Baby gigolò per gay: «Solo carne fresca»

GenovaDai lussuosi Parioli di Roma allo squallido bilocale nel centro di Genova definito «scannatoio» da chi era solito frequentarlo, il comune denominatore è sempre lo stesso: sesso in cambio di denaro con protagonisti uomini di mezza età e giovanissimi.
Se a Roma a prostituirsi erano minorenni e disinibite fanciulle, in cerca di avventura e di qualche entrata extra per supplire a una paghetta non sufficiente a togliersi tutti gli sfizi, a Genova a vendere il proprio corpo erano ragazzini, anche loro minorenni. Studenti per lo più, tra i 13 e i 17 anni, omosessuali o bisex, diventati gigolò per soli uomini attirati dalla voglia di trasgressione di uno squallido mercimonio sessuale a basso costo. Uomini tra i 40 e i 60 anni, una ventina quelli finiti nel mirino della polizia postale genovese che li ha tutti identificati e denunciati. Insospettabili, si intende, molti padri di famiglia che dovranno ora rispondere di favoreggiamento allo sfruttamento della prostituzione minorile. Due di loro sono anche accusati di violenza sessuale aggravata: avrebbero fatto ubriacare un ragazzino attirato in trappola per poi abusarne.
Altro punto in comune tra la vicenda romana e quella genovese è il web. Un monitor e un anonimato presunto che questi insospettabili signori pensavano potesse nascondere qualsiasi nefandezza. Anche se sul sito «planetromeo.com», uno dei più utilizzati da chi cerca compagnia sessuale maschile, a ben vedere non c'è nulla di nascosto. «Siamo un luogo dove darsi appuntamento per amicizie, per sesso, per incontri romantici», si legge chiaramente nella home page del sito. Chiarissimo. Come la sezione «escort» appositamente creata per chi vuole mettere in vetrina sé stesso e il proprio annuncio. E ancora, si legge: «Non è nostro compito dire alle persone come comportarsi, cosa fare o non fare. Siamo tutti adulti qui ed è il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità». Peccato che mentire sulla propria identità e sulla propria età su siti come questo sia di una facilità sconcertante se non una prassi. Chiunque può registrarsi, dichiarare ciò che vuole e mettersi sul mercato in attesa di essere contattato. E così, il ragazzo che vende il proprio corpo spacciandosi per 18enne, ammette di averne in realtà 13, o 14 al potenziale cliente che lo ha chiamato, tutt'altro che inconsapevole di queste regole non scritte. Perché quello che cercavano questi signori di mezza età erano propri giovanissimi. «Carne fresca, voglio carne fresca. Devi trovarmeli giovani», scrive senza remore e senza alcuna inibizione sulla chat del sito d'incontri un uomo di 58 anni. «Fissami un appuntamento con un tuo amico più giovane, molto più giovane, quello che mi hai mandato l'altra volta aveva i baffi», dice un cinquantenne lamentandosi di una precedente esperienza. Oppure: «Quello dell'altra volta era troppo avanti. Sapeva già tutto. Meglio uno più giovane, inesperto».
L'inchiesta è ancora in corso ma il meccanismo sembra chiarissimo. Un giovanissimo gigolò, italoromeno di 17 anni gestiva di fatto un gruppo di ragazzini che indirizzava ai clienti sulla base delle loro richieste. Richieste squallide, mascherate talvolta da un linguaggio simil cifrato ma di immediata comprensione. A seconda dei gusti e delle preferenze sessuali all'interno di questi siti figura infatti la scelta tra «Bottom», per chi preferisce un ruolo passivo nella coppia, o «Top», per chi vuole un ruolo attivo. E allora ecco il quarantenne padre di famiglia che in chat chiede tra l'incuriosito e il preoccupato: «Ma basteranno 30 euro per un top»?

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