"La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, nella seduta plenaria di questa mattina ha approvato all'unanimità la relazione, di cui sono relatrice, sulla violenza economica di genere”. La senatrice di Fratelli d’Italia Elena Leonardi, vicepresidente della commissione d’indagine sul Femminicidio, esulta così per il risultato ottenuto oggi dal centrodestra.
Una proposta utile per contrastare tutte “le altre forme di coercizione, come l’impossibilità per le donne di godere di una propria autonomia economica oppure avere una componente maschile che gestisce totalmente le risorse finanziarie". Leonardi ricorda che in commissione sono stati auditi 93 soggetti “e proposto numerosi strumenti di prevenzione a questa forma di violenza, come l’educazione economica nelle scuole, l’introduzione nel codice penale del concetto di violenza economica, la promozione della conoscenza delle misure del Governo come il reddito di libertà e d’impresa, l’estensione del patrocinio legale, l’assegno d’inclusione e - aggiunge la senatrice - misure per il reinserimento delle donne vittime di violenza, per aiutarle concretamente ad uscire dalla spirale negativa in cui si ritrovano”. Secondo Leonardi, “l’ampia relazione di oggi è il frutto di un lavoro serio svolto dalla Presidente, dalle colleghe e dai consulenti e da un’azione di Governo concreta che segna un passaggio importante per intervenire sui giovani e sulle donne. Il lavoro della Commissione non si ferma qui ma continuerà per debellare in ogni modo questo odioso fenomeno". Anche la Lega, per bocca del capogruppo del Senato Massimiliano Romeo, esprime la sua soddisfazione per il buon esito e ha annunciato: “ Abbiamo anche delle proposte di legge depositate in Parlamento, oltre che una proposta diretta fatta nei confronti del ministero visto che il fondo è stato istituito presso Palazzo Chigi".
Elena Testor, capogruppo della Lega in Commissione, ha ricordato che i parlamentari del Carroccio hanno presentato una proposta di legge perché le donne abbiano un conto corrente autonomo e ha spiegato: “La violenza economica è un tema importante che spesso non viene affrontato nella maniera dovuta. Noi su questo abbiamo lavorato già durante la legge di bilancio ed è stato istituito un fondo di 2 milioni suddiviso su due annualità presso il Consiglio dei ministri con l'obiettivo della prevenzione". Testor ha poi ricordato: "Una donna su quattro non è intestataria di un conto corrente. Quindi è uno degli obiettivi che noi vogliamo portare avanti nei prossimi provvedimenti per far in modo che si arrivi a un accordo con le banche, si potrebbe cominciare con le donne a basso reddito per avere un conto corrente gratuito". Altri obiettivi dei leghisti sono l’istituzione di “obbligo di versamento dello stipendio o di altri sostegni come il reddito di inclusione, su un conto corrente dedicato alla donna". Questo "perché - ha concluso Testor - quello che emerge appunto da questa relazione è che la violenza economica permette al maltrattante di controllare la donna e noi vogliamo prevenire e quindi combattere questa cosa".

Infine, il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi, ha commentato: ''Con questa Relazione, fortemente voluta dalla nostra Presidente Martina Semenzato, cambiamo approccio: riconosciamo che senza autonomia economica non può esserci vera libertà”. E ha aggiunto: “La violenza contro le donne va contrastata con ogni mezzo e nella piena unità delle forze politiche, come abbiamo sempre sostenuto. E l'approvazione all'unanimità ci ha dato ragione. La violenza economica, in particolare, è un aspetto molto concreto di questa forma di oppressione, e concretamente va affrontata”.