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Raid Usa su missili e navi in Iran, Teheran: "Morte all'America, risponderemo". E Israele intensifica l'offensiva in Libano. Ucciso il capo dell'ala militare di Hamas

Mentre le trattative sono ancora in stallo gli Usa bombardano siti missilistici nel sud del Paese e imbarcazioni che stavano piazzando mine nello stretto di Hormuz. La tv di Stato iraniana: "Uccidono 80.000 persone e la chiamano autodifesa". Telefonata Trump-Netanyahu

Raid Usa su missili e navi in Iran, Teheran: "Morte all'America, risponderemo". E Israele intensifica l'offensiva in Libano. Ucciso il capo dell'ala militare di Hamas
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In attesa degli sviluppi sulla trattativa tra Stati Uniti e Teheran si registrano nuovi attacchi militari: gli Usa colpiscono un sito per il lancio di missili e alcune imbarcazioni iraniane che cercavano di collocare delle mine nello stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump prende le distanze dai piani di smaltimento dell'uranio arricchito in Cina (o altrove): "È preferibile che sia distrutto in loco in collaborazione con Teheran".

Intanto, sul fronte diplomatico, i principali negoziatori di Teheran sono andati in Qatar per discutere i punti controversi di un possibile accordo volto a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il segretario di Stato americano Marco Rubio afferma che un "accordo con l'Iran è ancora possibile".

Media Israele, il capo dell'ala militare di Hamas è stato ucciso

Muhammad Odeh, capo dell'ala militare di Hamas, è stato ucciso dall'Idf in un attacco a Gaza City. Lo riferisce Ynet citando fonti israeliane. Successivamente, nella Striscia c'è stato un altro attacco, ed entrambi i raid hanno causato almeno due morti e oltre dieci feriti. In una dichiarazione congiunta del primo ministro Benyamin Netanyahu e del ministro della Difesa Israel Katz, è stato affermato che Odeh è uno degli artefici del massacro del 7 ottobre: "Odeh era a capo del quartier generale dell'intelligence di Hamas al momento del massacro ed è stato nominato circa una settimana fa per sostituire Izz ad-Din Haddad, eliminato in un attacco dell'Idf nella Striscia di Gaza circa due settimane fa. Continueremo a dare la caccia a tutti coloro che hanno preso parte al massacro del 7 ottobre. Prima o poi, Israele li catturerà tutti".

Trump attacca i media sull'Iran, 'sono pazzì

Donald Trump attacca i media per la copertura della guerra in Iran. "Anche se si arrendesse direbbero che ha riportato una vittoria schiacciante. Sono pazzi", ha detto il presidente sul suo social Truth puntando il dito contro il New York Times, il Wall Street Journal e Cnn. "Se l'Iran si arrendesse, ammettesse che la sua Marina è perduta e giace sul fondo del mare, e se l'intero esercito uscisse da Teheran, con le armi a terra e le mani alzate, gridando all'unisono 'mi arrendo, mi arrendò, mentre sventola freneticamente la simbolica Bandiera Bianca, allora - afferma Trump - il "Failing New York Times", il "China Street Journal" (Wsj), la corrotta e irrilevante Cnn e tutte le altre fake news titolerebbero che l'Iran ha riportato una vittoria magistrale e brillante sugli Stati Uniti d'America, e che non c'è stata nemmeno partita. I democratici e i media hanno perso completamente la bussola. Sono diventati assolutamente pazzi".

Telefonata Trump-Netanyahu

Telefonata fra il Premier israeliano Benjamin Netanyahu e il Presidente americano Donald Trump, rendono noto i media israeliani. La telefonata è stata avviata dopo che Netanyahu ha presieduto una riunione del gabinetto di sicurezza, nel quadro della ripresa della campagna dell'Idf contro Hezbollah in Libano. Gli Stati Uniti avrebbero posto il veto a raid su Beirut per non incrinare i negoziati in corso con l'Iran.

