I violenti sui Banchi (degli impuniti)

(...) Nel comportamento delle istituzioni e dei leader della sinistra parlamentare ed extraparlamentare c’è d’altra parte da riconoscere una certa coerenza.
Mai, in effetti, qualcuno di loro ha preso la parola per richiamare i compagni che sbagliano. Probabilmente non ritenendo che sbaglino. O ritenendo che sia meglio lanciare sacchi pieni di urina in piazza Banchi piuttosto che di volantini a Palazzo Tursi, perché a determinare l’eventuale violazione della democrazia è il bersaglio. Riconoscendo la coerenza della sinistra, non possiamo che rivendicare la nostra. Quella che aveva portato a criticare sul Giornale la protesta di comitati e consiglieri municipali anti-moschea quando in Comune era scaduta negli eccessi delle minacce e del lancio di un sacco carico di volantini contro le scelte della giunta Vincenzi. Quella coerenza che aveva portato il Giornale a stigmatizzare addirittura un pesce d’aprile della Lega, perché nella scelta delle parole («ci penseranno i cittadini») qualche esagitato avrebbe potuto leggere un invito all’aggressione fisica nei confronti del sindaco. Quella coerenza che porterà il Giornale sulla stessa identica posizione di condanna anche in futuro. Anche qualora proprio in piazza Banchi, durante la Festa nazionale del Pd, estremisti di destra decidessero di lanciare urina e pomodori contro Ignazio Marino che rivendica i diritti di Beppino Englaro, e contro i suoi sfidanti alla segreteria.
Noi, con coerenza, non avremmo problemi a condannarli. Così come, con coerenza, il sindaco e le altre istituzioni non avranno problemi a tacere, e anzi a cercare una sede per un museo della memoria di estrema destra o per far aprire loro un nuovo centro sociale, a evitare di sporgere denunce nei confronti di chi venisse identificato. Soprattutto a non gridare all’allarme fascista. Perché a Genova sarebbe normale.

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