacità militari di quanto la Casa Bianca e il Pentagono dichiarino pubblicamente. E' quanto riporta Cbsnews citando diverse fonti Usa informate sull'intelligence, precisando che circa la metà degli arsenali di missili balistici e i loro sistemi di lancio erano ancora intatti all'inizio del cessate il fuoco l'8 aprile scorso. Inoltre, circa il 60% delle forze navali dei Guardiani della Rivoluzione è intatto, compresi i motoscafi veloci usati per gli attacchi. Per quanto riguarda le forze aree sono state significativamente colpite, ma non decimate, dice un'altra fonte dell'emittente sottolineando che due terzi sarebbero ancora operativa dopo la massiccia compagna di bombardamenti di Usa e Israele. L'emittente cita anche una dichiarazione scritta consegnata al Congresso dal capo dell'agenzia di intelligence militare, il generale James Adams, in cui si afferma che "l'Iran conserva migliaia di missili e droni d'attacco che possono ancora minacciare gli Usa e le forze dei suoi partner in tutta la regione, nonostante la riduzione delle sue capacità".
Ghalibaf: "Non si può riaprire Hormuz finché dura il blocco degli Usa"
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha escluso la riapertura dello Stretto di Hormuz finché continuerà il blocco statunitense dei porti iraniani, denunciandolo come una violazione del cessate il fuoco tra i due Paesi. "Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato da un blocco navale... la riapertura dello Stretto di Hormuz è impossibile finché il cessate il fuoco viene apertamente ignorato", ha scritto il funzionario iraniano su X, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una proroga unilaterale della tregua, iniziata l'8 aprile.
Pentagono: "Per ripulire Hormuz dalle mine servono 6 mesi"
Per ripulire lo Stretto di Hormuz dalle mine potrebbero volerci sei mesi ed è improbabile che l'operazione venga intrapresa prima della fine della guerra. Lo ha detto il Pentagono al Congresso, secondo quanto riporta il Washington Post.
Trump: "Le otto giovani non saranno giustiziate, ringrazio l'Iran"
"Ottime notizie! Sono appena stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth sottolineando che "quattro saranno rilasciate immediatamente, mentre quattro saranno condannate a un mese di carcere". "Apprezzo vivamente che l'Iran, e i suoi leader, abbiano accolto la mia richiesta e abbiano annullato l'esecuzione prevista", ha messo in evidenza. Il presidente aveva chiesto ieri a Teheran di rilasciare le otto donne iraniane prossime a essere giustiziate per impiccagione.
La Marina militare: "pianificato l'invio di 4 navi a Hormuz"
"La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su 2 cacciamine con un'unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo. In tutto 4 navi. Ovviamente noi non andiamo da soli, andiamo all'interno di una coalizione internazionale, anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio". Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto a Cinque Minuti, in merito ad un'eventuale missione nello Stretto di Hormuz.
Riaperto spazio aereo, Usa chiedono a connazionali di lasciare il Paese
Le autorità statunitensi hanno chiesto ai loro connazionali che si trovano ancora in Iran di lasciare il Paese dopo la riapertura parziale dello spazio aereo. "A partire dal 21 aprile, lo spazio aereo iraniano è stato parzialmente riaperto. I cittadini statunitensi devono lasciare l'Iran ora, seguire i media locali per aggiornamenti e consultare le compagnie aeree commerciali per ulteriori informazioni sui voli fuori dall'Iran", ha esortato in un messaggio il dipartimento di Stato americano. Allo stesso modo, il dipartimento indica la via terrestre per uscire dall'Iran verso Armenia, Azerbaigian, Turchia e Turkmenistan, ma chiede di evitare i viaggi in Afghanistan, Iraq, così come nella zona di confine con il Pakistan. Secondo quanto avverte il dipartimento di Stato, Teheran potrebbe "impedire l'uscita dei cittadini statunitensi" o "riscuotere una "tassa di uscita" per lasciare il Paese", perciò viene richiesto ai cittadini con doppia nazionalità di partire utilizzando passaporti iraniani.