Usa: "Non stiamo assistendo navi nello Stretto di Hormuz"

"Project Freedom non è ripartita e le forze americane non stanno scortano imbarcazioni commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz". Lo afferma il Us CentCom smentendo le indiscrezioni circolate sull'assistenza fornita dalla marina americana alle navi in transito a Hormuz.

Rrparte Project Freedom, militari Usa scortano petroliera greca in Hormuz

Gli Stati Uniti hanno rilanciato l'operazione militare "Project Freedom" per effettuare un servizio di scorta della marina per le navi in transito nello Stretto di Hormuz, rende noto il Wall Street Journal, anticipando che nei prossimi giorni saranno fatte passare una decina di navi, fra cui super petroliere e container e che già una super petroliera greca con due milioni di petrolio a bordo è stata guidata attraverso lo Stretto. L'operazione era stata congelata 36 ore dopo soltano l'inizio, ai primi del mese.

Pezeshkian: "Pronti a raggiungere quadro dignitoso per fine guerra"

- Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato in una telefonata all'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, che Teheran è pronta a raggiungere quello che ha definito "un quadro dignitoso" per porre fine alla guerra e alle attuali tensioni regionali. Lo riferisce Iran International.

Beirut, 28 morti e oltre 100 feriti in 24 ore in raid Israele

Sono 28 le persone che sono state uccise e 104 quelle rimaste ferite negli attacchi israeliani avvenuti in Libano nelle ultime 24 ore. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese portando il bilancio delle vittime a 3.213 morti e 9.737 feriti dall'inizio delle ostilità, il 2 marzo. In precedenza, il ministero aveva comunicato che 11 persone erano state uccise in un attacco avvenuto ieri nella valle della Bekaa e che un paramedico era rimasto ucciso in un attacco nel distretto di Tiro.

Wsj, Marina Usa ha ripreso ad assistere le navi attraverso Hormuz

La US Navy ha ripreso ad assistere il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari militari statunitensi. Le fonti hanno dichiarato al Journal che una superpetroliera greca, carica di due milioni di barili di greggio, è stata scortata dalla Marina statunitense mentre attraversava il canale al largo delle coste dell'Oman. La nave era rimasta bloccata nel Golfo dai primi di marzo e ora è diretta in India per consegnare il suo carico.

Media, avviate operazioni via terra Idf oltre la linea gialla

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno avviato operazioni di terra in Libano, anche in aree al di là della linea gialla. Lo riferisce Channel 12 citando report provenienti dal Libano secondo cui forze dell'Idf sarebbero state avvistate anche in zone non controllate dall'esercito. Per ora, l'Idf non ha commentato la notizia.

Secondo quanto riportato da Ynet, i soldati israeliani già presenti nel Libano meridionale hanno iniziato a effettuare negli ultimi giorni operazioni via terra oltre il fiume Litani, che delimita la 'linea giallà della tregua armata, con l'obiettivo di allontanare ulteriormente dal confine israeliano Hezbollah e in particolare la minaccia dei droni esplosivi.

Teheran accusa Usa: "Hanno violato cessate fuoco, ci difenderemo"

Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver violato l'accordo di cessate il fuoco con "atti aggressivi" nella regione iraniana di Hormozgan, dove si trova Bandar Abbas. In una nota diffusa dall'emittente iraniana Irib, il ministero ha affermato che l'azione dimostra la "malizia e l'ipocrisia" del governo statunitense nei confronti dell'Iran. Quindi, prosegue la nota, l'Iran non esiterà a difendersi.

Ghalibaf: visita in Qatar ha portato progressi

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, fa sapere che la sua visita in Qatar è stata "nel complesso positiva", aggiungendo che ha portato a progressi nei colloqui tra l'Iran e gli Stati Uniti. Lo riporta Tasnim. Secondo Ghalibaf la visita aveva lo scopo di raggiungere un accordo su come attuare le richieste dell'Iran riguardo ai fondi congelati. Sempre Tasnim riporta che un possibile memorandum d'intesa tra Iran e Usa richiederebbe lo sblocco di 24 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati durante i negoziati. 

