Immigrazione in aumento E Fini: "Per i nati in Italia cittadinanza a 11 anni"

Nel 2008 il numero dei non italiani è aumentato del 13,4%: superata quota 4 milioni. La proposta di Fini: cittadinanza veloce ai bambini stranieri nati in Italia o che vi arrivano in tenera età, uno o due anni. Ma Maroni: "Aumenteremo i Cie"

Immigrazione in aumento 
E Fini: "Per i nati in Italia 
cittadinanza a 11 anni"

Torino - Un bambino straniero che nasce in Italia o che vi arriva molto piccolo, a uno o due anni, merita il riconoscimento della cittadinanza italiana all’età di 11 anni se resta ininterrottamente nel nostro Paese e frequenta il ciclo scolastico. Ad affermarlo è il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenuto, oggi, a Torino all’assemblera annuale dell’Anci. Ma il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, fa sapere che si muoverà per "aumentare il numero dei cie" in comune accordo con il territorio.

La proposta di Fini Il presidente della Camera non crede che "il cosiddetto ius soli possa essere automaticamente riportato nel nostro ordinamento come hanno fatto altri Paesi". Secondo Fini, infatti, "un bambino che nasce qui, o che arriva qui a uno o due anni, se rimane in Italia ininterrottamente fino al compimento degli 11 anni, e se frequenta la scuola elementare, sia meritevole, se chi esercita la patria potestà lo richiede, di vedersi riconosciuto il titolo di cittadino italiano". Tutto questo, ha precisato ancora il presidente della Camera, "senza attendere che maturi il 18esimo anno di età, e soprattutto senza verificare l’adesione ad alcuni valori della nostra società, alla corretta conoscenza della nostra lingua, ad un minimo di cultura di carattere storico, alla conoscenza del nostro territorio geografico, ma soltanto il riconoscimento di una cittadinanza in ragione del fatto che è trascorso un certo numero di anni e ci siano adempimenti di tipo burocratico".

La proposta di Maroni Il numero dei Cie in Italia è destinato a crescere, ma le nuove realizzazioni verranno fatte con il consenso dei territori interessati. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha spiegato che "attualmente i centri in Italia sono 10, ma dobbiamo aumentarli per aumentare l’efficacia delle norme altrimenti è una presa in giro". Il titolare del Viminale ha, poi, precisato che già sono stati identificati alcuni luoghi potenziali: "E' una strada che perseguiremo, ma non sarà una decisione calata dall’alto. Interesseremo le amministrazioni coinvolte, i presidenti delle Regioni, delle Province e i sindaci per valutare come realizzarli in modo che siano un elemeto di sicurezza e non un elemento di contrasto con i cittasdini che vivono in quella comunità".

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