Ancora giallo sulle trattative tra Usa e Iran.
L'esercito della Repubblica islamica ha deriso i tentativi di dialogo Usa, mentre da ieri funzionari statunitensi sostengono l'esistenza di un dialogo e la preparazione di un possibile incontro in Pakistan. Nella notte, missili stono stati lanciati contro Israele e contro le basi americane nel Golfo, mentre un deposito di carburante in Kuwait è stato colpito da un drone.Usa, distrutti due terzi degli impianti iraniani di armi
Gli Stati Uniti hanno distrutto due terzi degli impianti di armi dell'Iran. Lo ha detto il comandante del Comando centrale americano, l'ammiraglio Brad Cooper, in un video di cinque minuti sull'operazione 'Epic Fury'. In totale in quattro settimane di guerra gli Stati Uniti hanno colpito 10.000 obiettivi iraniani, ha detto ancora l'ammiraglio.
Usa e Israele eliminano temporaneamente Ghalibaf e Araghchi da lista target
Gli Stati Uniti e Israele hanno temporaneamente rimosso due alti funzionari iraniani dalla lista degli obiettivi da eliminare. Sono stati depennati per il momento il presidente del parlamenti Mohammed-Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali la rimozione arriva mentre gli Stati Uniti valutano la possibilità di colloqui.
Araghchi: "non ci sono negoziati con Usa, resistenza continua"
"Al momento, la nostra politica è quella di continuare la resistenza e non sono stati avviati negoziati" con gli Stati Uniti. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista a Khabar Network, rilanciata da Tasnim, durante la quale ha rivendicato: "Il nemico non è riuscito a dividere il Paese, a ottenere una rapida vittoria e a spezzare l'unità nazionale, la gente scende in piazza ogni sera per sostenere il Paese". Poi, in tono di sfida, ha continuato: "Il fatto che ora si parli di negoziati è un'ammissione di sconfitta. Non avevano forse parlato di resa incondizionata? Perché dunque stanno mobilitando i loro più alti funzionari per negoziare proprio ora?".
Casa Bianca: "Truppe di terra? Non sarebbe necessaria autorizzazione Congresso"
"Il presidente vuole mantenere tutte le opzioni a sua disposizioni". Così la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha riposto a chi le chiedeva dei mille parà della 82ma aviotrasportata che si preparano ad essere dispiegati nei prossimi giorni in Medio Oriente. Rispondendo poi a chi le chiedeva se il presidente Trump si impegnerà a chiedere l'autorizzazione del Congresso prima di un eventuale invio di truppe di terra in Iran, la portavoce ha detto che "in questo momento non è necessaria". "L'autorizzazione formale del Congresso non sarebbe necessaria perché siamo in questo momento impegnati in maggiori operazioni di combattimento in Iran", ha detto ancora Leavitt, aggiungendo poi che l'amministrazione "rispetterà sempre la legge" a riguardo. Infine ha evitato di rispondere a chi le chiedeva se le truppe di terra siano l'unica opzione per riaprire lo stretto di Hormuz, affermando di non voler rispondere a domande ipotetiche e ribadendo che la decisione a riguardo spetta solo al presidente.
Casa Bianca: Trump preferisce la pace ma è pronto a scatenare l'inferno
"Il presidente preferisce sempre la pace" ma "se l’Iran non accetterà la realtà del momento attuale — se non comprenderà di essere stato sconfitto militarmente e di continuare a esserlo, il presidente Trump farà in modo che venga colpito più duramente di quanto non lo sia mai stato prima". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Il presidente è pronto a "scatenare l’inferno", ha affermato la funzionaria in un briefing con la stampa.
Casa Bianca: "Teheran non ha respinto piano di pace colloqui continuano"
L'Iran "non ha respinto" il piano di pace presentato dagli Sati Uniti e "i colloqui continuano". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, smentendo le notizie di stampa sul rifiuto di Teheran di negoziare la fine del conflitto.
