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Ho fatto un sogno: i nostri ideali risollevavano Genova

Carissimo Massimiliano,
anch'io come te e come molti altri amici lettori ho fatto un sogno. Fin da ragazza, quella immemorabile frase di Martin Luther King «I have a dream» l'ho sentita mia, perfettamente aderente al mio modo di essere e di pensare.
Leggendo il tuo splendido intervento, così come quello di molti altri lettori, mi sovviene pensare che oggi, però, quelli «come noi» non si possono definire solo «sognatori», ma con un termine ancor più forte e, di questi tempi dimenticato... «idealisti».
Noi non apparteniamo a quella categoria di rassegnati che proprio in quanto tali non hanno il coraggio di cambiare, di fermarsi un attimo a riflettere per scorgere che altre strade sono percorribili.
Noi non rincorriamo le utopie ma gli ideali del vivere bene, onestamente, del rispetto di ciò che è nostro così come di ciò che è pubblico, dell'amore per la propria città che amiamo come noi stessi, ecco perché vorremmo aiutarla ad uscire dal degrado, dall'incuria, dall'insicurezza e dall'immobilismo che la sta trascinando in un baratro, affossando così anche noi.
L'idealismo ha sempre aiutato i popoli ad uscire dal guano, l'idealismo è quel germoglio che fa crescere nei cuori i fiori di libertà, di vita, di pulizia, di rispetto delle regole, di senso civico, di educazione, di buona e saggia politica...!
Ecco perché è bello pensare che noi, oltre al fatto di essere sognatori un po' romantici, siamo idealisti, per poter essere così il locomotore portante per questa città che non accettiamo di vedere così agonizzante, sommersa da un degrado spaventoso a livello sociale, politico, urbano ed ambientale.
Noi possiamo farcela: contagiando coloro che si sono arresi, coloro che non sanno più emozionarsi, coloro che vivono in un'apostasìa ideologica e che hanno abbandonato alla rassegnazione ogni forma di reazione.
Noi che pur sfaccettati da idee diverse e talvolta divergenti, che proveniamo neppure tutti da Genova, ma abbiamo un unico comune denominatore: il bene di Genova, al di là dei colori (ormai sbiaditi!) delle bandiere politiche o degli arrivismi personali volti solo alle autoproclamazioni stile napoleonico del «resto del mondo».


Questo è il manifesto al quale tutti dobbiamo lavorare alacremente: il bene di Genova.
Dopo di che, quando gli ideali avranno contribuito alla rinascita della città, il nostro sogno romantico vedrà la sua realizzazione in Genova rinata e ritrovata!!

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