Tajani: serve dialogo per riaprire Hormuz

Sulla guerra in Iran c'è stato uno "stop nella trattativa con la posizione americana, ma anche con la posizione iraniana, molto dura. Serve che si proceda nel dialogo per concludere questa guerra e riaprire Hormuz". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dell'assemblea di Confindustria che si tiene alla Nuvola all'Eur.

Rubio: sarà un buon accordo oppure non ce ne sarà alcuno

"Credo ci sia un forte allineamento su come dovrebbe apparire una bozza preliminare. Come in ogni cosa di questo tipo, serviranno alcuni giorni per risolvere anche i disaccordi su una parola o una frase. Quindi dovremo lavorarci". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio, rispondendo a una domanda su un possibile accordo con l'Iran a margine della sua visita ufficiale in India, come riportato da un comunicato del Dipartimento di Stato. "Sarà un buon accordo oppure non ce ne sarà alcuno", ha aggiunto Rubio. Sulla posizione degli Stati Uniti in merito ai colloqui in Qatar, dove si è recato il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi, "la nostra posizione è ben definita. Il presidente Trump ha avuto una telefonata molto importante, direi storica, appena un paio di giorni fa, con diversi leader della regione", ha fatto sapere Rubio.

Khamenei: cancro Israele a fasi finali della sua miserabile esistenza

"Il regime sionista e il tumore canceroso di Israele si stanno anch'essi avvicinando alle fasi finali della loro miserabile esistenza e, per grazia di Dio – e in conformità con le parole decisive e lungimiranti del nostro magnanimo leader martire di dieci anni fa – non durerà venticinque anni dopo quella data, se Dio vorrà". Lo ha affermato la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, nel suo messaggio in occasione del pellegrinaggio dell'Hajj.

Media iraniani: aperto il fuoco contro un caccia Usa F-35, abbattuto un drone

Oltre all'abbattimento di un drone statunitense MQ-9, le Guardie Rivoluzionarie hanno aperto il fuoco contro un drone RQ-4 e un caccia F-35, costringendoli a lasciare lo spazio aereo iraniano. È quanto si legge in un comunicato dei Pasdaran, come riporta Iran International.

Khamenei: "Morte all'America e a Israele resteranno gridi di battaglia"

"I valorosi combattenti e le Forze Armate dell'Iran Islamico, pronte al sacrificio, insieme ai mujahidin del Fronte di Resistenza – specialmente quelli nell'amato Libano" hanno ottenuto "vittorie decisive contro i due eserciti terroristici americano-sionisti, armati fino ai denti". Lo ha detto la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, nel suo messaggio in occasione del pellegrinaggio dell'Hajj. "Confidando nel Signore e utilizzando missili e droni su terra, aria e mare, hanno compiuto la ramificazione del Grande Satana, l'America, e della sua bestia addestrata, il regime sionista, assistendo in prima persona all'adempimento della vera promessa di vittoria di Dio per coloro che combattono sulla sua via", ha aggiunto Khamenei, come riporta l'agenzia Irna.

Iran: dobbiamo negoziare da posizione di forza

I diplomatici iraniani che rappresentano Teheran nel difficile negoziato per un accordo con gli Stati Uniti "devono negoziare da una posizione di forza". Ha scritto così nelle ultime ore su X Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione Sicurezza nazionale e politica estera del Parlamento iraniano. "Il vincitore indiscusso della guerra è stata e rimane la coraggiosa Nazione iraniana - ha aggiunto nel messaggio - Cedimenti di fronte al nemico non fanno che renderlo più feroce e aggravare i nostri problemi. Per favore, non insabbiate le linee rosse".

Teheran: nuovi attacchi avranno risposta severa, estesa oltre regione

Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane, ha dichiarato che qualsiasi nuova aggressione contro l'Iran riceverà una risposta "molto più severa" che si estenderà oltre la regione. In dichiarazioni riportate dall'agenzia di stampa iraniana Fars, Shekarchi ha minacciato che, in caso di un nuovo conflitto, gli attacchi dell'Iran si estenderebbero oltre i confini della regione e sarebbero più intensi e violenti rispetto ai precedenti.