Ghalibaf, i pasdaran un muro di ferro contro i nemici dell'Iran
Le Guardie Rivoluzionarie sono una fonte di "orgoglio e onore" per il Paese, e un "muro di ferro" contro i nemici. Così si è espresso il capo del Parlamento e guida della delegazione iraniana a Islamabad nel negoziato dell'11 aprile, Mohammad Bagher Ghalibaf in un messaggio diffuso oggi, in occasione dell'anniversario della fondazione del corpo. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Irna. Le affermazioni di encomio di Ghalibaf arrivano dopo quelle del presidente Pezeshkian, mentre nelle ultime ore erano emerse notizie di fratture con i pasdaran nella gestione delle trattative con Washington, sulla fine del conflitto.
Usa, americani in Iran lasciano il Paese con la riapertura dello spazio aereo
Gli Stati Uniti esortano gli americani in Iran a lasciare il Paese approfittando della parziale riapertura delle spazio aereo. L'ambasciata virtuale a Teheran chiede agli americani di monitorare i media locali per aggiornamenti e consultare le compagnie aeree per vedere i voli che portano fuori dall'Iran. Un'altra opzione per lasciare l'Iran, spiega l'ambasciata, è viaggiare per l'Armenia, l'Azerbaijan, la Turchia e il Turkmenistan.
Macron, è morto un secondo soldato francese ferito in Libano
E' morto il militare francese, Anicet Girardin, rimpatriato ieri dal Libano dove era rimasto gravemente ferito il 18 aprile scorso durante un attacco Hezbollah: è quanto annuncia su X il presidente francese, Emmanuel Macron.
Trump, colloqui con l'Iran possibili già venerdì
Donald Trump afferma che i colloqui con l'Iran potrebbero essere "possibili" già venerdì. Lo riporta il New York Post, citando un messaggio ricevuto dal presidente Usa.
Fonti ministero greco smentiscono sequestro di nave a Hormuz da parte di pasdaran
Fonti del ministero greco degli Affari marittimi hanno chiarito che, contrariamente a quanto affermato dai media iraniani, la nave portacontainer 'Epaminondas', battente bandiera liberiana e di proprietà di una compagnia greca, non è stata sequestrata nello stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia ellenica Ana-mpa. Il commento arriva dopo che il Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche ha dichiarato, stando ai media iraniani, che due navi mercantili colpite nelle prime ore di questa mattina a largo dell'Oman, ovvero la 'Epaminondas' e la 'Msc Francescà sono state sequestrate e dirette verso la costa iraniana. Fonti del ministero degli Affari marittimi greco hanno attribuito le relative dichiarazioni di Teheran a informazioni inesatte, riporta l'agenzia Ana-mpa. La 'Epaminondas', stando a quanto scritto da Kathimerini, è di proprietà della compagnia greca Technomar Shipping ed è gestita da MSC.
Araghchi a Tajani: "Inaccettabile silenzio Europa davanti raid su siti nucleari"
"L'inaccettabile silenzio dei Paesi europei" davanti agli attacchi di Stati Uniti e Israele contro gli impianti nucleari iraniani "pacifici" è stato denunciato dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, durante il colloquio telefonico avuto oggi con il titolare della Farnesina, Antonio Tajani. Secondo una nota del ministero degli Esteri iraniano, Araghchi ha messo in guardia dal "progressivo indebolimento del diritto internazionale e del regime di non proliferazione a causa dei doppi standard dei Paesi europei su questa questione". La telefonata è stata l'occasione anche per parlare della crisi nello Stretto di Hormuz. Araghchi ha considerato la situazione attuale nello stretto come "il risultato diretto della mancanza di rispetto della legge da parte degli Stati Uniti e dell'aggressione militare unilaterale contro un Paese membro indipendente delle Nazioni Unite". L'Iran, ha aggiunto, "in quanto Stato costiero dello Stretto di Hormuz, ha adottato misure in conformità al diritto internazionale per proteggere la propria sicurezza nazionale contro l'aggressione e la minaccia degli Stati Uniti e di Israele".
Idf, intercettato drone Hezbollah lanciato contro nostre truppe nel sud
Hezbollah ha lanciato un drone contro le truppe israeliane di stanza nel Libano meridionale. Lo ha riferito l'Idf, aggiungendo che il velivolo è stato intercettato dalla difesa aerea e che non si segnalano feriti. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che l'attacco costituisce una "palese violazione dell'accordo di cessate il fuoco". Ieri, Hezbollah ha lanciato una raffica di razzi contro le truppe israeliane nel Libano meridionale e un drone contro Israele. Israele ha risposto agli attacchi colpendo un lanciarazzi utilizzato nel bombardamento di ieri.
