A Bersani piacciono le tasse: non vuole abolire l'Imu

Il Cav spiega come intende abolire l'Imu. Ma Bersani è contrario: "Sono solo favole". E si rammarica di non aver usato la patrimoniale per risanare i conti

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani e il premier Mario Monti
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani e il premier Mario Monti

Pier Luigi Bersani ha gettato la maschera. Le tasse, gli piacciono eccome. Tanto che, appena Silvio Berlusconi ha promesso di abolire l'Imu, il segretario piddì si è subito opposto trincerandosi dietro all'impossibilità di reperire in un altro modo lo stesso gettito. Eppure è stato lo stesso Cavaliere a spiegare, nello studio di Porta a Porta, dove trovare i fondi.

Come già aveva fatto con l'Ici, Berlusconi ha deciso che, in caso di vittoria alle prossime elezioni, abolirà la tassa sulla casa. Non si tratta di una sparata. Ma di una promessa basata su calcoli ben precisi. Secondo i conti fatti dallo staff del Cavaliere, dall’Imu arrivano 3,8 mliardi di euro che potrebbero essere coperti reperendo 1,8 miliardi dalla tassa sui giochi pubblici, un miliardo dall'aumento dell’accisa sui tabacchi lavorati, 241,2 mlioni dall’aumento delle imposte sulla produzione di birra e prodotti alcolici, 500 milioni dal riordino dei trasferimenti alle imprese e 258,8 milioni dalle addizionali sui diritti di imbarco. "Il nostro è un convincimento profondo", ha concluso Berlusconi ricordando che "la casa è sacra" e non deve essere toccata perché è "il pilastro per ogni famiglia che vuole costruirsi un futuro". Principio assolutamente non condiviso dalla sinistra italiana che, oltre ad apprezzare particolarmente la pressione fiscale, disprezza profondamente le proprietà. Da qui l'attacco frontale di Bersani al Cavaliere e il netto stop al dialogo su un eventuale taglio dell'Imu.

Dopo l’incontro con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy a Bruxelles, il segretario del Partito democratico ha fatto capire che, in caso di vittoria della sinistra, non rientrerebbe nell'agenda politica il taglio dell'imposta sulla casa. "Se Berlusconi si alza e fa il demagogo - ha spiegato Bersani - dica dove trova i soldi perché le favole hanno stufato". Insomma, se il centrosinistra vincerà le elezioni, Bersani s'impegna a "non smontare" le riforme volute dal premier Mario Monti. "In Europa ci conoscono, noi siamo quelli che hanno portato l’Italia nell’euro...", ha concluso il segretario democratico ricordando che, per risanare i conti del Paese, il Pd aveva chiesto ai tecnici di affiancare all'Imu un’imposta personale sui grandi patrimoni. E la probabilità di una nuova patrimoniale è (quasi) scontata nel caso di vittoria di uno come Bersani che, con Van Rompuy si è vantato di "aver lavorato" con Carlo Azeglio Ciampi, Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa.

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