Immigrati, la Francia ci ripensa: "Non sospenderemo Schengen"

Parigi non sospenderà il trattato di Schengen. La smentita ufficiale arriva in serata, dopo che per tutto il giorno si erano rincorse le voci di un'imminente chiusura delle frontiere. L'Eliseo: "Non abbiamo alcuna intenzione di introdurre controlli alle frontiere interne"

Immigrati, la Francia ci ripensa: 
"Non sospenderemo Schengen"

Francia - La voce si era sparsa in giornata: l'estremo rimedio di Sarkozy all'immigrazione sarebbe la sospensione del trattato di Schengen. Poi in serata arriva la smentita: "La Francia ha escluso all’Ue ogni ipotesi di sospendere il trattato di Schengen e di non avere alcuna intenzione di introdurre controlli alle frontiere interne" come riferito da fonti dell’Eliseo. È quanto chiarisce Michele Cercone, portavoce della Commissaria europea per gli affari interni Cecilia Malmstrom, secondo cui le autorità francesi intendono discutere martedì 26 a Roma con il governo italiano la governance, la gestione del Trattato". Una precisazione secca che lascia poco margine alle interpretazioni.

Eppure l'ipotesi girava nei corridoi dell'Eliseo. Nel vertice Italia-Francia di martedì a Roma si "rifletterà" sulla possibilità di "sospendere l’accordo di Schengen in caso di defaillance sistematiche" come quella del recente flusso di migranti tunisini. Lo aveva detto una fonte dell’Eliseo a Parigi, precisando che la sospensione "sarebbe valida fin quando il problema non sarà risolto". Ci sono state parecchie "divergenze" negli ultimi tempi fra Roma e Parigi e il vertice bilaterale di martedì a Roma arriva "al momento giusto per fare il punto e andare avanti insieme", sempre secondo fonti francesi.

Accordo con l'Italia "Ci sembra che abbiamo bisogno di mettere a punto su un meccanismo che ci consentirebbe, nel caso di sistematiche difficoltà a una delle frontiere esterni dell’Ue (l’Italia), di intervenire con una sospensione temporanea fino a quando dureranno i problemi" ha spiegato la fonte dell’Eliseo. "Si studia un’iniziativa congiunta di Parigi e Roma a Bruxelles. Gli obiettivi sono una cooperazione rafforzata nella lotta all’immigrazione illegale dalle coste sud del Mediterraneo, l’accelerazione dei lavori per rafforzare Frontex, l’agenzia per il controllo alle frontiere, e la modernizzazione del quadro esistente per la concessione dell’asilo, che deve essere precisato e applicato con decisione". Quanto agli accordi di Schengen, l’Eliseo precisa che "l’intenzione della Francia è di rafforzarli", ma di studiare l’ipotesi di "inserimento di una clausola in casi di necessità, come quello della pressione dei migranti tunisini". L’accordo di Schengen viene già sospeso, come previsto dalla normativa, in casi eccezionali di rischi per l’ordine pubblico, come è successo in alcuni recenti vertici internazionali.

Respingimenti a Ventimiglia Aumentano i respingimenti dei nordafricani per motivi economici: oggi circa venti migranti muniti di permesso di soggiorno e di titolo di viaggio, ma con i soldi insufficienti rispetto ai criteri fissati dalla Francia, sono stati riaccompagnati alla polizia di frontiera di Ventimiglia. I magrebini non avevano infatti i 62 euro giornalieri come richiesto dal governo d’Oltralpe. I nordafricani sono stati fermati alla stazione di Nizza e poi portati al centro di "retention administrative" di Nimes, dove hanno trascorso due giorni prima di essere riaccompagnati alla polizia di frontiera di Ventimiglia. Qui, dopo le procedure di rito, sono stati rilasciati.

E secondo le voci raccolte tra i migranti, ma non confermate ufficialmente, nel centro di Nimes ci sarebbero almeno altri 150 nelle loro stesse condizioni. Intanto anche oggi, per tutta la giornata, gruppi di tunisini sono saliti sui treni diretti in Francia, mentre con i convogli della notte sono attesi nuovi arrivi.

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