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Facebook compie 20 anni: storia, controversie e curiosità

Oggi Facebook, il social network fondato da Mark Zuckerberg, compie 20 anni. Dal giorno del suo lancio le vite di tutti i cittadini del mondo sono cambiate immensamente, poiché Facebook ha ridefinito il modo in cui comunichiamo. In questo articolo ripercorriamo la sua storia: come è nato, chi sono gli altri fondatori e anche qualche curiosità.

Facebook compie 20 anni: storia, controversie e curiosità

Oggi Facebook compie 20 anni, il social network di Mark Zuckerberg, infatti, è nato il 4 febbraio 2004. Dal giorno della sua nascita si sono susseguiti molti eventi, tra momenti lieti e scandali. Alcuni, in entrambi i casi, sono stati scordati, altri, invece, hanno fatto scuola e sono ancora spesso citati.

Checché se ne dica, comunque, Facebook rappresenta una delle più importanti innovazioni degli ultimi 20 anni, dal momento che ha ridisegnato completamente le abitudini dei cittadini del mondo, abituandoli sempre di più ad essere costantemente in contatto tra loro.

La storia di Facebook si basa su un successo imprenditoriale, ma non senza lati oscuri. Questi ultimi, infatti, sono stati raccontati molto bene nel film tratto dalla storia della piattaforma: "The social network" (2010). Di seguito ripercorriamo alcune delle tappe più importanti, dalla fondazione ai giorni nostri, senza dimenticare alcune curiosità.

I fondatori di Facebook

Per raccontare la storia di Facebook è necessario iniziare da quella dei suoi ideatori. La piattaforma è nata nel 2004, dalla mente di cinque brillanti studenti della Harvard University (Boston, Massatchussets): Mark Zuckerberg, Eduardo Saverin, Andrew McCollum, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Di questi, oggi, soltanto Zuckerberg fa ancora parte dell'azienda, mentre gli altri hanno preso altre strade.

Che cosa fanno oggi? Beh, Zuckerberg ricopre tutt'ora la posizione di Ceo di Meta, l'azienda madre di Facebook; Saverin svolge la professione di investitore, grazie a un patrimonio multimiliardario; McCollum, oltre a essere un investitore, lavora come Ceo di Philo, un'azienda americana; Moskovitz, dopo aver lasciato Facebook, ha fondato la software company Asana nel 2008. Anche lui, ovviamente, è multimiliardario. Chris Hughes, infine, dopo aver lasciato Facebook ed essere diventato milionario ha svolto un periodo di volontariato al fianco di Barack Obama in occasione delle elezioni statunitensi del 2008 e ha guidato dal 2012 al 2016 il magazine The New Republic, in qualità di editore e direttore.

Come è nato Facebook: la storia

L'idea di Facebook è nata da un principio molto semplice: al tempo dell'università, i fondatori si erano accorti che la vita sociale degli studenti del college, sempre estremamente immersi negli studi, era di scarsa qualità.

Per aiutarli a mettersi in contatto tra di loro più velocemente, allora, parte del gruppo creò TheFacebook (poi diventato Facebook Inc.), una piattaforma gratuita su cui era possibile condividere i propri pensieri, chattare, divertirsi, eccetera.

Già durante il periodo del lancio le cose si fecero subito complesse per Zuckerberg e gli altri fondatori, in quanto alcuni colleghi universitari - tali Cameron e Tyler Winklevoss e Divya Narendra - accusarono il fondatore di furto della proprietà intellettuale, finendo addirittura per portarlo in tribunale e ottenere un cospicuo risarcimento.

Con il lancio, comunque, per Facebook non arrivarono soltanto alcuni problemi, ma anche tante soddisfazioni. Dopo un boom di iscrizioni nella sola università di Hardvard, il servizio fu aperto anche ad altri studenti di altre università, tra cui quelli della Columbia University di New York, la Yale University (Connecticut) e il Massatchussets Institute of Technology (MIT), riscuotendo grande successo.

La fine dell'anno accademico e il successo della piattaforma convisero Zuckerberg e i colleghi ad mettere da parte l'università e a concentrarsi su Facebook. Per farlo, lasciarono Boston per trasferirsi nella Silicon Valley, in California, alla ricerca di un ambiente dove far crescere l'azienda, trovare finanziamenti e nuovi potenziali partner. Qui trovarono l'appoggio di alcuni grandi imprenditori, tra cui il fondatore di Paypal, Peter Thiel, e Adam d'Angelo (Quora).

