«Con i nostri divani mettiamo comodo mezzo mondo»

Al salone del Mobile si fanno notare anche le piccole medie imprese made in Italy, dal design alla produzione. Quasi artigiane. «Preferisco essere definito come un artigiano perché la nostra non è una grande azienda, siamo una ventina in tutto, ma curiamo i dettagli, le cuciture, i tessuti. E in quanto tempo si riesce a sfoderare un divano perché il vero lusso è la comodità». Parole e pensieri di Roberto Verzelloni erede dell' azienda di imbottiti fondata nel 1950 dal padre. C'era una volta un tappezziere. Siamo a Parma, negli anni del boom economico. Il papà riveste sedie, poltroncine, cappote di automobili prima di mettersi in proprio. La piccola ditta dedita alla produzione di divani e poltrone si fa sempre più importante fino a conquistare un posto dignitoso nel cuore dell'Emilia. Ora guarda lontano. Dall'altro capo del mondo addirittura. «Perché come lavoriamo noi in Italia non lavora nessuno» è certo Verzelloni, che, con i tre fratelli, Tiziana, Daniela e Luca profonde tutte le sue energie nel made in Italy. «Più ho a che fare con compratori e acquirenti di altri Paesi più mi accorgo che siamo i primi. Come cultura, elasticità mentale, senso estetico, modo di lavorare». E ci spiega che i divani sono progettati dai designer dello studio Lievore Altherr Molina oltre che dallo Studio di progettazione e ricerca interno. Che i semilavorati migliori sono brianzoli («il centro del mondo per quanto riguarda mobili e affini»), che l'attenzione ai dettagli è una mission aziendale («taglio, cucito, finiture, siamo stati i primi a proporre i modelli sfoderabili negli anni Settanta, quando non li faceva nessuno»). Ora da Verzelloni si trova tutto per il salotto. I divani componibili, le poltrone, i pouf, le sedie da tavolo o da conversazione. Quest'anno, in Fiera, è stata presentata anche la prima libreria, in acciaio. A chi sono destinati gli imbottiti Verzelloni? «Le nostre vendite sono ripartite per il 30% sul mercato interno, il 70% sull'estero, in Germania, nei Paesi del nord Europa, Inghilterra compresa. Mi ripeto: gli italiani conquistano. Piace il nostro modo di mangiare, di vestire e piacciono le nostre case. Ma stiamo guadagnando clienti anche in Usa, in Canada e nei Paesi dell'Est. Al di là del design che è trainante, ciò che conquista è la qualità unita al fatto che presentiamo oggetti pratici, godibili, non azzardati».

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