La notizia della chiusura della libreria Hoepli per decisione dell'assemblea dei soci di mettere libreria e casa editrice in liquidazione, ha smosso il mondo della politica, i sindacati, la società civile. Dopo il flash mob di sabato scorso in cui centinaia di cittadini si sono riuniti sotto i portici di via Hoepli per protestare contro la chiusura, e lo sciopero dei dipendenti di tre ore, anche il sindaco aveva detto di seguire con apprensione la vicenda. "Mi auguro che il senso di responsabilità nei confronti in primis dei dipendenti, ma anche di tutti i lettori affezionati prevalga sui dissapori in seno alla famiglia e sulla crisi delle librerie indipendenti a cui stiamo assistendo già da qualche anno in tutto il mondo" avendo però messo le mani avanti, spiegando che "si tratta di una realtà privata su cui il Comune può fare ben poco".
Da destra e da sinistra si era levato un appello e un invito alla convocazione di una commissione consigliare ad hoc, per capire la situazione della libreria e provare a individuare delle soluzioni. In prima fila il socio di minoranza della società, il cugino dei tre fratelli Hoepli, Giovanni Nava, che aveva annunciato di voler "continuare la battaglia in tutte le sedi e con ogni mezzo messo a disposizione dalla legge per cercare di salvaguardare l'attività della casa editrice e della libreria". Il Comune ha convocato per ieri un tavolo con i sindacati che non ha prodotto i risultati sperati: "Non la vedo semplice - spiegava ieri sera il sindaco - Se avessimo spazi potremmo metterli a gara e, chi è interessato ad aprire la Hoepli, potrebbe partecipare, ma ad oggi non li individuiamo. Speriamo che all'interno della famiglia abbiano un guizzo finale e trovino una soluzione. Tanti chiedono di considerare la libreria come bottega storica ma non cambia molto, perchè i locali sono loro: realisticamente purtroppo penso che il Comune non possa fare molto".
"L'ipotesi di costituire una cooperativa che gestisca l'azienda è difficilmente percorribile e andrebbe comunque discussa prima con i dipendenti - spiega Eros Lanzoni della CISL Milano Metropoli -. In quanto ad inserire la Hoepli fra le botteghe storiche sarebbe un atto puramente simbolico. Lavoreremo insieme per esperire altre strade".