Netanyahu, guerra continua, priorità ora è smantellare Hezbollah
La campagna contro l’Iran “continua a pieno ritmo, nonostante quanto riportato dai media”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una riunione in video con le autorità dell’area di confine settentrionale. Lo riferisce Times of Israel. La minaccia di un’invasione del nord di Israele da parte di Hezbollah “non esiste più”, ha spiegato, aggiungendo che ora l’attenzione è rivolta allo “smantellamento di Hezbollah”. “Siamo determinati a fare tutto il possibile per cambiare radicalmente la situazione in Libano”, ha aggiunto. Netanyahu ha sottolineato inoltre che l’impegno di Israele a proteggere i drusi in Siria “rimane in vigore”.
Media: "Operazione Usa via terra scatenerà attacchi a Bab al-Mandab"
Un'eventuale azione di terra degli Stati Uniti nelle isole iraniane causerà una "sorpresa al nemico: l'Iran ha sia la volontà che la capacità di portare una minaccia nello Stretto di Bab al-Mandab". Lo ha affermato una fonte militare iraniana all'agenzia di stampa Tasnim, riferendosi allo snodo strategico tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden teatro, durante la guerra a Gaza, di attacchi lanciati dagli Houthi yemeniti contro le navi commerciali in segno di solidarietà con i palestinesi. "Se gli americani vogliono una soluzione nello Stretto di Hormuz, non dovrebbero aggiungere un altro stretto ai loro problemi", ha aggiunto la fonte, precisando che l'Iran è pronto a "un'escalation e, se il nemico non ha imparato la lezione, che ci metta alla prova di nuovo, come è successo nel giacimento di gas di Pars".
Media, Teheran ha informato Pakistan che respinge proposte Usa
L'Iran ha informato il Pakistan "di non poter accettare" la proposta americana in 15 punti per mettere fine alla guerra. Lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim, riprendendo una fonte citata dal portale Al-Mayadeen. Secondo la fonte le proposte Usa "non rientrano tra le priorità dell'Iran. "È improbabile che ci saranno cambiamenti anche in questa situazione", ha aggiunto.
Meloni, preoccupazione per Libano, stop escalation
Con il presidente dell'Algeria "abbiamo condiviso la preoccupazione per l’escalation militare in Libano, che deve cessare immediatamente, e per la situazione a Gaza, che resta estremamente difficile per la popolazione civile, soprattutto dal punto di vista umanitario. È necessario proseguire nel lavoro della comunità internazionale per stabilizzare la regione e arrivare a una soluzione duratura". Così la premier Giorgia Meloni, al termine del bilaterale con il presidente algerino Tebboune.
Media Iran, Teheran pone 5 condizioni, proposta Usa eccessiva
L'Iran ha respinto la proposta Usa definendola "eccessiva" e rilancia le sue condizioni per un eventuale cessate il fuoco. Lo riporta l'iraniana Press Tv, che cita un alto funzionario: "L'Iran porrà fine alla guerra quando lo deciderà e quando saranno soddisfatte le sue condizioni. Prima di allora non si terranno negoziati". Il funzionario ha delineato le richieste, tra cui "la cessazione degli attacchi e degli assassinii, garanzie contro futuri conflitti, il pagamento dei danni di guerra, la fine dei combattimenti su tutti i fronti che coinvolgono gruppi alleati e il riconoscimento dell'autorità iraniana sullo Stretto di Hormuz".
Fonti Teheran, richieste Usa eccessive, fine guerra non la decide Trump
L'Iran ritiene "eccessive" le richieste avanzate dagli Stati Uniti per mettere fine alla guerra. Lo affermano fonti di Teheran citate dall'emittente Press Tv, che pochi minuti fa ha pubblicato - tramite appunte fonti anonime - quella che ha presentato essere la risposta della Repubblica islamica alla proposta di Washington. "L'Iran ha esaminato le proposte e le ritiene eccessive", sostengono le fonti, confermando implicitamente che Teheran ha ricevuto un piano americano per concludere le ostilità. "L'Iran non permetterà a Trump di dettare i tempi della fine della guerra", aggiungono le fonti, precisando che "la Repubblica islamica metterà fine alla guerra nel momento in cui lo riterrà opportuno". Secondo l'emittente pubblica, le fonti governative hanno sottolineato che l'Iran, a sua volta, pone cinque condizioni per concludere le ostilità. Tra le condizioni avanzate da Teheran figurano al primo posto "la fine degli attacchi e degli omicidi", poi garanzie concrete per impedire il ripetersi delle guerra, la fine delle ostilità su tutti i fronti, compresi gli attacchi contro i cosiddetti "gruppi della resistenza", il pagamento dei danni di guerra e, infine, il riconoscimento internazionale e garanzie sul diritto dell'Iran ad esercitare la propria autorità sullo Stretto di Hormuz.