Media teheran: cavi sottomarini stretto Hormuz possibile obiettivo
L'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina alle Guardie Rivoluzionarie, ha ribadito la convinzione che gli Stati arabi del Golfo rimangano vulnerabili al taglio dei cavi sottomarini per la trasmissione dati nello Stretto di Hormuz.Secondo quanto riportato dall'agenzia "il danneggiamento simultaneo di diversi cavi principali, sia per incidenti che per azioni deliberate, potrebbe provocare gravi interruzioni di corrente in tutto il Golfo Persico". Numerosi cavi sottomarini attraversano lo Stretto. La regione ha già subito interruzioni di corrente a seguito del danneggiamento ripetuto di cavi sottomarini nel Mar Rosso. In passato, i ribelli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, avevano minacciato i cavi.
Il Libano chiederà a Israele una proroga di un mese della tregua
Durante i colloqui previsti domani a Washington con Israele, il Libano chiederà l'estensione di un mese della tregua. Lo riporta Afp, citando una fonte ufficiale. "Beirut chiederà la proroga del cessate il fuoco e la cessazione da parte di Tel Aviv delle operazioni di demolizione e distruzione nelle zone in cui è presente", ha dichiarato la fonte. Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato invece che "sono in corso contatti per prolungare la tregua", in scadenza domenica, "di dieci giorni".
Media, pasdaran attaccano terza nave in Stretto Hormuz
Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha attaccato una terza nave nello Stretto di Hormuz. Lo riportano varie agenzie iraniane, tra cui Nour News, Fars e Mehr, secondo cui l'imbarcazione colpita è la "Euphoria", legata a una compagnia emiratina. Secondo i media iraniani, l'imbarcazione si è "incagliata" sulla costa iraniana, senza fornire ulteriori dettagli.
Teheran: "Occhio per occhio, petroliera per petroliera"
"Occhio per occhio, petroliera per petroliera". Lo ha detto Ibrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento iraniano, parlando del navi attaccate dalle Guardie Rivoluzionarie nello Stretto di Hormuz e facendo riferimento apparentemente alle navi iraniane sequestrate dall'esercito statunitense. "Così come la nostra risposta al nemico durante i 40 giorni di guerra è stata decisa e forte . ha aggiunto il portavoce - non rimarremo in silenzio di fronte ai pirati, soci di Epstein. Non saranno in grado di trasformare il gioco, in cui hanno perso, in una vittoria".
Teheran conferma proroga cessate il fuoco
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha confermato la proroga del cessate il fuoco in alcune dichiarazioni riportate dalla televisione di Stato iraniana. Baghaei non ha specificato se Teheran sia pronta o meno a partecipare a un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad, in Pakistan. Secondo quanto riferiscono i media nazionali, il portavoce ha dichiarato che "la diplomazia è uno strumento per garantire gli interessi nazionali e la sicurezza e ogni volta che giungeremo alla conclusione che sussistono le condizioni necessarie e ragionevoli per utilizzare questo strumento al fine di perseguire gli interessi nazionali e consolidare i risultati ottenuti dalla nazione iraniana nel contrastare gli obiettivi maligni dei nemici, agiremo".
