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“Angherie dal questore”. La conferenza antagonista a Brescia: “Rovesciamento della realtà”

I gruppi antagonisti proseguono negli attacchi contro il questore Paolo Sartori, che dal suo arrivo nella città della Leonessa ha attuato una stretta sull’illegalità

“Angherie dal questore”. La conferenza antagonista a Brescia: “Rovesciamento della realtà”
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L’Italia è un Paese che da tempo è attraversato da una forte distopia, un Paese in cui un uomo dello Stato, un questore che applica la legge viene contestato dagli antagonisti. Fin qui nulla di particolare, le contestazioni antagoniste ci sono sempre state e continueranno a esserci, sono un elemento democratico imprescindibile. Quel che appare inaudito è il silenzio della sinistra istituzionale che per qualche voto in più tace davanti a gruppi di antagonisti che contestano il questore la cui colpa è quella di applicare la legge.

Paolo Sartori è un questore noto per la sua diligenza nel contrasto all’illegalità e lo ha dimostrato fin dal suo arrivo a Brescia attuando un forte giro di vite contro le violazioni. Una mano ferma alla quale gli antagonisti non erano probabilmente abituati, viste le reazioni, e contro la quale ora Il Magazzino 47, l’Associazione Diritti per tutti e il Collettivo Onda Studentesca vuole opporsi. Hanno organizzato un’assemblea aperta in spazio pubblico per oggi, 16 febbraio, davanti alla struttura occupata dalla Questura per disvelare, dicono, “le nuove angherie del questore Paolo Sartori, stavolta ai danni di 3 attiviste e attivisti bresciani”. Queste “angherie” verranno rivelate solamente durante l’assemblea ma è probabile si tratti di provvedimenti restrittivi legati a violazioni della legge. Il problema degli antagonisti è che hanno sempre considerato le norme democratiche opzionali, nulla di serio, qualcosa che esiste ma solo per gli altri. Ma il problema più grande è che, in nome di qualche voto in più, gli è stato fatto credere che a loro era concessa questa visione del mondo.

“Siamo alla follia: a Brescia si arriva a organizzare una conferenza stampa contro il Questore perché applica la legge. Dal suo arrivo, ha rafforzato controlli e misure di prevenzione contro illegalità e violenza. È il suo dovere. È ciò che i cittadini chiedono. E invece c’è chi tenta di delegittimare chi garantisce sicurezza sul territorio”, ha dichiarato la deputata bresciana Cristina Almici di Fratelli d’Italia. “È gravissimo attaccare chi, in uniforme, opera ogni giorno anche a rischio della propria incolumità per tutelare tutti noi. Non è difesa dei diritti: è rovesciamento della realtà. Per questo chiediamo che tutte le forze politiche prendano le distanze da questa iniziativa. Senza ambiguità e senza silenzi. Negli ultimi tempi anche la sinistra afferma che la sicurezza è una priorità. Bene: lo dimostri nei fatti. Non si può invocare più sicurezza e poi restare in silenzio quando nel mirino finiscono Questura e Forze dell’ordine”, ha aggiunto l’onorevole. Lo scorso novembre il questore era stato preso di mira con scritte ingiuriose firmate con la “A” anarchica.

"Quando chi rappresenta lo Stato viene messo sotto accusa durante una conferenza stampa per aver fatto rispettare la legge, significa che si è superato un confine molto pericoloso", aggiunge l’onorevole Simona Bordonali, deputata della Lega, "In questi mesi il questore Paolo Sartori ha impresso una svolta chiara all’azione di contrasto all’illegalità. Più controlli, più prevenzione, più presenza sul territorio. Un lavoro serio, rigoroso, che ha rimesso al centro un principio semplice: le regole valgono per tutti. Questo cambio di passo dà un segnale forte alla città e fa la differenza. Perché quando lo Stato è presente, il degrado arretra e i cittadini si sentono meno soli. Organizzare iniziative pubbliche contro il Questore significa delegittimare chi, con equilibrio e determinazione, sta facendo il proprio dovere. È un gesto irresponsabile che alimenta sfiducia nelle istituzioni e manda un messaggio sbagliato proprio a chi ogni giorno lavora per garantire sicurezza a donne e uomini del nostro territorio. La sinistra non può continuare a muoversi nell’ambiguità: non si può chiedere più sicurezza e poi tacere o, peggio, strizzare l’occhio a chi contesta l’operato delle Forze dell’ordine quando applicano la legge. È una contraddizione evidente.

Noi siamo e saremo senza esitazioni dalla parte della legalità, della Questura e di chi indossa una divisa per servire lo Stato. La sicurezza non è materia ideologica. È una responsabilità concreta. E su questo non arretriamo di un millimetro".

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