Meloni, ipotesi colloquio ottima notizia, Italia sostiene ogni iniziativa per stabilità
"L'ipotesi di colloqui tra Usa e Iran sarebbe un'ottima notizia e l'Italia sosterrà qualsiasi iniziativa per la stabilità e per la pace". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al termine del bilaterale con il presidente dell'Algeria Tebboune.
Media Iran, negoziato illogico, Teheran non accetta cessate il fuoco
Teheran non accetta il cessate il fuoco e definisce "illogici" i colloqui con parti che violano gli accordi. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando l'agenzia iraniana Fars che cita una fonte informata, dopo il pressing degli Stati Uniti per il negoziato.
Teheran, piano Usa è una lista dei desideri
Elias Hazrati, capo del consiglio per l'informazione del governo iraniano ha liquidato come "speculazioni dei media" e "una lista dei desideri" la presunta proposta statunitense di porre fine alla guerra. “Queste sono speculazioni dei media e bugie del signor Trump. Non prestate loro troppa attenzione”, ha detto Hazrati, sottolineando che i punti riportati riflettevano gli obiettivi che Washington aveva perseguito attraverso l'azione militare e che in seguito ha delineato autonomamente. Lo riporta Iran International.
Esercito Libano, missile su nord Beirut di fabbricazione Teheran
L'esercito libanese ha affermato che il missile esploso a nord di Beirut era di fabbricazione iraniana e probabilmente non era diretto contro il Paese. Dopo aver raccolto i frammenti di schegge sparsi in diverse città a nord della capitale libanese, l'esercito libanese ha affermato che l'ordigno assomigliava a un Qadr 110, un missile balistico a medio raggio di fabbricazione iraniana dotato di "razzi più piccoli". Secondo quanto riferito, il missile è esploso ad alta quota, il che suggerisce che non fosse diretto al Libano. "Per quanto riguarda la causa dell'esplosione, si è trattato probabilmente di un malfunzionamento tecnico o di un missile intercettore", ha detto l'esercito, "il comando militare precisa che non vi sono piattaforme missilistiche intercettrici all'interno del territorio libanese". I missili Qadr 110 sono in grado di colpire qualsiasi obiettivo in Medio Oriente, Israele compreso. L'incidente ha sconvolto la popolazione libanese, poiché i frammenti si sono sparsi per città e villaggi nel distretto di Keserwan, a nord di Beirut, lontano dall'epicentro del conflitto.
Idf, raid contro centro ricerca subacqueo a Isfahan
L'Aeronatutica militare israeliana ha condotto una vasta ondata di attacchi contro infrastrutture industriali del regime iraniano a Isfahan, sotto la direzione dell'intelligence delle Forze di Difesa israeliane (Idf). Lo riferisco lo stesso esercito israeliano in una nota, citata da Haaretz, precisando che tra gli obiettivi figura anche un centro di ricerca subacqueo. Secondo l'Idf, la struttura - individuata grazie all'intelligence della Marina israeliana - sarebbe l'unico sito in Iran dedicato alla progettazione e allo sviluppo di sottomarini e sistemi di supporto per la marina militare. Nello stesso impianto, aggiunge la nota, sarebbero stati prodotti anche diversi modelli di mezzi navali senza equipaggio.
Teheran, presa di mira portaerei Usa, costretta a modificare posizione
L'Iran ha annunciato di aver lanciato missili da crociera contro la portaerei americana Uss Abraham Lincoln. L'annuncio è stato fatto dai militari - che hanno minacciato ulteriori attacchi quando l'imbarcazione e il suo gruppo da battaglia saranno in linea di tiro - e trasmesso dalla televisione iraniana: "i missili da crociera Qader della Marina hanno preso di mira la portaerei americana e l'hanno costretta a modificare la sua posizione", è stato reso noto.