Axios, Trump disposto a concedere altri tre-cinque giorni di cessate il fuoco
Il presidente americano Donald Trump è disposto a concedere altri tre-cinque giorni di cessate il fuoco agli iraniani, un breve lasso di tempo per trovare un accordo su una controproposta coerente, in assenza della quale il cessate il fuoco da lui prorogato ieri si concluderà. A scriverne è il sito Axios, analizzando con l'aiuto di tre funzionari statunitensi il dietro le quinte dell'annuncio sull'estensione del cessate il fuoco. "Non sarà a tempo indeterminato", chiariscono. La decisione del presidente si spiega con il fatto che i negoziatori di Trump ritengono ancora possibile raggiungere un accordo per porre fine alla guerra e affrontare la questione di ciò che resta del programma nucleare iraniano. Tuttavia, temono anche di non trovare a Teheran nessuno con l’autorità necessaria a dare il via libera all'intesa. La Guida Suprema Mojtaba Khamenei comunica a malapena. I generali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che ora controllano il Paese, e i negoziatori civili iraniani sono apertamente in disaccordo sulla strategia da seguire. "Abbiamo constatato che all'interno dell'Iran esiste una frattura netta tra i negoziatori e i militari, senza che nessuna delle due parti abbia accesso alla Guida Suprema, che non risponde", spiega un funzionario statunitense. Queste divisioni sono cominciate ad emergere dopo il primo round dei colloqui di Islamabad, quando è diventato chiaro che il comandante dell'IRGC, il generale Ahmad Vahidi, e i suoi vice avevano respinto gran parte di ciò che i negoziatori iraniani avevano discusso.
Pasdaran, sequestrate le 2 navi colpite a Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato le due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Sky News Uk, le due navi erano "non conformi" e sono state identificate come la nave portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Le due nave ha aggiunto che sono state "scortati fino alla costa iraniana". Tasnim ha inoltre affermato che le navi avevano "messo in pericolo la sicurezza marittima operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di navigazione".
Terza nave presa di mira oggi in Stretto di Hormuz
La società di intelligence marittima Vanguard ha riferito al programma Verify della Bbc che una terza nave mercantile è stata attaccata oggi mentre tentava di attraversare lo Stretto di Hormuz. La nave battente bandiera panamense MSC Francesca è stata presa di mira a circa 11 miglia nautiche dalla costa iraniana, mentre navigava verso sud attraverso lo Stretto di Hormuz, in direzione del Golfo dell'Oman. Secondo quanto riportato, le Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbero intimato alla MSC Francesca di gettare l'ancora. La nave ha segnalato "danni allo scafo e al carico".
Israele al Libano: collaboriamo contro Hezbollah
Il ministro degli Esteri israeliano ha invitato il Libano a unire le forze con Israele per combattere il movimento libanese filo-iraniano Hezbollah, alla vigilia dei negoziati previsti tra i due Paesi. "Domani riprenderanno a Washington Dc i colloqui diretti tra Israele e il Libano. Lancio un appello al governo libanese: collaboriamo contro lo Stato terroristico che Hezbollah ha costruito sul vostro territorio", ha dichiarato Gideon Sàar ai diplomatici durante una cerimonia in occasione del 78° anniversario dell'indipendenza di Israele.
Media Iran: seconda nave bersagliata perché non ha ascoltato avvertimenti
"Un'altra nave cargo è stata presa di mira. Sembra che questa nave portacontainer non abbia prestato attenzione agli avvertimenti delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran e per questo motivo sia stata presa di mira". Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim. "Questa è la seconda nave che dalle prime ore di oggi è stata oggetto dell'applicazione della legge da parte delle forze armate iraniane" aggiunge l'agenzia.
Tajani: "A Araghchi ribadito necessità dialogo Islamabad e libertà Hormuz"
"Per quanto riguarda il colloquio che ho avuto poco fa con il ministro degli Esteri dell'Iran (Abbas Araghchi, ndr), ho ribadito a lui la necessità di continuare il dialogo di Islamabad, di raggiungere un accordo per la pace e ho ribadito l'importanza della libertà di circolazione a Hormuz". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Roma a margine del Forum Strategico Italia-Polonia. "Ho ribadito l'importanza di tutelare i Paesi dell'area del Golfo, ho ribadito l'importanza di trovare un accordo anche in Iran, ho ribadito l'importanza di non procedere nell'uso militare del nucleare", ha proseguito Tajani, precisando di aver evidenziato ad Araghchi anche la disponibilità dell'Italia ad ospitare i colloqui tra Israele e Libano.
Ft, almeno 34 petroliere legate a Teheran hanno aggirato blocco Usa
Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita il gruppo di monitoraggio Vortexa, almeno 34 petroliere collegate all'Iran hanno eluso il blocco statunitense dall'inizio del provvedimento. Secondo il rapporto, 19 delle imbarcazioni sono uscite dal Golfo Persico attraverso il blocco, mentre 15 vi sono entrate dal Mar Arabico dirigendosi verso l'Iran. Sei delle petroliere in partenza trasportavano petrolio greggio iraniano, per un carico totale di circa 10,7 milioni di barili. Sulla base di un prezzo ipotizzato di 10 dollari rispetto al petrolio Brent, si stima che le spedizioni possano aver generato un fatturato di circa 910 milioni di dollari. Il petrolio iraniano viene solitamente venduto a prezzo scontato perché soggetto a sanzioni.
