Boldrini sull'orlo di una crisi di nervi: chi mi critica offende tutte le donne

Grillo attacca (con la solita violenza) la presidente della Camera. E lei generalizza facendone una questione di femminismo

Boldrini sull'orlo di una crisi di nervi: chi mi critica offende tutte le donne

Tra il rispetto delle istituzioni e la censura c'è una bella differenza. Ma Laura Boldrini non conosce mezze misure e riesce a enfatizzare e a trasportare su un altro piano - totalmente inappropriato - un'offesa personale, sicuramente deprecabile, ma non associabile al genere femminile. Ricapitoliamo. Beppe Grillo sfodera dal suo blog l'ennesimo atto d'accusa nei confronti del presidente della Camera: "Rispetto, non voglio sentire i queruli rimproveri di una signora che dal suo scranno tratta i nostri rappresentanti come degli scolaretti. Chi le dà questa autorità? La Boldrini, un oggetto di arredamento del Potere, non è stata eletta, ma nominata da Vendola".

Una pioggia di solidarietà femminile bipartisan scende sul dibattito politico derubricando il post a "offese inaccettabili e incivili, accuse rozze e volgari". Tutto condivisibile, per carità, ma la risposta della Boldrini non entra nel merito della questione, anzi trascende e va oltre: "Grazie alle parlamentari di diversi partiti per la solidarietà contro un’offesa a tutte le donne. Grazie a chi sta twittando #siamoconlaura". Chi critica e offende la Boldrini, dunque, offende tutte le donne. Un'equazione quantomeno pericolosa, una discriminazione al contrario che rischia di diventare un precedente rischioso. Basta una critica o un'offesa a una esponente delle istituzioni di genere femminile per essere tacciati di machismo e sessismo? O vale solo per la Boldrini?