Gurnah e le coincidenze nate "sulla riva del mare"

Torna il romanzo con cui l'autore fu nominato al Booker: un condensato della sua letteratura

Gurnah e le coincidenze nate "sulla riva del mare"

«È come se un pezzetto di filo ci tenesse legati a un paletto piantato per terra, e uno gratta gratta sempre nello stesso punto, anche se crede di aver percorso mondi interi». In questa frase, pronunciata da uno dei due protagonisti/antagonisti di Sulla riva del mare, sono racchiusi molti dei temi cari al neo premio Nobel per la letteratura Abdulrazak Gurnah (nato a Zanzibar nel '48, due anni dopo Freddie Mercury, e da anni cittadino britannico). La fuga dalla propria terra d'origine (la costa africana, come è toccato allo scrittore da giovane), la nostalgia per il Paese lontano, il dispotismo e la corruzione dei governanti africani e i danni permanenti lasciati dai colonizzatori, la convinzione/illusione di poter ricominciare una nuova vita, la sfida con sé stessi, la forza dell'identità (e le sue debolezze), una certa enfasi (o anche quell'aspetto «melodrammatico», come lo definisce nel libro) nel rapportarsi alla propria storia personale e, infine, quella traccia di rassegnazione quasi compiaciuta, «l'impassibile autorevolezza della sconfitta» che appartiene a Bartleby lo scrivano e, con orgoglio, anche a Omar Saleh, o forse a Rajab Shaaban Mahmud, uomo in fuga dalle proprie rovine.


Rajab/Omar ha 65 anni e si presenta all'aeroporto di Londra con un visto non valido, per dichiararsi rifugiato e chiedere asilo. La legge lo consente, perché la sua isola è terra di dittatori senza scrupoli (che oltretutto lo hanno rinchiuso in tre campi di detenzione diversi per undici anni) e, anche se un po' in ritardo, perfino la comunità internazionale se ne è accorta. Questo rifugiato fuori tempo massimo è in fuga da un rivale, un uomo che lui ha distrutto e che, a sua volta, gli ha rovinato la vita; e chi incontra nella cittadina sulla costa inglese dove l'associazione per i rifugiati gli ha trovato alloggio? Il figlio del suo nemico, il poeta Latif, anche lui fuggito da anni, vanamente nostalgico del Paese natio e vagamente assetato di vendetta. Una casualità talmente esagerata da far esplodere Omar in un liberatorio «Mashaallah», «che storia»: insomma, non è una coincidenza che pare inventata perfino in un romanzo? E invece no, perché siamo tutti pedine dell'invenzione di qualcuno: «Mi sento lo strumento involontario di un disegno altrui, il personaggio di una storia raccontata da qualcun altro» confessa Omar. Bisogna scoprire come andrà a finire, questa storia narrata da altri...
Sulla riva del mare, in libreria dal 9 dicembre, è il romanzo con cui Gurnah è stato candidato al Booker Prize nel 2001, e con il quale La nave di Teseo inizia la pubblicazione (o ripubblicazione, come in questo caso, poiché il libro uscì per Garzanti nel 2002) delle sue opere in italiano.

Commenti