Katz, approvati nuovi obiettivi da colpire, anche in Libano
Israele ha approvato nuovi obiettivi da colpire in Iran e in Libano. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz al termine di una riunione con i vertici della sicurezza a cui ha partecipato anche il capo di Stato Maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), il generale Eyal Zami. Katz ha poi affermato che finora in Iran sono state lanciate oltre 15mila bombe dal 28 febbraio. Si tratta di un numero quattro volte superiore rispetto a quelle utilizzate nei 12 giorni di guerra con l'Iran a giugno dello scorso anno, ha aggiunto il ministro.
Teheran, lanciati missili contro la portaerei Lincoln
L'Iran ha lanciato missili da crociera contro la portaerei Uss Abraham Lincoln, secondo quanto affermato dall'esercito in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato, avvertendo che seguiranno ulteriori lanci non appena le navi del gruppo d'attacco entreranno nel raggio d'azione. "I missili da crociera Qader della Marina iraniana (missili antinave a terra) hanno preso di mira la portaerei Uss Abraham Lincoln appartenente agli Stati Uniti, costringendola a cambiare posizione", si legge nel comunicato. Il comunicato ha citato il capo della Marina, l'ammiraglio Shahram Irani, il quale ha affermato che i movimenti del gruppo della portaerei sono "costantemente monitorati... e non appena questa flotta ostile entrerà nel raggio d'azione dei nostri sistemi missilistici, sarà soggetta a potenti attacchi da parte della Marina iraniana".
Media turchi, in 48 ore possibile svolta nei negoziati fra Teheran e Usa
Una "svolta" nei potenziali colloqui fra Iran e Stati Uniti sarebbe prevista "entro 48 ore". Lo scrive l'agenzia di stampa turca Anadolu citando fonti del ministero degli Esteri del Pakistan, paese possibile sede dei colloqui.
Media, Pakistan ha consegnato a Teheran proposta Usa
Il Pakistan ha consegnato all'Iran la proposta in 15 punti elaborata dagli Stati Uniti per mettere fine alla guerra. Lo riporta l'emittente al Jazeera citando proprie fonti. "Autorevoli fonti pakistane hanno confermato ad al-Jazeera che un documento dato al Pakistan dall'Amministrazione Trump è stato consegnato agli iraniani dal Pakistan. Ora si attende una risposta", ha affermato l'emittente. Nei prossimi giorni potrebbe anche essere possibile un incontro tra funzionari americani e iraniani a Islamabad.
Erbil, Teheran ha colpito per errore i Peshmerga
L'Iran ha condotto "per errore" l'attacco missilistico contro le basi dei Peshmerga nel Kurdistan iracheno nel quale sono stati uccisi 6 combattenti e "indagherà in merito" all'azione. Lo ha dichiarato il presidente del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani spiegando ai giornalisti di aver parlato con le autorità iraniane in merito all'attacco di ieri a Soran nella provinvia di Erbil. "Hanno fatto le loro scuse e le loro condoglianze alla regione del Kurdistan", ha aggiunto Barzani. Spiegando di restare in attesa di una risposta di Teheran in merito all'indagine, il presidente curdo iracheno ha affermato che "la regione del Kurdistan ha una politica chiara: siamo un fattore di pace e stabilità nella regione".
Cremlino, Teheran non ha condiviso con noi informazioni sul piano di pace Usa
Teheran non ha fornito a Mosca informazioni sul piano americano per un accordo con l'Iran, che presumibilmente include la partecipazione degli Stati Uniti al programma nucleare civile iraniano, in particolare per quanto riguarda la centrale nucleare di Bushehr. Attualmente circolano molte informazioni false sulla situazione in quel Paese, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov. "No, i nostri amici iraniani non ci hanno trasmesso questo tipo di informazioni", ha dichiarato ai giornalisti in risposta a una domanda sull'argomento. Allo stesso tempo, Peskov ha osservato che Mosca non sa quanto siano attendibili tali rapporti.
Media, missile Teheran contro Libano dopo espulsione ambasciatore
Un missile lanciato dall'Iran ha colpito ieri la costa del Libano poche ore dopo l'espulsione dell'ambasciatore di Teheran da parte del governo di Beirut. Lo hanno riferito fonti a Iran International, che precisano che il razzo non è stato intercettato nello spazio aereo libanese, come riferito da alcuni media, ed è invece atterrato sulla costa. Diplomatici di diversi Stati del Golfo hanno detto a Iran International che Teheran si sta comportando come un "cavallo imbizzarrito", avvertendo che attaccare un altro Paese arabo avrebbe oltrepassato una nuova linea rossa e non sarebbe stato tollerato.
