Tommaso Cerno è stato ospite di Nicola Porro nello speciale di Quarta Repubblica attivato nella serata di oggi per rispondere all'esigenza di informare sui grandi eventi che si stanno svolgendo nel mondo, dal raid Usa in Venezuela alla tragedia di Crans-Montana. Il direttore de il Giornale ha avuto uno scontro ad alta intensità con Piero Sansonetti sul tema venezuelano, in quanto il giornalista ha paragonato lo scatto diffuso da Donald Trump a quella di Aldo Moro diffusa dalle Brigate Rosse.
"Per me è una giornata bellissima, non è la più bella possibile perché manca Khomeini, però sicuramente questa azione dell’America, questo ritorno dell’Occidente, mi dà un po’ d’aria fresca", ha dichiarato il direttore nel suo intervento. "Non c’è soltanto il modello Biden, il ripristino della democrazia quello che dicevano sempre i democratici che strategicamente gli interessi dell’Occidente in un mondo dove l’Occidente calpestato da se stesso: basta vedere chi applaude Maduro e contesta Trump per capire che era ora che il presidente facesse quello che aveva detto, che aveva chiaramente lasciato intendere dopo non aver preso il premio Nobel per la pace e che mentre premio per la pace andava a una persona che simbolicamente rappresentava la lotta, ma lui l’avrebbe rappresentata materialmente".
"Sappiamo anche che le risorse strategiche del Sudamerica sono in mano ai cinesi o agli americani: molto meglio che siano in mano agli americani. Pensare che l’America faccia tutto questo così per bon-ton è evidente che non è possibile lo fa perché l’Occidente riprenda un chiaro punto di partenza in questa ridefinizione geopolitica ", ha proseguito il direttore de il Giornale, "questa è un’azione di democrazia condotta con molta linearità di fronte a un presidente che sapeva che il suo minuto stava per arrivare, e che non avrà di sicuro volontariamente ceduto se stesso perché sapeva del precedente panamense, mi pare 27 anni di carcere in America". Quindi, ha aggiunto, "avrà capito che era venuto il momento in cui l’America riprendeva il controllo di un’area che era passata ai nostri antagonisti, che sono un regime comunista cinese, che avrebbe gestito e gestirebbe risorse di cui oggi (scandalo) sembra che noi non abbiamo titolo nemmeno a ragionare, che sono terre energia petrolio, risorse strategiche. C’è tutto quello che ci serve per non essere aggrediti e non essere sempre in posizione minoritaria di fronte al mondo che cambia, quindi ben venga quest’azione dell’America, ben venga ritorno dell’America e ben venga un’Europa che dice a una potenza democratica che noi oggi abbiamo, nel rispetto del diritto, in mano il nostro futuro".
Il direttore ha poi replicato a Piero Sansonetti, il quale nel corso del suo intervento ha dichiarato che "la foto lì legato con la bottiglietta in mano diffusa da Trump mi ricorda la prima foto di Aldo Moro diffusa dalle Brigate Rosse". Cerno ha premesso di avere "troppa stima per Sansonetti per ritenere davvero che lui possa paragonare questo signore marxista, dittatore, narcotrafficante, finanziatore del terrorismo internazionale, ad Aldo Moro, assassinato dalle Brigate Rosse nnel nome di quello stesso marxismo e di quegli stessi colori che questo insulso personaggio veste addosso". Al direttore del Giornale, invece, quella foto ricorda "altre figure da cui gli americani ci hanno liberato ed che sono state trasportate con molta meno grazia di questo signore con la sua acqua le mani legate per evitare evidentemente che si fa del male che potesse tentare di aggredire dei militari armati e è ben dato come ci fa sempre per non dargli la sensazione dove stesse andando Ricordo che verrà processato nella città di New York e non detenuto in Siberia o in Cina o in qualche carcere iraniano". La cosa positiva, ha aggiunto, "è che allenta un legame tra il terrorismo internazionale in particolar terrorismo islamico finanziato in larga parte dal narcotraffico gestito dal signori come questo qui e quindi indebolisce l’Iran".
Cerno è convinto che Trump non abbia questa intenzione e lo dice perché il presidente Usa "l'ha scritto nei documenti ufficiali", quindi Trump "questa intenzione cioè non si sia mosso con un effetto domino si è mosso su uno scenario preciso che nel suo stesso documento sulla sicurezza che ha presentato aveva messo al primo posto, lasciando altri scenari globali in secondo ordine ma certamente tra jihad e narcotraffico c’è un legame
profondo". Questa operazione "crea un precedente bellissimo lui indebolisce finalmente il fronte in un Occidente dove la sinistra tende invece a sostenerlo e applaudirlo e addirittura portarlo nelle nostre piazze".