I tifosi invocano Mourinho, il suo silenzio "costa" troppo

aDa quando Josè rifiuta i microfoni: 5 punti in 5 partite e 20 ammoniti.
Concordato tra le tifoserie lo striscione in curva Roma contro Balotelli

aLa squadra è sovrana, e anche molto nervosa. Nelle ultime dieci di campionato 28 ammoniti e 2 espulsi, record nello 0-0 interno con la Sampdoria, manette di Josè, due gialli e due rossi nei primi 38 minuti, replica nel 2-1 con la Roma di sabato sera, sette ammoniti, quattro dei quali diffidati, Zanetti, Lucio, Eto’o e Maicon, squalificati per sabato 3 aprile ore 15, Inter-Bologna. Zanetti si ferma dopo 137 gare consecutive, dal 4-3 nel derby vinto il 28 ottobre 2006, un’assenza che vale molto, pesante, uno dei più corretti in assoluto, riconosciuto, apprezzato per la sua signorilità in campo. La pressione è forte, tre competizioni da assoluta protagonista, la rosa è ampia ma senza Maicon e Zanetti, con Santon a rischio intervento, sarebbe il secondo quindi significherebbe stagione chiusa, Mourinho deve benedire il recupero record di Cristian Chivu, testa rotta il 6 gennaio, Chievo-Inter, intervento per la rimozione dei frammenti ossei, rientro il 24 marzo, Inter-Palermo. A destra può starci Cordoba, in mezzo Materazzi per Lucio, davanti ci sono Pandev e Quaresma, non valgono in assoluto Eto’o ma a questo Eto’o un turno fermo non per scelta tecnica può fare solo bene. Non Mario Balotelli. Già detto, ma ora non farlo vedere a San Siro è una forma di protezione, i tifosi sono in subbuglio, lo striscione apparso sabato sera in curva Roma: «Non ti insultiamo perché sei di colore, ma perché sei ’no stronzo senza onore», concordato fra le due tifoserie, è il secondo segnale dopo quello apparso nella gara interna con il Livorno: via chi mette zizzania. Il rapporto con i tifosi è incasinato quanto quello con i compagni di squadra, forse ancora di più. Non si ricordano striscioni così diretti della curva contro un suo giocatore. Gabriele Oriali, voce ufficiale di Josè Mourinho da quando l’allenatore ha deciso di chiudere con la stampa, ha detto che con tutte queste squalifiche dovrà giocare lui e qualcun altro. Subito è stata interpretata come un riavvicinamento fra Mario Balotelli e la società. Ma non è così. Ieri è rientrato Marco Branca, in Brasile per sistemare alcuni documenti relativi all’arrivo di Coutinho, 18 anni il 12 di giugno, e prendere visione diretta di altri giovani brasiliani. Oggi avrà un incontro con Balotelli e non è esclusa la presenza di Mino Raiola, il suo procuratore. Marco Branca non può mettersi di traverso, Mario deve prima passare per le scuse, poi tutto si può discutere, ma con calma. Reintegrarlo ora e solo per una esigenza di organico dovuta alle squalifiche, saprebbe di comportamento ondivago, di opportunismo, insomma un atteggiamento lontano, per motivi diversi, da Moratti e anche da Mourinho. Non si tratta di masochismo, mettersi contro la squadra lo sarebbe. Situazione stabile, tutto continua a dipendere da Mario Balotelli e dal suo nuovo procuratore Mino Raiola, dai suoi suggerimenti, dai suoi consigli. Ma la situazione non sta evolvendo in meglio, manca il presupposto. Raiola ha fatto sapere che Mario non deve scusarsi perché non ha niente di cui scusarsi, e ha aggiunto la speranza che questa storia finisca presto per il bene del suo giocatore: «Troppe bugie su quanto è accaduto, non ho ancora letto la verità su quanto è successo quella mattina. Qual è? Non sta a me dirla, mi aspetto che sia qualcun altro a farlo. Ma Mario starà per tanto tempo all’Inter e non andrà mai al Milan». Dichiarazioni fatte nel garage di San Siro a pochi minuti da Milan-Lazio, c’era anche Balotelli? Al momento è da escludere una sua convocazione per l’impegno di mercoledì prossimo contro il Cska, quarto di andata in Champions league, e per la 32ª di campionato sempre a San Siro contro il Bologna. Piuttosto tutto l’ambiente interista auspica un ritorno di Josè Mourinho ai tempi d’oro, per intenderci quelli in cui, dopo un Milan-Inter 0-4, disse: «Ci battono solo se rimaniamo in sei», numero di giocatori che, per regolamento, non consente a una squadra di rimanere in campo. Dal pareggio interno con la Sampdoria e le tre giornate a Josè, l’Inter in campionato ha messo insieme cinque punti in cinque partite, sei gol fatti, otto subiti e venti ammoniti, lui sempre in silenzio stampa. All’Olimpico in mancanza d’altro hanno ripreso i suoi sorrisi definiti sarcastici, gli stanno già facendo il funerale, non è facile ma i tifosi lo rivogliono in mezzo al cerchio.
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