Wsj, stop di Washington a dollari in Iraq: smantellino milizie filo-Iran
L'amministrazione Trump ha sospeso le spedizioni di dollari statunitensi in Iraq e congelato i programmi di cooperazione in materia di sicurezza con le sue forze armate, intensificando la pressione su Baghdad affinché smantelli le potenti milizie sostenute dall'Iran, secondo quanto riferito da funzionari iracheni e statunitensi. Lo riporta il Wall Street Journal. Un aereo cargo che trasportava quasi 500 milioni di dollari in banconote statunitensi, proventi della vendita di petrolio iracheno provenienti da conti della Federal Reserve Bank di New York, è stato recentemente bloccato da funzionari del Dipartimento del Tesoro a causa delle preoccupazioni degli Stati Uniti riguardo alle milizie, secondo quanto riferito da alcuni funzionari.
Araghchi, colloquio con Tajani su evoluzioni del conflitto in Iran
"Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno discusso telefonicamente sull'ultima situazione degli sviluppi regionali e su questioni relative al cessate il fuoco e alla diplomazia scambiandosi opinioni". Lo scrive sui social Araghchi.
Agenzia Gb: seconda nave bersagliata a Hormuz, ferma in acqua
Il comandante di una nave mercantile in partenza ha segnalato di essere stata bersagliata da colpi d'arma da fuoco a otto miglia nautiche a ovest della costa dell'Iran, e di essere ora ferma in acqua. L'equipaggio è al sicuro. Non si segnalano danni alla nave. Lo scrive l'agenzia marittima Ukmto.
Teheran: non abbiamo mai dato l'ok al secondo round di colloqui
"L'Iran non ha violato alcun impegno riguardo alla partecipazione al secondo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad, poiché il Paese non ha mai dichiarato che vi avrebbe preso parte": lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. "Se giungeremo alla conclusione che recarci a Islamabad per i colloqui sarà nell'interesse nazionale, ci andremo, ma finora non abbiamo preso alcuna decisione in merito", ha sottolineato in un'intervista alla Bbc. "Gli Stati Uniti non hanno mostrato alcuna buona volontà o serietà nei colloqui e hanno cambiato ripetutamente la loro posizione", ha sottolineato, aggiungendo che "l' attuale blocco statunitense dei porti iraniani nello Stretto di Hormuz è un atto aggressivo e continua tuttora".
Marina militare: pronti a sminare a fine guerra, rischi ci sono sempre
"La Marina militare è pronta a effettuare un'operazione di sminamento, ovviamente queste operazioni devono essere fatte in una situazione non conflittuale perché sono molto delicate e come tutte le operazioni in aree delicate comportano dei rischi. Il nostro compito è mantenere i rischi al minimo possibile, questo lo facciamo tramite la tecnologia molto avanzata". Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto, in Commissione Difesa alla Camera.
Riunione militare a Londra con 30 Paesi su missione in Stretto Hormuz
Regno Unito e Francia stanno riunendo strateghi militari provenienti da circa 30 paesi per definire i dettagli di una missione volta a garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, quando questa importante rotta marittima verrà riaperta. Il ministero della Difesa britannico John Healey ha dichiarato che l'incontro di due giorni presso un centro di comando e controllo del Regno Unito a Londra ha lo scopo di "trasformare il consenso diplomatico in un piano militare dettagliato". Il piano prevede una missione internazionale per proteggere le navi mercantili, sminare le zone e fornire rassicurazioni, e dipende dal raggiungimento di un cessate il fuoco "sostenibile" nella guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Diversi paesi, tra cui Francia e Regno Unito, si sono impegnati a inviare navi e droni per lo sminamento. Nonostante lo scetticismo sulla reale attuazione del piano, Healey ha detto di essere "fiducioso che, nei prossimi due giorni si potranno compiere progressi concreti".
