La sinistra al potere in quattro gusti

La sinistra si sente prigioniera, esiliata, all'opposizione anche quando è al potere e occupa tutto, pur senza i voti necessari

Vedevo l'altra sera Enrico Letta esaminato dal Reggente del Pd, Fabio Fazio, nel suo programma Che sinistra che fa. Poi pensavo ai rodotisici riuniti intorno a Rodotà per rodere o rosicare, cioè per esprimere lo sdegno della Sinistra per l'Incresciosa Situazione. A sentirli e vederli così avviliti capivi che patiscono la dittatura di Berlusconi a reti unificate al Quirinale, a Palazzo Chigi, a Montecitorio e a Palazzo Madama. Già, viviamo uno stato d'eccezione. Mai era capitato che un solo Partito occupasse tutte le cariche citate. Neanche ai tempi del Duce perché doveva pur vedersela col Re; piccolo, ma c'era.

La sinistra, invece, è al potere, disponibile nei Quattro Gusti: la Sinistra Nonnista Old Pci al Quirinale, la Sinistra Femminista e Terzomondista guida la Camera e sta al governo, la sinistra giudiziaria presiede il Senato, la Sinistra moderata ex dc è a Palazzo Chigi. E invece si sentono emarginati, all'opposizione, raggirati e indignati. Vedono Napolitano, Letta e Grasso come travestimenti del Cavaliere. Chiedono il Monocolore, vogliono esportare il Modello Raitre nelle istituzioni col Reggente Fazio, la Presidente in pectore Gabanelli, la Direttore Berlinguer (basta il nome), la Pasdaran Littizzetto...

È la sindrome della Sinistra che si sente prigioniera, esiliata, all'opposizione anche quando è al potere e occupa tutto, pur senza i voti necessari. Si sognano in purezza e passano dall'autoreferenzialità all'autismo. Sabato, il Pd in Assemblea e la Fiom in corteo, passeranno alla Resistenza?

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