Ghalibaf agli Usa, monitoriamo movimenti truppe, non metteteci alla prova
Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha messo in guardia gli Stati Uniti sui movimenti di truppe nella regione. "Stiamo monitorando attentamente tutti i movimenti degli Stati Uniti... Non mettete alla prova la nostra determinazione a difendere il nostro territorio", ha dichiarato a X. Ghalibaf ha aggiunto che le forze statunitensi potrebbero "diventare vittime delle delusioni di Netanyahu". L'avvertimento giunge mentre gli Stati Uniti si muovono a schierare migliaia di marines e ulteriori navi da guerra nella regione, mentre si tenta di avviare colloqui per porre fine alla guerra con l'Iran.
Mosca, nuovo attacco vicino alla centrale nucleare iraniana di Bashehr
Il direttore generale di Rosatom, Alexey Likhachev ha riferito che un nuovo attacco alla centrale nucleare di Bushehr, nel sud-ovest dell'Iran, è stato effettuato nelle immediate vicinanze di un'unità di produzione in funzione. "La situazione alla centrale nucleare di Bushehr continua a evolversi negativamente. Martedì sera, alle 21:00 ora di Mosca (19.00 italiane), un altro attacco è stato effettuato nelle immediate vicinanze dell'unità di produzione n. 1 in funzione. Fortunatamente, non ci sono state vittime", ha dichiarato il direttore della società statale russa per l'energia atomica, citato dall'agenzia Interfax. Likhachev ha annunciato inoltre l'imminente evacuazione di altri due gruppi di dipendenti di Rosatom impegnati nei lavori presso la centrale nucleare iraniana. "Stiamo temporaneamente riducendo al minimo il numero dei nostri specialisti sul sito fino a quando la situazione non tornerà alla normalità. La salute e la vita dei nostri dipendenti sono la massima priorità per tutti", ha aggiunto Likhachev.
Ambasciatore Teheran in Pakistan, non ci sono colloqui con Usa
L'ambasciatore iraniano in Pakistan ha affermato che non ci sono colloqui diretti o indiretti con gli Stati Uniti. "Abbiamo sentito anche noi notizie simili dai media, ma secondo le mie informazioni, e contrariamente a quanto affermato da Trump, finora non si sono svolti negoziati, né diretti né indiretti, tra i due Paesi", ha dichiarato Reza Amiri Moghadam citato da al Jazeera. Moghadam ha aggiunto che "paesi amici" hanno tenuto "consultazioni con entrambe le parti" con l’obiettivo di porre fine alla guerra.
"E' naturale che i Paesi amici siano sempre impegnati in consultazioni con entrambe le parti per mettere fine a questa aggressione illegittima", ha poi aggiunto l'ambasciatore iraniano. Ieri il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che Islamabad è pronta a ospitare eventuali trattative per porre fine alla guerra in Medio Oriente.
Onu, attacchi siti nucleari rischiano di scatenare catastrofe senza precedenti
Gli attacchi contro i siti nucleari iraniani e israeliani rischiano di scatenare una "catastrofe senza precedenti". Lo ha dichiarato il responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani, mentre il Consiglio per i diritti umani dell'Onu discuteva degli attacchi di Teheran nel Golfo. "I recenti attacchi missilistici vicino a siti nucleari sia in Israele che in Iran sottolineano l'immenso pericolo di un'ulteriore escalation, ha affermato Volker Turk in una dichiarazione video, aggiungendo che gli Stati sono di fronte a una possibile catastrofe senza precedenti.
Sanchez, la guerra in Medio Oriente è molto peggiore del conflitto in Iraq
"Non si tratta dello stesso scenario di guerra illegale in Iraq. Ci troviamo davanti a un disastro molto peggiore, con un potenziale impatto molto più ampio e profondo". E' quanto ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez riferendo al Congresso sulla posizione della Spagna nel conflitto in Medio Oriente. Nel ricordare che il conflitto in Iraq nel 2003 provocò 300mila vittime e oltre 5 milioni di sfollati, Sanchez ha insistito sul fatto che l'attuale scenario in Medio Oriente "è molto peggiore", poiché l'Iran è "una potenza militare che da 40 anni di prepara a una guerra come questa".