Ministro Iran: "Nonostante blocco abbiamo cibo e beni essenzialì"
"Le riserve strategiche iraniane di beni essenziali e alimentari sono state rifornite e il mercato gode di completa stabilità, nonostante le sanzioni, le restrizioni alle importazioni e i problemi sorti nei porti meridionali durante la guerra e il blocco". E' quanto ha affermato il ministro dell'Agricoltura Gholamreza Nouri, ieri sera. "Abbiamo pianificato un'intensa produzione interna, nonché rotte di importazione alternative, poiché, grazie alla vastità del territorio iraniano, abbiamo la possibilità di importare da diversi confini con i nostri paesi vicini", ha aggiunto, citato dall'agenzia Isna, affermando che "l'Iran gode di sicurezza alimentare, poiché circa l'85% dei suoi prodotti agricoli e dei beni essenziali viene prodotto all'interno del paese".
Trump contro il Wsj: "Nessuno mi considera fesso"
"C'è un idiota nel comitato editoriale del Wall Street Journal che scrive che vengo preso per un 'fessò. L'Iran di certo non la pensa così! E nemmeno nessun altro". È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Immagino che Rupert Murdoch gli abbia detto di scriverlo in questo modo, perché il Wall Street Journal ha perso la strada, non è più una lettura obbligatoria, solo un altro 'giornaletto' politico fallimentare!", aggiunge Trump.
Pasdaran, ora un ordine nuovo in Medio Oriente con crollo Usa-Israele
"Oggi, con il crollo dell'egemonia militare degli Stati Uniti e del regime sionista, siamo sul punto di entrare in un nuovo ordine regionale in Asia occidentale (il Medio Oriente, ndr), senza la presenza di potenze straniere e arroganti, in particolare gli Stati Uniti". E' quanto si legge in una dichiarazione diffusa dai pasdaran iraniani, in occasione dell'anniversario della fondazione delle Guardie Rivoluzionarie nel 1979.
Teheran, nuovo round negoziati non appena sarà revocato blocco Usa
"Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo round di negoziati si terrà a Islamabad". Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, riferendosi al blocco navale imposto dagli Stati Uniti. "Gli Stati Uniti devono cessare la loro 'violazione del cessate il fuocò prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati", ha aggiunto, precisando che "l'Iran è preparato a qualsiasi scenario". “Non siamo stati noi a iniziare l’aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l’Iran è pronto anche a quella”, ha concluso.
Media Teheran: nave a Hormuz ha ignorato avvertimenti
Nour News, un sito affiliato al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, ha affermato che le Guardie Rivoluzionarie hanno aperto il fuoco sulla nave portacontainer nello Stretto di Hormuz dopo che questa aveva "ignorato gli avvertimenti delle forze armate iraniane". Nour News ha aggiunto che la nave ha subito "ingenti danni" nell'attacco.Sebbene gli Stati Uniti abbiano concentrato gran parte del loro fuoco durante la guerra sulla marina iraniana, affondando e danneggiando gravemente decine di imbarcazioni, la Guardia di Frontiera gestisce una flotta di piccole motovedette d'attacco, alcune delle quali sembrano essere sopravvissute al conflitto. Queste imbarcazioni sono in genere dotate di mitragliatrici montate a bordo.
Pasdaran: pronti a difenderci con sorprese e nuove carte in campo
"Le Guardie Rivoluzionarie hanno affrontato l'aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all'Iran". Così in un comunicato stampa le Guardie Rivoluzionarie. "Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia", aggiungono i pasdaran.
Teheran: cargo colpito in Oman? Finché resta blocco Usa, andrà così
"Finché gli Stati Uniti non porranno fine completamente alla libertà di navigazione delle navi da e verso l'Iran e viceversa, la situazione nello Stretto di Hormuz rimarrà sotto stretto controllo e inalterata rispetto allo stato precedente". Lo afferma, secondo l'agenzia iraniana Fars, il portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya (Pbuh) in merito alla portacontainer presa di mira da una nave pasdaran al largo dell'Oman. Secondo la Fars, l'operazione nello Stretto di Hormuz è stata una azione di "enforcement", messa in atto a seguito della "violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti e la continuazione dell'assedio navale all'Iran, nonché l'abbordaggio di una nave iraniana".
