Scandalo Idv, il partito dice basta a Di Pietro

Anche l'europarlamentare Uggias indagato per peculato in Sardegna. Donadi: "È il momento di fare il congresso"

Scandalo Idv, il partito dice basta a Di Pietro

Roma Ci voleva Report, dopo anni di inchieste del Giornale, Libero e Panorama (tutte ricalcate fedelmente dall'inviata della Gabanelli), per far esplodere l'Idv in mano a Di Pietro, che non osa fare con Report quel che faceva con noi: denunciare la macchina del fango e annunciare querela. Decine di immobili acquistati dal 2002 in poi, donazioni usate per comprare case, ristrutturazioni coi fondi del partito, ambiguità tra partito Idv e associazione famigliare Idv, che per anni ha gestito la tesoreria e approvato i bilanci. Tutte cose già note ai lettori del Giornale, ma serviva Report per mettere in crisi l'Idv, che col programma di RaiTre ha la pistola scarica, non potendolo accusare di faziosità berlusconiana. Di Pietro, dopo balbettamenti e contraddizioni («Mia moglie non è mia moglie») sulla cassa Idv, dice che «arte alla mano dimostriamo la nostra correttezza e trasparenza». ««Fino a ieri sera non sapevo di essere, addirittura, proprietario di una cinquantina di case». La liquidità si spiega, dice Di Pietro, con i «diversi milioni di euro» incassati dalle querele vinte. Tutto verrà pubblicato in Rete a breve.

Il day after, però, è anche il capogruppo Donadi che chiede «un congresso straordinario e un profondo rinnovamento Idv», una decisa marcia indietro «altrimenti la macchina rischia di incepparsi». Uno tsunami, che si alimenta anche del flop in Sicilia, dove l'Idv è spazzata via dall'ex amico Grillo: 15% il M5S contro un misero 3,5% per l'Idv, che non entra neppure nel Parlamento regionale. In compenso, se si sgonfiano i voti, lievitano le inchieste che riguardano i dipietristi eletti nei consigli regionali. Un quadro nerissimo.

L'Idv può vantare l'unico europarlamentare indagato per peculato, per vicende relative al suo mandato al consiglio regionale della Sardegna fino al 2009. Parliamo di Giommaria Uggias, eletto a Strasburgo con l'Idv. Secondo i magistrati il dipietrista non ha giustificato la spesa di 32.500 euro prelevati dai fondi regionali. Uggias, tra l'altro, è anche il legale di Antonello Zappadu, il paparazzo che fotografò Berlusconi a Villa Certosa in Sardegna. Poi c'è la grana Nanni, l'ex consigliere regionale (ora provinciale) indagato per peculato dalla Procura di Bologna. Poi c'è Vincenzo Maruccio, l'avvocato dello stesso Di Pietro, da lui messo in Regione Lazio come capogruppo. Anche Maruccio è accusato di peculato (Procura di Roma), per un ammanco di 780mila euro. Un vortice di denaro che supererebbe, secondo gli inquirenti, la cifra di 780mila euro, attraverso un complicato giro di anticipi fatti da «amici d'infanzia» calabresi. Il problema di Maruccio, a quanto filtra, sarebbe la difficoltà di reperire le fatture per molte delle spese fatte. Un problema serio in sede penale.
E poi, nel bordello dell'Idv, c'è quella che il direttore del Secolo XIX La Rocca ha chiamato la «banda dei valori», il gruppo dirigente dell'Idv in Regione Liguria. La dipietrista Marylin Fusco, indagata nell'inchiesta sui lavori per il porto di Ospedaletti, ha dovuto dimettersi da vicepresidente della Regione Liguria. Ed è subito stata nominata capogruppo in Consiglio regionale. Anche se è coinvolta in una vicenda imbarazzante. Un appalto della Regione, ambito da un costruttore che trova come intermediario certo Renato Paladini, fratello del deputato Idv Giovanni Paladini, che è capo assoluto dell'Idv in Liguria. Ma anche il marito della Fusco. Tutti al loro posto. La banda dei valori.

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