«I media ridicolizzano il matrimonio»

Andrea Tornielli

da Roma

I mezzi di comunicazione «denigrano o ridicolizzano» la famiglia fondata sul matrimonio. Lo ha detto ieri Benedetto XVI ricevendo il nuovo ambasciatore dell’Uruguay Mario Juan Bosco Cayota Zappettini, che ieri ha presentato le credenziali in Vaticano. Il Papa, alla vigilia dell’incontro internazionale delle famiglia a Valencia, in Spagna, il prossimo fine settimana, al quale lui stesso prenderà parte, ha voluto ribadire che solo quello tra «un uomo e una donna» è «matrimonio», secondo il disegno che Dio stesso ha iscritto nella natura umana.
In particolare, Papa Ratzinger ha rimproverato i mass media per come presentano la famiglia: «Alcuni mezzi di comunicazione sociale – ha detto nel discorso all’ambasciatore uruguayano – denigrano o ridicolizzano l’alto valore del matrimonio e della famiglia, favorendo così egoismo e disorientamento, invece della generosità e del sacrificio necessari per mantenere vigorosa questa autentica “cellula primaria” della comunità umana».
I discorsi ai singoli ambasciatori sono principalmente rivolti ai rispettivi Paesi di provenienza e dunque vertono spesso su problemi specifici. Ma nel caso della famiglia e del matrimonio tra uomo e donna, i contenuti si ripetono sia che il Papa parli al mondo americano, sia che si rivolga alla vecchia Europa secolarizzata. «La famiglia, struttura essenziale della società», ha ribadito Benedetto XVI è «l’unione nel matrimonio di un uomo e una donna, secondo il disegno impresso dal Creatore nella natura umana». Il Papa ha quindi aggiunto che «sostenere la famiglia, aiutarla a compire i suoi impegni indispensabili, significa guadagnare più coesione sociale e, soprattutto, rispettare i suoi propri diritti, che non possono essere dissipati davanti ad altre forme di unione che pretenderebbero di usurparli». Il pontefice ha anche ricordato al nuovo ambasciatore che «la Chiesa promuove certamente una “cultura della vita”, generosa e apportatrice di speranza, e non solo per motivi confessionali» e che anche in Uruguay ci sono «molte persone eminenti che condividono simili preoccupazioni per motivi etici e razionali». Un accenno alla possibilità di fare fronte comune in difesa dell’uomo anche con persone che non condividono la fede cristiana. Benedetto XVI ha poi insistito sulla necessità di una educazione dei giovani che non sia solo «tecnica e professionale», ma che comprenda «tutti gli aspetti della persona, della sua dimensione sociale e del suo anelito alla trascendenza, che si manifesta in una delle sue dimensioni più nobili, quale è l’amore». All’amabasciatore uruguayano il Papa ha raccomandato inoltre il «vasto problema della povertà e della marginalizzazione» che dovrebbe avere la preminente attenzione «dei governanti e dei responsabili delle istituzioni pubbliche».

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