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Politica

«I comizi non fanno per me, meglio i dibattiti su Israele»

da Milano

Fiamma Nirenstein, candidata per il Partito della libertà alla Camera in Liguria, è pronta alla campagna elettorale?

«Sono arrivata da Israele solo tre giorni fa. Oggi (ieri, ndr) insieme a Souad Sbai ed Eugenia Roccella abbiamo spiegato le varie motivazioni per cui abbiamo deciso di candidarci. Mi piace molto che siamo tre donne, con tre religioni e tre esperienze diverse. Questo contraddice tante chiacchiere sulla frivolezza».

Che tipo di chiacchiere?

«Ho visto che anche Berlusconi ha dovuto dire che le donne del Pdl sono tutte laureate. È un modo per combattere tante dicerie. Noi siamo l’antitesi di questa voce che ogni tanto gira».

Parlate anche di un programma comune?

«Sui contenuti è un po’ presto, chi viene da altre professioni non se ne è mai occupata».

Perché si candida?

«Per la mia storia di osservatrice internazionale, narratrice della politica mediorientale, sono sempre stata appassionata della questione dei diritti umani. E poi sono femminista della prima ora. E poi per via di Israele: i partiti che oggi formano il Pdl sono quelli che hanno avuto una politica migliore con Usa e Israele salvo alcuni personaggi della sinistra che tra l’altro non sono nemmeno stati candidati».

Che idea ha del dibattito sull’aborto?

«Nessuna donna vuole abortire e in questo senso va intesa la difesa della vita, bisogna aiutarle a tenersi un bambino quando lo desiderino».

La legge 194 va bene o va cambiata?

La legge 194 è ancora valida e buona. Non è obsoleta, la donna ha diritto di scegliere, altrimenti si torna a tragedie in cui le ragazze morivano a bizzeffe».

Farà comizi?

«Mi ci vedo poco. Meglio dibattiti sul Medio Oriente. In questi anni ho guardato negli occhi il terrorismo, racconterò la mia esperienza».

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