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Iran, nuovo attacco Usa: colpito un sito di missili e alcune navi posamine. La vignetta di Trump contro Obama

Mentre le trattative sono ancora in stallo gli Usa bombardano siti missilistici nel sud del Paese e imbarcazioni che stavano piazzando mine nello stretto di Hormuz. La tv di Stato iraniana: "Uccidono 80.000 persone e la chiamano autodifesa"

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In attesa degli sviluppi sulla trattativa tra Stati Uniti e Teheran si registrano nuovi attacchi militari: gli Usa colpiscono un sito per il lancio di missili e alcune imbarcazioni iraniane che cercavano di collocare delle mine nello stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump prende le distanze dai piani di smaltimento dell'uranio arricchito in Cina (o altrove): "È preferibile che sia distrutto in loco in collaborazione con Teheran".

Intanto, sul fronte diplomatico, i principali negoziatori di Teheran sono andati in Qatar per discutere i punti controversi di un possibile accordo volto a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il segretario di Stato americano Marco Rubio afferma che un "accordo con l'Iran è ancora possibile".

Tv di Stato Iran: uccidono 80.000 persone e la chiamano autodifesa

"Abbiamo appena scoperto che è possibile uccidere 80.000 persone, tra cui più di 10.000 bambini, sfollare 2 milioni di persone e chiamarlo legittima difesa". Così su X la tv di Stato iraniana Irib, commentando la notizia degli attacchi "in autodifesa" degli Stati Uniti.

Raid aereo Idf su Kfar Sir, nel sud del Libano

Attacco aereo israeliano sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera citando alcuni suoi corrispondenti sul campo. Ieri erano stati segnalati attacchi israeliani a ondate successive nei distretti di Tiro e Nabatieh, nel Libano meridionale, e a Mashgara, nella zona occidentale della valle della Bekaa.

Teheran avrebbe lanciato missili verso navi Usa

Il New York Times, citando un funzionario dell'esercito Usa rimasto anonimo, scrive che l’Iran avrebbe lanciato dei missili verso alcune navi Usa schierate nel golfo dell’Oman e nel mar Arabico. Non si sa se tali attacchi abbiano colpito o meno gli obiettivi e quali danni possano eventualmente aver arrecato, ma la risposta di Washington, che ha colpito il porto iraniano meridionale di Bandar Abbas, conferma una cosa: Teheran dispone ancora di basi di lancio in grado di minacciare gli Usa. 

Nuovi attacchi nel sud dell'Iran, colpiti siti missilistici e imbarcazioni posamine

Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver lanciato nuovi attacchi contro l'Iran meridionale, prendendo di mira siti missilistici iraniani e imbarcazioni che tentavano di posizionare mine. Gli attacchi sono stati effettuati per "autodifesa" e sono stati concepiti "per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane", ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti in un comunicato. Il portavoce del Comando Centrale, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che le forze armate statunitensi "continuano a difendere le proprie truppe, pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso" tra i due Paesi. L'Iran non ha ancora risposto all'attacco statunitense. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqai, aveva precedentemente affermato che, sebbene fossero stati compiuti alcuni progressi nei colloqui per porre fine alla guerra, un accordo "non è imminente". Non è chiaro quale impatto gli attacchi avranno su un eventuale accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. In seguito ai raid, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che un accordo è ancora possibile e ha fatto riferimento ai colloqui di oggi tra il principale negoziatore e ministro degli Esteri iraniano e il primo ministro del Qatar. "Vedremo se riusciremo a fare progressi. Credo che in atto un ampio scambio di opinioni su alcuni punti specifici del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha detto Rubio ai giornalisti durante una visita ufficiale in India, aggiungendo che il presidente Donald Trump ha "espresso il desiderio di realizzarlo".

Rubio: un accordo con Teheran è ancora possibile

Il segretario di Stato americano Marco Rubio afferma che un "accordo con l'Iran è ancora possibile". Lo riporta il Times of Israel."Oggi si sono svolti dei colloqui in Qatar, quindi vedremo se riusciremo a fare progressi. Credo che ci sia molto da discutere su specifici passaggi del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha affermato Rubio nella città indiana di Jaipur durante una visita ufficiale in India.

Trump: preferibile che l'uranio sia distrutto in loco

"L'uranio arricchito (polvere nucleare!) verrà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere riportato in patria e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran, distrutto in loco o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l'Energia Atomica, o suo equivalente, presente come testimone di questo processo e di questo evento". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Trump paragona la sua politica sull'Iran a quella di Obama: soldi contro missili

Trump paragona la sua politica sull'Iran con quella di Barak Obama. In un'immagine postata sul suo social Truth contrappone i soldi concessi dall'ex presidente a Teheran alla sua politica di forza fatta di missili. Il commander-in-chief è stato criticato per l'accordo con l'Iran che molti valutano peggiore di quello del suo predecessore.

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