Da quel momento, anche grazie agli investimenti, l'azienda è cresciuta con costanza (ma non senza intoppi). In Italia si è iniziato a parlare con costanza di Facebook dal 2008. Nel 2011, poi, il numero di iscritti italiani ha raggiunto addirittura i 21 milioni, praticamente un terzo del Paese.

Nel 2012, inoltre, la piattaforma ha raggiunto un traguardo ragguardevole: 1 miliardo di utenti mensili attivi sulla piattaforma. Nel 2023, infine, nonostante molti dichiarino Facebook una piattaforma "finita", la rivista specializzata in tecnologia TechCrunch ha riportato un dato - emanato dalla piattaforma stessa - che fa pensare tutto il contrario: Facebook, la cui società madre nel frattempo aveva cambiato nome diventando Meta Inc., aveva raggiunto 3 miliardi di utenti attivi in un mese, praticamente il 40% della popolazione mondiale.

Certo, affermare che la piattaforma non sia cambiata in questi venti anni è da ottusi: non soltanto Facebook è molto diversa nell'interfaccia, nelle funzioni, eccetera; ma anche l'ecosistema attorno ad essa è completamente nuovo. Sono arrivati Instagram - inizialmente considerato come un banale social network per le fotografie scattate durante le vacanze - TikTok - considerata erroneamente la piattaforma della Generazione Z - e molte altre ancora. Ma questo non ha scalfito Facebook che, nel bene e spesso anche nel male, è riuscita a sopravvivere.

Facebook compie 20 anni: controversie e curiosità

Scrivere di Facebook senza menzionare anche le controversie che lo hanno riguardato nel corso degli anni, non è possibile. I problemi per i suoi manager, come già spiegato, sono iniziati sin dalla nascita quando alcuni colleghi hanno denunciato l'allora universitario Zuckerberg con l'accusa di aver rubato l'idea che ha portato alla nascita Facebook.

Ma nonostante questo episodio sia molto famoso, soprattutto perché è stato è ben raccontato nel film "The Social Network", non rappresenta quello più controverso. Questo scettro tocca infatti allo scandalo conosciuto come "Cambridge Analytica", dal nome di un'azienda di consulenza britannica. Il caso è esploso nel 2018 ed è ricordato come uno dei maggiori scandali politici avvenuti degli ultimi anni. Alla base di esso c'è stato il fatto che Cambridge Analytica aveva raccolto i dati personali di 87 milioni di account Facebook senza il loro consenso e li aveva usati per scopi di propaganda politica.

A causa delle possibili interferenze nel processo di voto delle elezioni politiche statunitensi, il titolo in borsa di Facebook era sceso di diversi punti percentuali. Il caso si è concluso soltanto nel 2022, quando la società di Zuckerberg ha acconsentito a pagare i danni a tutti gli utenti i cui dati erano stati sfruttati senza consenso.

E più di recente? Come si può leggere in un articolo pubblicato pochi giorni fa, gli anni passano, ma i guai no. Zuckerberg, insieme ad altri Ceo di importanti aziende tech - X, Snap, TikTok e Discord - si è dovuto presentare di fronte al congresso americano per giustificare l'utilizzo che le aziende fanno dei dati degli utenti. L'accusa, mossa nei confronti dei manager dal senatore della Carolina del Nord Lindsey Graham, è quella di "avere le mani sporche di sangue" perché "le vostre piattaforme uccidono", ha affermato, riferendosi al fatto che a causa delle pessime attività di controllo esercitate dalle piattaforme molte persone hanno perso la vita.

Per quanto riguarda le curiosità, ce ne sono molte meritevoli di essere raccontate, alcune tuttavia sono davvero immancabili. Sebbene, per esempio, il vero e proprio Facebook sia nato con il nome TheFacebook, già nel 2003 Zuckerberg aveva creato un sito partendo dallo stesso presupposto. Il sito si chiamava FaceSmash, ma più che assomigliare al moderno Facebook, ricordava Tinder.

Secondo i dati di dicembre 2023, Facebook è ancora oggi il terzo sito più vistato al mondo alle spalle di Google e YouTube. Dopo Facebook si trova un'altra piattaforma parte del gruppo Meta: Instagram.

Fino a poco tempo fa, 2017 circa, infine, su tutta la piattaforma c'era un unico utente che non poteva essere bloccato. Indovinate chi era? Esatto, proprio Zuckerberg. A scoprirlo, nel 2010, era stata la rivista TechCrunch, che per prima aveva lanciato la segnalazione. Successivamente il bug è stato corretto.

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