Berlusconi boccia la cura Monti: "Siamo pronti ad abolire l'Imu"

Il Cav in campo contro l'agenda delle tasse: "Chi dice che l'Imu non può essere eliminata non capisce nulla". E presenta il ddl per abolire la tassa sulla prima abitazione

Berlusconi boccia la cura Monti: "Siamo pronti ad abolire l'Imu"

"Non abbiamo mai detto che il governo Monti andava bene. Lo abbiamo sostenuto perché, dopo la congiura che ci ha fatti andare via, ritenevamo che far cadere l'Italia in una nuova crisi sarebbe stato molto negativo". Ai microfoni di Uno Mattina Silvio Berlusconi non lascia margine di trattativa. La politica economica dei tecnici, imperniata su una raffica di nuove tasse, è un vero e proprio ostacolo per la crescita del Paese e per il benessere dei contribuenti. "Secondo noi la casa è un bene sacro, non si tocca perché è un pilastro su cui costruire il futuro - ha spiegato il Cavaliere - con l'Imu noi siamo al secondo posto in Europa per le tasse sulla casa".

La parola d'ordine è: basta tasse. Mentre il premier dimissionario Mario Monti continua a difendere strenuamente l'Imu, Berlusconi ha promesso di abolire l'imposta sulla prima casa durante il primo Consiglio dei ministri. Un intervento che il Cavaliere ritiene di poter far fronte dal momento che è già riuscito a reperire lo stesso importo del mancato introito che ne deriverebbe. "Se qualcuno dice che non si può togliere l'Imu, non capisce nulla di contabilità dello Stato", ha continuato Berlusconi attaccando Monti che nel suo discorso di fine anno aveva affermato che non è possibile eliminare l'Imu senza raddoppiarlo l'anno dopo. Per togliere la tassa sulla casa, però, il Cavaliere avrebbe già pronto un disegno di legge che fraziona aumentando di poco consumi come tabacchi, alcol e giochi. "Questi saranno solo interventi provvisori - ha continuato l'ex premier - poi cambieranno le cose ma solo se potremo cambiare la costituzione. Trovare 4 miliardi nelle casse dello Stato è un gioco da ragazzi". Eppure il Professore non vuole sentire ragioni. Nel suo manifesto si è infatti limitato a impegnarsi, "non appena le condizioni generali lo consentiranno", a ridurre "il prelievo fiscale complessivo dando la precedenza del carico fiscale gravante s lavoro e impresa". Ma chi stabilisce quali sono le "condizioni generali"? Ovviamente, le linee guide restano quelle dettate dall'Unione europea. "Con il governo tecnico non c'è un solo indicatore economico che non sia peggiorato - ha fatto notare Berlusconi - il governo è stato schiacciato sui diktat di Europa e Germania".

Secondo il Cavaliere, a cura Monti contro la crisi economica è stata "assolutamente sbagliata". Intervenendo a Uno Mattina su Rai Uno, Berlusconi ha paragonato gli interventi economici dei tecnici ai salassi del Medioevo: "È come quando i malati si curavano con un salasso dopo l’altro, finchè, alla fine, non morivano". D'altra parte, che la cura, germanocentrica, di Monti sia sbagliata non lo dice soltanto l'ex premier, ma alcuni premi Nobel per l’economia. "Il percorso verso la recessione si può invertire anche dando fiducia agli italiani perché quando hai paura consumi di meno - ha rincarato il Cavaliere - l’equazione del benessere è sempre la stessa: meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese uguale più lavoro, più produzione, più consumi, più fondi nelle casse dello Stato per aiutare chi è rimasto indietro e ha più bisogno".

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