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Sfida di Putin: droni su piazza Maidan

Mosca usa il nuovo velivolo dotato di intelligenza artificiale. Zelensky oggi a Londra

Sfida di Putin: droni su piazza Maidan
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Dall'alto del centro di Kiev la città sembra vivere in due tempi. In basso scorre il lunedì: il traffico che si incastra agli incroci, i pendolari che scendono rapidi nella metropolitana. Più su, nel cielo chiaro del mattino, si accendono i lampi della difesa aerea e cadono, vicino a piazza Maidan, i rottami di un drone russo. L'attacco di ieri, insolito perché arrivato in pieno giorno, non ha fatto vittime nella capitale. Ma il conto della giornata si paga altrove. Tre civili sono morti tra Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia. Altri due sono stati uccisi nella regione di Sumy, colpiti da velivoli senza pilota mentre la guerra continuava a passare sopra le loro teste. In arrivo una contromossa: Denys Shtilerman, cofondatore di Fire Point, parla dello sviluppo dei nuovi programmi balistici, e avverte «stiamo lavorando a un missile capace di raggiungere Mosca».

La guerra resta un fatto quotidiano, anche mentre lo sguardo internazionale si sposta verso altre crisi. Eppure proprio da Bruxelles è arrivato uno dei segnali politici più netti della giornata. Il commissario europeo all'Energia Jorgensen, ha messo in chiaro la posizione dell'Unione: «in futuro l'Europa metterà al bando le importazioni di petrolio dalla Russia». Una scelta che si inserisce nella più ampia strategia di sanzioni e pressione economica contro il Cremlino, rafforzata anche con nuove misure contro nove responsabili del massacro di Bucha. Ma le crepe nell'Ue sono sempre più evidenti. Ungheria e Slovacchia irrigidiscono la loro posizione sulla questione dell'oleodotto Druzhba, e accusano Kiev di aver imposto un blocco politico delle forniture, mentre a Bruxelles si teme un precedente pericoloso: allentare ora la pressione significherebbe riempire le casse di guerra della Russia. Bratislava da ieri ha chiuso i rapporti con l'Ucraina sulla fornitura di elettricità per le emergenze. Nel mezzo delle tensioni dentro l'Unione, Kiev accelera sul percorso europeo. A Bruxelles partono gli ultimi negoziati tecnici per l'adesione e il governo ucraino punta a completare le riforme necessarie. L'obiettivo dichiarato è arrivare alla firma del trattato già nel 2027. Tutto questo mentre il ministro dell'Energia ucraino Shmyhal illustra al G7 Energia i gravi danni causati dagli attacchi russi, chiedendo un sostegno a lungo termine.

Sul piano diplomatico, Zelensky intensifica la sua agenda internazionale. Oggi sarà nel Regno Unito, domani a Madrid per incontrare Sánchez, mentre ieri ha discusso con il presidente portoghese Seguro della possibilità di produrre congiuntamente droni e altre armi. Mosca, intanto, mantiene la linea della contro-narrazione.

Il ministro degli Esteri Lavrov sostiene che è Kiev a sabotare i negoziati e liquida come irrilevante la recente visita di un emissario francese in Russia. La chiosa di Trump in serata è destinata a fare scalpore. «Non siamo costretti ad aiutare l'Ucraina. Sta diventando il nuovo Libano».

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