Hormuz, nave dei pasdaran apre il fuoco contro portacontainer: "Gravi danni al ponte"
Una nave portacontainer è stata attaccata da una imbarcazione dei pasdaran vicino alle coste dell'Oman, nello Stretto di Hormuz, senza che l'imbarcazione iraniana prima la contattasse via radio per richiedere l'identificazione. La nave militare delle Guardie della rivoluzione ha aperto il fuoco contro il cargo causando gravi danni alla plancia. Al momento non sono segnalati incendi, i membri dell'equipaggio sarebbero tutti al sicuro.
Trump: "Iran al collasso finanziario, vuole Hormuz aperto ma così accordo impossibile"
"L'Iran è al collasso a livello finanziario! Vogliono lo Stretto di Hormuz immediatamente aperto". Donald Trump ha scritto così in un post su Truth, parlando di una Repubblica islamica con un "disperato bisogno di denaro" che "perde 500 milioni di dollari al giorno". "Militari e poliziotti si lamentano di non ricevere le paghe. SOS!!!", ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti nel messaggio, dopo che ieri sera ha annunciato - sempre via social - che alla luce della "grave frammentazione del governo dell'Iran" e su "richiesta del felmaresciallo Asim Munir e del premier Shehbaz Sharif del Pakistan ci è stato domandato di sospendere il nostro attacco all'Iran fin quando i loro leader e rappresentanti non si presenteranno con una proposta unitaria". Il tycoon ha aggiunto di aver ordinato alle forze Usa di "continuare il blocco" navale, "restare pronte" a tutto, nonostante la proroga del cessate il fuoco. In un altro post su Truth ha scritto che l'Iran vuole lo Stretto di Hormuz "aperto in modo da poter fare 500 milioni di dollari al giorno". "Dicono di volerlo chiuso solo perché l'ho bloccato completamente (chiuso!), quindi vogliono semplicemente 'salvare la faccià", ha incalzato. "Quattro giorni fa, persone mi hanno detto: 'L'Iran vuole aprire immediatamente lo Strettò - ha proseguito nel messaggio - Ma se lo facessimo, non potrebbe mai esserci un Accordo con l'Iran, a meno che non decidessimo di far saltare il resto del loro Paese, leader compresi!".
Iran: Teheran denuncia Usa all'Onu per "pirateria"
L'ambasciata iraniana presso le Nazioni Unite ha condannato gli Stati Uniti per una condotta che presenta "i tratti distintivi della pirateria" dopo che le forze militari statunitensi hanno attaccato una nave mercantile iraniana nel Mar d'Oman."Il 19 aprile 2026, nelle vicinanze delle coste iraniane nel Mar d'Oman, le forze militari statunitensi hanno condotto un attacco ostile e illegale contro la nave mercantile iraniana Toska", si legge in una lettera indirizzata al Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e alla presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, come riporta AlJazeera."Questo attacco contro una nave civile costituisce una grave e manifesta violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale", si afferma nella nota."Le deliberate intimidazioni e il terrore psicologico inflitti all'equipaggio e alle loro famiglie aggravano ulteriormente la gravità di questo atto. Tale condotta presenta i tratti distintivi della pirateria e costituisce una pericolosa escalation che mette seriamente a repentaglio la sicurezza delle vitali rotte marittime".
Iran: Bessent, blocco navale Usa continua, depositi isola Kharg presto pieni
"La Marina degli Stati Uniti proseguirà il blocco dei porti iraniani. Nel giro di pochi giorni, i depositi dell’isola di Kharg saranno pieni e i fragili pozzi petroliferi iraniani saranno chiusi. Limitare il commercio marittimo dell’Iran colpisce direttamente le principali fonti di reddito del regime". È quanto scrive in un post sul social X il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent. "Il Dipartimento del Tesoro continuerà ad applicare la massima pressione attraverso l’Economic Fury per indebolire sistematicamente la capacità di Teheran di generare, trasferire e rimpatriare fondi", aggiunge, "qualsiasi persona o imbarcazione che faciliti questi flussi — attraverso il commercio e la finanza occulti — rischia di essere soggetta alle sanzioni statunitensi. Continuiamo a congelare i fondi sottratti dalla leadership corrotta a nome del popolo iraniano".