Ft, irritazione nelle capitali europee per sostegno Rutte alla guerra
Ci sarebbe "irritazione" nelle capitali europee per il sostegno espresso dal Segretario generale della Nato, Mark Rutte, alla guerra lanciata da Usa e Israele nei confronti dell'Iran. Lo scrive il Financial Times. Il suggerimento di Mark Rutte secondo cui gli alleati europei alla fine "si unirebbero" per dare ascolto all'appello del presidente statunitense di schierare risorse navali nello Stretto di Hormuz ha irritato i funzionari di diverse capitali europee, hanno riferito al Financial Times alcuni diplomatici dell'Alleanza, esacerbando le tensioni all'interno della Nato. "Ci mette in una posizione davvero scomoda e imbarazzante", ha affermato un diplomatico dell'Ue. "Vogliamo dimostrare la nostra disponibilità, ma è anche vero che non siamo in grado di intervenire in alcun modo" nel conflitto.
Media, 290 militari Usa feriti da inizio guerra, 10 sono gravi
Circa 290 militari statunitensi sono rimasti feriti dall'inizio dell'operazione militare congiunta israelo-americana lanciata il 28 febbraio contro l'Iran. Lo ha riferito all'Nbc News un funzionario statunitense a conoscenza delle operazioni. Dei militari feriti, 255 sono già rientrati in servizio, mentre 10 sono gravemente feriti. Tredici militari statunitensi sono rimasti uccisi nel conflitto, e altri due sono morti per cause non legate al combattimento, aggiunge l'Nbc.
Funzionari Pakistan, Teheran ha ricevuto proposta Usa in 15 punti
L'Iran ha ricevuto dagli Stati Uniti una proposta in 15 punti per raggiungere un cessate il fuoco nella guerra. Lo hanno dichiarato due funzionari pakistani parlando in forma anonima all'Associated Press descrivendo la proposta in termini generali come riguardante l'allentamento delle sanzioni, la cooperazione nucleare civile, una riduzione del programma nucleare iraniano, il monitoraggio da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, i limiti ai missili e l'accesso per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. L'Iran ha insistito sul fatto di non essere impegnato in negoziati con gli Stati Uniti e un portavoce militare ha deriso gli sforzi diplomatici americani.
Idf, colpiti siti produzione missili navali a Teheran
L'aeronautica israeliana ha bombardato due impianti a Teheran dove l'Iran produceva missili da crociera navali, secondo quanto affermato dai militari. L'Idf ha affermato che i siti "operavano sotto la direzione del ministero della Difesa iraniano e venivano utilizzati dal regime per sviluppare e produrre missili da crociera navali a lungo raggio, in grado di distruggere rapidamente obiettivi in mare e a terra".
Ministero Esteri Teheran, non ci sono colloqui in corso con Usa
Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato a India Today che "non ci sono colloqui o negoziati tra Iran e Stati Uniti" in corso. "Abbiamo avuto un'esperienza davvero catastrofica, direi, con la diplomazia statunitense. Siamo stati attaccati due volte nell'arco di nove mesi, mentre eravamo nel bel mezzo di un processo negoziale per risolvere la questione nucleare. Quindi questo è stato un tradimento della diplomazia", ha aggiunto.
Axios, iraniani sospettosi, temono un nuovo bluff di Trump
Funzionari iraniani avrebbero detto ai Paesi che cercano di mediare i colloqui di pace con gli Stati Uniti di essere stati ingannati due volte dal presidente Trump e di "non voler essere ingannati di nuovo". E' quanto scrive Axios, citando una fonte a conoscenza diretta di tali discussioni. Gli Usa, scrive la testata, premono per colloqui di pace in presenza già giovedì a Islamabad, in Pakistan. Ma durante i due precedenti round di colloqui Trump ha dato il via libera ad attacchi a sorpresa devastanti, pur continuando a dichiarare di voler raggiungere un accordo. Dunque, funzionari iraniani avrebbero riferito ai mediatori - Pakistan, Egitto e Turchia - che i movimenti militari statunitensi e la decisione di Trump di inviare ingenti rinforzi hanno accresciuto i loro sospetti che la sua proposta di colloqui di pace sia solo uno stratagemma. Per l'amministrazione Trump, invece, ciò sarebbe un segno della sua serietà nel negoziare, non di una sua malafede. "Trump ha una mano aperta per un accordo e l'altra è un pugno, pronto a colpirti in faccia", ha dichiarato un consigliere di Trump. Secondo Axios, Trump sta cercando contemporaneamente di sviluppare opzioni sia per la diplomazia che per l'escalation militare, al fine di poter decidere in base agli sviluppi, affermano funzionari statunitensi e israeliani. Questi funzionari affermano che sono previste altre due o tre settimane di guerra, anche se dovessero avere luogo dei colloqui. Il comando dell'82ª divisione aviotrasportata ha ricevuto l'ordine di schierarsi in Medio Oriente con una brigata di fanteria composta da diverse migliaia di soldati. Un funzionario della Casa Bianca ha affermato che un'operazione di terra è un'opzione, ma ha sottolineato che Trump non ha ancora preso una decisione.
