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Gli Usa schierano un aereo speciale in Azerbaigian: ecco cosa sappiamo dell'Mc-130J Commando II

Un velivolo per operazioni clandestine arriva in Azerbaigian mentre Washington completa lo schieramento militare che circonda l’Iran.

Gli Usa schierano un aereo speciale in Azerbaigian: ecco cosa sappiamo dell'Mc-130J Commando II
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Gli Stati Uniti hanno inviato un aereo Mc-130J Commando II in Azerbaijan. Si tratta di una versione altamente modificata di un aereo da trasporto tattico assegnato al Comando per le operazioni speciali e clandestine dell'Us Air Force, ma la sua missione potrebbe essere collegata alle operazioni che potrebbero interessare il teatro mediorientale, in particolare l’Iran, attorno al quale è stato schierato un potente dispositivo militare.

L’aereo, un quadrimotore a turboelica basato sulla cellula del venerabile C-130 Hercules, è stato sviluppato per operazioni di infiltrazione ed esfiltrazione che le forze speciali statunitensi possono dover condurre nel corso di missioni clandestine in territori politicamente sensibili, ostili o interdetti. Assegnato esclusivamente al Comando Operazioni Speciali dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti, il Mc-130J Commando II è dotato di avionica avanzata, radar di rilevamento del terreno, sistemi difensivi, tra cui contromisure a infrarossi, e l’essenziale capacità di essere rifornito in volo, in missioni notturne, a bassa quota e in condizioni meteorologiche avverse.

Una specifica che abbiamo già notato sugli elicotteri Mh-60 Black Hawk assegnati al 160th Special Operations Aviation Regiment Airborne (Soar), il reparto speciale che ha inserito i team della Delta Force a Caracas durante l'operazione che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

Questo ennesimo e interessante sviluppo nello schieramento americano potrebbe suggerire delle nuove “operazioni in corso” nel Caucaso, ma è decisamente più probabile che si tratti di uno schieramento precauzionale per il potenziale recupero di piloti abbattuti in Medio Oriente. Si presume infatti che la rotta dall’Azerbaijan potrebbe essere rapida e diretta, considerata la vicinanza al confine iraniano e all’area di Teheran, dove sono certamente localizzati i target di alto valore selezionati e collegati al regime di cui si è molto parlato in questi giorni.

Il Mc-130J Commando II, con la sua autonomia di volo per oltre 5.000 km, e il suo pacchetto di sofisticati sistemi per condurre missioni in territori ostili, è stato largamente impiegato in missioni speciali in Iraq e Afghanistan.

Lo schieramento di velivoli come questo, in aggiunta alle aerocisterne Kc-135 Stratotanker, al gran numero di aerei da trasporto tattico C-17 Globemaster che hanno accompagnato le squadriglie di cacciabombardieri F-15e Strike Eagle, e agli aerei speciali come il Ea-37 Compass Call per operazioni di guerra elettronica o o l'E-11A “Bacan”, acronimo di “Battlefield Airborne Communications Node”, un velivolo della Us Air Force che agisce come un “Wi-Fi del cielo" per stendere un collegamento tra diverse forze armate, per colmare eventuali “gap” di comunicazione in teatri operativi complessi, aumentando notevolmente la consapevolezza situazionale, sono tutti segnali che l’Armada inviata da Donald Trump è pronta a mettere in pratica le “opzioni militari” che attendono, ormai da settimane, sulla scrivania della Casa Bianca.

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