I promessi sposi sbarcano nella Valle dei templi

Dopo il successo del colossal a San Siro, l'opera di Guardì arriva ad Agrigento da martedì per quattro serate consecutive . lola ponce nei panni della monaca di Monza salirà su un palco di 40 metri nello splendido scenario siciliano

Michele Guardì porta il Duomo di Milano nella Valle dei Templi e nella sua terra: la Sicilia. Dopo il trionfo allo stadio di San Siro del 18 giugno acclamato da oltre 20mila persone, I promessi sposi sbarcano ad Agrigento e da martedì andranno in scena, per quattro serate consecutive nella suggestiva cornice della Valle dei Templi. «Vedere il Duomo di Milano con la Valle dei Templi come sfondo è veramante una spettacolo straordinario», spiega euforico Guardì che firma il testo e la regia del musical (musiche di Pippo Flora), ad Agrigento per gli ultimi preparativi prima di andare in scena.
«La scenografia supera ogni mia aspettativa - continua Guardì e sarà caratterizzata, come già è avvenuto a San Siro, da un palcoscenico di 40 metri e un teatro adeguato che ho fatto progettare appositamente per l'occasione da un'ingegnere locale». Anche il cast non presenta variazioni. Sul maestoso palco di Agrigento saliranno Noemi Smorra nei panni di Lucia, Graziano Galatone, Renzo, Lola Ponce nei panni della Monaca di Monza, Giò di Tonno (don Rodrigo) insiema gli altrti attori e a quaranta ballerini, coristi che cantano dal vivo sulle basi musicali realizzate da una grande orchestra sinfonica. «Il costone della Valle dei templi con i resti della civiltà greca - prosegue Guardì - faranno da sfondo al paese di Renzo e Lucia e al palazzo dell'Innominato. Sarà veramente uno spettacolo straordinario».
Parlando di numeri Guardì aggiunge: «Le serate inizialmente dovevano essere tre ma le ho allungate a quattro per la grande richiesta di biglietti. Ci aspettiamo tremila persone a sera». Dopo Agrigento I promessi sposi a dicembre torneranno a Milano al teatro Arcimboldi, anche se Guardì non esclude nuove date a novembre: «Ci sono arrivate richieste da tutto il mondo, vedremo come soddisfarle».

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