Media: "Cacciatorpediniere Usa sequestrano almeno altre due petroliere"
Le forze americane hanno ora preso il controllo di quattro petroliere iraniane. Stando al Washington Post, che cita fonti militari e satellitari, alcuni cacciatorpediniere della marina americana stanno ora scortando due petroliere iraniane, la Sevin e la Dorena, che erano partite dal porto iraniano di Chabahar prima che entrasse in vigore il blocco navale. "Un funzionario statunitense ha rifiutato di dire dove sarà scortata la Dorena o la Sevin", ha aggiunto il quotidiano americano. Nelle ultime ore ci sarebbero poi segnalazioni di una quarta petroliera presa oggi nel Mar Arabico, mentre l'imbarcazione 5th DERYA è bloccata in India senza poter scaricare il greggio.
Axios, frattura in leadership Teheran, oggila risposta di Khamenei
na delle ragioni alla base della decisione di Donald Trump di estendere il cessate il fuoco con l'Iran fino al termine dei negoziati è che i mediatori statunitensi e pakistani sono in attesa che la Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, risponda all'ultima proposta e impartisca una direttiva chiara ai suoi negoziatori. E' quanto riferiscono a Axios una fonte regionale a conoscenza della mediazione e una fonte israeliana informata sulle discussioni in corso. Si prevede che Khamenei fornirà la sua risposta mercoledì, ha affermato la fonte israeliana. "I negoziatori iraniani hanno dichiarato di essere in attesa del via libera da parte della Guida Suprema", ha detto la fonte regionale. Secondo quanto riferito a Axios da un funzionario statunitense e da una fonte regionale, negli ultimi giorni la leadership iraniana è stata impegnata in un intenso dibattito interno su come procedere nei colloqui con l'amministrazione Trump. I leader civili dell'Iran, tra cui il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, si sono espressi a favore della prosecuzione dei colloqui al fine di estendere il cessate il fuoco e raggiungere un accordo. Tuttavia, il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, il generale Ahmad Vahidi, insieme ai suoi vice, si è rifiutato di offrire concessioni e si è opposto ai negoziati finché persisterà il blocco navale, hanno riferito le fonti. Il sequestro di una nave mercantile iraniana da parte degli Stati Uniti nel Mar Arabico ha acuito la frattura interna, portando i comandanti dei Pasdaran ad accusare i negoziatori iraniani di mostrarsi deboli nei rapporti con l'amministrazione Trump, ha riferito una fonte regionale.
Iran: Wsj, Usa manterranno pressione economica su Teheran
Gli Stati Uniti manterranno la pressione economica sull'Iran, sebbene il presidente Trump abbia dichiarato che, per il momento, si asterrà dal riprendere gli attacchi militari. Lo hanno riferito al Wall Street Journal funzionari dell'amministrazione americana. La campagna di pressione, ribattezzata "Operation Economic Fury", prevede l'imposizione di sanzioni, il blocco dei porti iraniani e un'iniziativa volta a sequestrare navi collegate all'Iran nelle acque di tutto il mondo.Secondo alcune stime, il solo blocco potrebbe costare all'Iran oltre 400 milioni di dollari al giorno.
Consigliere Ghalibaf, con estensione tregua Trump prepara attacco a sorpresa
"L'estensione della tregua da parte di Trump non ha alcun significato. La parte perdente non può dettare le condizioni. La prosecuzione dell'assedio non fa differenza rispetto al bombardamento e deve ricevere una risposta militare. Inoltre, l'estensione della tregua da parte di Trump è certamente un modo per guadagnare tempo al fine di un attacco a sorpresa. Il momento dell'iniziativa spetta all'Iran". Lo scrive sui social Mahdi Mohammadi, consigliere del presidente del Parlamento iraniano, Ghalibaf.
Trump, tregua estesa ma blocco rimane. Teheran, non saremo domani a colloqui Islamabad
Saltano i colloqui a Islamabad, ma Donald Trump concede tempo all’Iran. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la proroga del cessate il fuoco, che secondo il suo ultimatum sarebbe scaduto domani sera (ora di Washington), in attesa di una proposta da parte di Teheran. Resta il blocco a Hormuz