I carcerati devono lavorare

Gentilissimo dottor Lussana, ho udito l’altra sera in una trasmissione televisiva, che la Dottoressa Silvia Ferretti della Regione Lombardia proponeva che i carcerati lavorassero.
Plaudo a questa idea. Non ho mai trovato giusto che se ne stiano in panciolle a leggere un libro o a vedere la Tv mentre noi li manteniamo. Durante il fascismo li si facevano lavorare non solo perché pagassero il proprio mantenimento, ma anche perché imparassero un mestiere e, una volta usciti, non fossero costretti a delinquere di nuovo. In una lettera che le avevo scritto in maggio, e che lei gentilmente mi pubblicò, dicevo infatti che durante il fascismo, si adottò questo sistema e risultò positivo.
L’abbraccio con la simpatia di sempre.
Loano
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