Illegittima la delibera Burlando

Eh no, caro governatore, si parte male. C’è qualcosa che non va. Certamente qualcosa di poco chiaro. A poco meno di un mese dalla conferma al vertice della Regione, Claudio Burlando, genovese doc di 56 anni, fa retromarcia.
Dopo aver cavalcato la campagna elettorale con lo slogan «La Liguria è di tutti», e dopo aver santificato pubblicamente, anche con una lunga intervista apparsa su Il Giornale di Bordo, il più grande polo nautico d’Italia, da Imperia a La Spezia, scivola infatti distrattamente sui Sic (non è una parolaccia ma l’acronimo di Siti di interesse comunitario che la Ue ritiene degni di tutela). Si tratta, in altre parole, della direttiva «Habitat», la cosiddetta rete europea «Natura 2000» che intende tutelare le eccellenze ambientali. E in Liguria, che di Sic ne ha sedici, scoppia un casus belli, innescato dalla delibera regionale 1507 (datata novembre 2009) che decide le misure di salvaguardia degli habitat: divieto di ancoraggio per le barche superiori ai 5 metri. Ignorando così pari pari il regolamento adottato dal consorzio Aree Marine Protette (Portofino, Camogli e Santa Margherita Ligure) che prevede il divieto di ancoraggio alle imbarcazioni superiori ai 10 metri.
«Il cda del Consorzio - dice Giorgio Fanciulli, biologo marino e direttore dello stesso Consorzio (Amp) - ha ritenuto di chiedere spiegazioni alla Regione, o almeno di aprire un confronto. Insomma, vogliamo capire il perché di questa norma restrittiva e comunque dai contorni poco chiari. A mio avviso non esistono motivazioni valide che possano giustificarla, tenendo conto che le disposizioni vigenti considerano validi i nostri parametri. Mi spiego: le imbarcazioni fino a 10 metri possono gettare l’àncora. È chiaro, infine, che occorre monitorare costantemente le aree protette, come la “Prateria di Posidonia oceanica”, insieme con l’Università di Genova e la Regione Liguria».
Tuttavia, nelle linee guida per la gestione dei siti «Natura 2000», si legge tra l’altro: «Si statuisce che il soggetto incaricato delle funzioni normative e amministrative connesse all’attuazione della direttiva Habitat è la Regione o la provincia autonoma, fatta eccezione per i siti marini». Una riflessione più o meno spontanea al di là del burocratese: tanto rumore per nulla. Stando così le cose, infatti, la delibera della giunta Burlando è illegittima. E pure antistorica, considerata l’evoluzione della materia in vista dei nuovi regolamenti delle riserve marine e dei campi boe portata avanti dal senatore Antonio D’Alì (la legge, tra l’altro, è in fase di deliberazione al Senato).
Ne è convinto anche il vice presidente nazionale di Legambiente, Sebastiano Venneri. «Già da tempo - dice - abbiamo evidenziato l’incongruenza tra la delibera regionale e le misure predisposte a livello nazionale. A Portofino gli ancoraggi vengono regolati con altre norme. È impensabile immaginare che esistano due norme per lo stesso sito protetto, per cui è auspicabile una armonizzazione che renda più efficace l’attività di controllo e repressione degli abusi, ma anche una vita meno travagliata per il diportista. Non sarebbe più semplice dire: ancoraggio vietato alla barche con la targa? Come si fa a stabilire se una barca è lunga 4,80 metri anziché 5,20? Oltretutto nella nautica l’unità di misura non è il metro... Difficile spiegare al cittadino perché la barchetta di 4,80 metri può gettare l’àncora e quella di 5,20 no».
Al di là delle questioni prettamente tecniche, è in atto una ritrovata collaborazione tra Legambiente e nautica da diporto.
«Certo - aggiunge Venneri - ed è molto positivo. La ratio della collaborazione ritrovata è quella di studiare e favorire norme omogenee per tutti. Ultimamente abbiamo un dialogo molto intenso con il mondo della nautica, e non permetteremo che questo dialogo venga vanificato da decisioni poco chiare e in alcuni casi molto discutibili. Presto porteremo la questione sul tavolo del nuovo assessore della giunta Burlando».
Ma che fatica!

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