Il petrolio è in calo ma il Brent resta sopra i 100 dollari
Quotazioni del petrolio in calo questa mattina. Il Brent perde il 3,91% ma resta ancora sopra la soglia dei 100 dollari al barile, a 100,40 dollari, mentre il Wti arretra del 3,13% a 89,46 dollari.
Cnn, 1.000 paracadutisti Usa presto in Medio Oriente
Circa 1.000 soldati statunitensi dell'82esima Divisione Aviotrasportata dell'Esercito dovrebbero essere schierati nei prossimi giorni in Medio Oriente, secondo quanto riferito da fonti alla CNN, contribuendo al crescente dispiegamento militare nella regione, mentre l'amministrazione Trump afferma di essere in trattative con l'Iran per porre fine al conflitto. Intanto, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio stanno guidando i negoziati con l'Iran, esprimendo ottimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo. Una fonte iraniana ha riferito alla CNN che Teheran è disposta ad ascoltare proposte "sostenibili" per porre fine alla guerra.
Wsj, richieste Teheran per fine guerra sono irrealistiche
Un funzionario americano ha dichiarato al Wall Street Journal che le richieste dell'Iran per un accordo che ponga fine alla guerra sono "ridicole e irrealistiche". Secondo il giornale, le richieste sarebbero state dettate dalle Guardie Rivoluzionarie e includono: la chiusura di tutte le basi americane in Medioriente; il pagamento di un risarcimento per i danni causati dagli attacchi in Iran; un "nuovo regime" nello Stretto di Hormuz, dove l'Iran potrebbe riscuotere pedaggi dalle navi che transitano attraverso la strategica via navigabile, "come fa l'Egitto nel Canale di Suez"; garanzie che la guerra non riprenderà; la revoca di tutte le sanzioni contro l'Iran; e il rifiuto di accettare restrizioni al programma missilistico iraniano, opponendosi del tutto a qualsiasi negoziato su questa possibilità.
Iran deride Trump, siete così nei guai che negoziate con voi stessi
Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi Usa di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco. La notizia è riportata dai media internazionali. "Chi si autoproclama superpotenza globale si sarebbe già tirato fuori da questo pasticcio se avesse potuto. Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo. La vostra era di vuote promesse è giunta al termine. I vostri conflitti interni sono arrivati al punto in cui state negoziando con voi stessi?. La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno, e tale rimarrà: qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai".
Droni colpiscono serbatoio carburante ad aeroporto del Kuwait
Un attacco effettuato tramite droni ha colpito un serbatoio di carburante e provocato un incendio all'aeroporto del Kuwait. Lo ha riferito l'autorità per l'aviazione civile del Paese. In precedenza l'esercito kuwaitiano aveva affermato che le difese aree stavano "reagendo" agli attacchi missilistici e dei droni lanciati dall'Iran.
Nella notte lanciati missili verso Israele e basi Usa nel Golfo
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella notte hanno reso noti di aver effettuato una nuova ondata di attacchi contro Israele e le basi statunitensi nel Golfo. Lo riporta l'agenzia iraniana Fars. I Pasdaran hanno dichiarato di aver preso di mira una base militare nella città di Safad, nel nord di Israele, nonché siti nelle città di Tel Aviv, Kiryat Shmona e Bnei Brak. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre affermato di aver preso di mira le basi militari statunitensi in Kuwait, Giordania e Bahrein.