Da Auschwitz a Trump. Il post choc dei Giovani Dem

I Giovani Democratici dell'Emilia Romagna con una serie di foto sostengono che un nuovo razzismo e un nuovo Olocausto stia arrivando con Trump e con le destre europee

Da Auschwitz a Trump. Il post choc dei Giovani Dem
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Un nuovo Olocausto è in mezzo a noi? Secondo i Giovani Democratici pare di sì. In occasione del Giorno della memoria, il movimento giovanile del Pd dell'Emilia Romagna ha pubblicato un post alquanto discutibile.

Un post con sei immagini in bianco e nero di eventi accaduti negli ultimi mesi e anni."Prima vennero a prendere le persone che non erano bianche. E le misero in catene", si legge nella prima card dove fa da sfondo la foto dei migranti illegali ammanettati mentre salgono sull'aereo per essere rimpatriati in Sudamerica, così come deciso dal nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Poi vennero le persone Lgbtqia+ ed eliminarono le loro identità", è la scritta che fa da sfondo alle immagini di una manifestazione di protesta del mondo Lgbt. Nella terza foto, invece, compaiono Jeff Besoz, Mark Zuckberg e gli altri tycoon della Sylicon Valley durante la cerimonia d'insediamento di Trump con l'eloquente scritta: "Poi vennero per le persone povere e del ceto medio dando potere agli oligarchi". La quarta immagine fa riferimento al nostro Paese:"Verranno per chi non la pensa come loro perché lo hanno già fatto in Italia" con lo sfondo di alcuni agenti di polizia che attuano una carica nei confronti di alcuni manifestanti. Nella slide successiva c'è l'avvio verso la conclusione di questo ragionamento assurdo: "E se non saremo, forti, uniti, con un'unico obiettivo verranno anche per noi. E lì non importerà cosa abbiamo fatto di bello prima, ma cosa vogliamo fare adesso". L'ultima foto è quella del campo di sterminio di Auschwitz accompagnata dalla scritta: "Avevamo detto mai più, ma la lezione non è bastata. La storia ci sta già giudicando".

Ancora più esplicità è la didascalia che accompagna tutto il post e che inizia con dato di fatto incontrovertibile:"Il 27 gennaio del 1945 l'Armata Rossa entrò nel campo di sterminio di Auschwitz, liberandolo e facendo emergere ciò che accadde in quel luogo". Segue, poi, una citazione di Primo Levi sui lager che "nascono dall'indifferenza", su Auschwitz e su tutti gli altri campi che "furono - scriveva il superstite Levi - solo il frutto finale dei semi di indifferenza che vennero piantati dieci e venti anni prima, quando le persone semplicemente rimasero indifferenti verso le violenze nazifasciste". Secondo i giovani piddini dell'Emilia Romagna "ciò che accadde non è, come spesso ci piace sentire, immobile e impossibile da replicare nella storia umana, perchè essa si ripeterà sempre". Non basta, dunque, il semplice "mai più""perché è nell'indifferenza che si crea la possibilità di vedere questo accadere di nuovo". E, fin qui, sarebbe un discorso abbastanza condivisibile da tutti, ma poi c'è il tentativo di buttarla in polemica politica attualizzando fenomeni che non possono essere replicati.

"Lo vediamo oggi nei primi giorni dell'amministrazione Trump come nella Russia di Putin e nella visione di società che hanno le destre europee, dove l'Ungheria è cavia principale", si legge nella didascalia dove si sottolinra, inoltre, che tutto questo avviente "mentre vediamo campi di tortura e morte in Libia e scene di distruzione disumane a Gaza". E anche la chiosa è degna di nota:"Non serve arrivare a vagoni ferroviari per vedere lo stesso odio di allora, basta sentire qualcuno dire che esistono persone di serie A e di serie B".

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