Tv di Stato Iran: uccidono 80.000 persone e la chiamano autodifesa

"Abbiamo appena scoperto che è possibile uccidere 80.000 persone, tra cui più di 10.000 bambini, sfollare 2 milioni di persone e chiamarlo legittima difesa". Così su X la tv di Stato iraniana Irib, commentando la notizia degli attacchi "in autodifesa" degli Stati Uniti.

Raid aereo Idf su Kfar Sir, nel sud del Libano

Attacco aereo israeliano sulla città di Kfar Sir, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera citando alcuni suoi corrispondenti sul campo. Ieri erano stati segnalati attacchi israeliani a ondate successive nei distretti di Tiro e Nabatieh, nel Libano meridionale, e a Mashgara, nella zona occidentale della valle della Bekaa.

Teheran avrebbe lanciato missili verso navi Usa

Il New York Times, citando un funzionario dell'esercito Usa rimasto anonimo, scrive che l’Iran avrebbe lanciato dei missili verso alcune navi Usa schierate nel golfo dell’Oman e nel mar Arabico. Non si sa se tali attacchi abbiano colpito o meno gli obiettivi e quali danni possano eventualmente aver arrecato, ma la risposta di Washington, che ha colpito il porto iraniano meridionale di Bandar Abbas, conferma una cosa: Teheran dispone ancora di basi di lancio in grado di minacciare gli Usa. 

Nuovi attacchi nel sud dell'Iran, colpiti siti missilistici e imbarcazioni posamine

Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver lanciato nuovi attacchi contro l'Iran meridionale, prendendo di mira siti missilistici iraniani e imbarcazioni che tentavano di posizionare mine. Gli attacchi sono stati effettuati per "autodifesa" e sono stati concepiti "per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane", ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti in un comunicato. Il portavoce del Comando Centrale, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che le forze armate statunitensi "continuano a difendere le proprie truppe, pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso" tra i due Paesi. L'Iran non ha ancora risposto all'attacco statunitense. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqai, aveva precedentemente affermato che, sebbene fossero stati compiuti alcuni progressi nei colloqui per porre fine alla guerra, un accordo "non è imminente". Non è chiaro quale impatto gli attacchi avranno su un eventuale accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. In seguito ai raid, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che un accordo è ancora possibile e ha fatto riferimento ai colloqui di oggi tra il principale negoziatore e ministro degli Esteri iraniano e il primo ministro del Qatar. "Vedremo se riusciremo a fare progressi. Credo che in atto un ampio scambio di opinioni su alcuni punti specifici del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha detto Rubio ai giornalisti durante una visita ufficiale in India, aggiungendo che il presidente Donald Trump ha "espresso il desiderio di realizzarlo".

Rubio: un accordo con Teheran è ancora possibile

Il segretario di Stato americano Marco Rubio afferma che un "accordo con l'Iran è ancora possibile". Lo riporta il Times of Israel."Oggi si sono svolti dei colloqui in Qatar, quindi vedremo se riusciremo a fare progressi. Credo che ci sia molto da discutere su specifici passaggi del documento iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni", ha affermato Rubio nella città indiana di Jaipur durante una visita ufficiale in India.

Trump: preferibile che l'uranio sia distrutto in loco

"L'uranio arricchito (polvere nucleare!) verrà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere riportato in patria e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran, distrutto in loco o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l'Energia Atomica, o suo equivalente, presente come testimone di questo processo e di questo evento". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Trump paragona la sua politica sull'Iran a quella di Obama: soldi contro missili

Trump paragona la sua politica sull'Iran con quella di Barak Obama. In un'immagine postata sul suo social Truth contrappone i soldi concessi dall'ex presidente a Teheran alla sua politica di forza fatta di missili. Il commander-in-chief è stato criticato per l'accordo con l'Iran che molti valutano peggiore di quello del suo predecessore.

Vignetta di Trump contro Obama sull'Iran
Truth

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