Nella settimana in cui si celebra il Giorno della Memoria per le vittime dell'Olocausto, da Roma a Milano passando per Cesena e Massa, il ricordo della Shoah viene infangato. Sfregi al posto di commemorazioni.
Nella città romagnola Avs ha presentato una mozione "Per passi concreti per la pace e cittadinanza onoraria a Francesca Albanese" che verrà discussa in consiglio comunale il 29 gennaio, solo due giorni dopo che si commemora il Giorno della Memoria, inserendo il termine "genocidio" all'interno della mozione. Nel testo si legge che "il genocidio in atto, infatti, si realizza in un contesto statuale pienamente inserito nel sistema economico e politico occidentale" e si motiva la richiesta di conferire la cittadinanza onoraria all'Albanese proprio alla luce delle sue ricerche in cui utilizza il termine "genocidio" per la guerra a Gaza. Uno sfregio reso ancor più grave dal fatto che la richiesta avviene in una città che ha concesso la cittadinanza onoraria a Sami Modiano, superstite dell'Olocausto.
Come spiega Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano: "C'è una precisa volontà di presentare la richiesta di cittadinanza onoraria a Francesca Albanese a Cesena nella settimana in cui ricorre il Giorno della Memoria. L'utilizzo del termine genocidio è il chiaro esempio di un approccio ideologico e politicizzato che non ha nulla di storico e scientifico, è un tentativo propagandistico per sminuire il significato della Shoah. Non distinguere la differenza tra guerra e olocausto è molto grave". La proposta ha generato anche una spaccatura politica nella maggioranza di sinistra con il sindaco di Cesena Enzo Lattuca del Pd che ha chiuso all'ipotesi definendo l'Albanese "divisiva".
Proprio domani, per il Giorno della Memoria, a Roma i collettivi Osa e Cambiare Rotta hanno annunciato sit in e presidi per la Palestina e contro il "sionismo", lanciando una giornata di agitazione nazionale nelle scuole e nelle università con lo slogan "ieri comunisti liberarono Auschwitz, oggi lottiamo per liberarci da sionismo e imperialismo". Alcuni attivisti sui social hanno rilanciato un sit-in davanti alla sede Pd a Roma per la proposta di Graziano Delrio del Ddl contro l'antisemitismo.
Su questo disegno di legge il Pd si è spaccato con due versioni presentate, una ufficiale del partito che non applica la definizione Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) sull'antisemitismo e una dei riformisti con Filippo Sensi, Simona Malpezzi, lo stesso Delrio, Walter Verini e Sandra Zampa che non hanno firmato il testo ufficiale. La spaccatura ha una precisa valenza politica con le componenti riformiste che mettono in guardia la Schlein dal portare avanti un'adesione acritica ai mondi pro Pal più propensi a votare per Avs e M5S. Emblematiche le parole di Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano a Il Foglio: "Quello del Pd è uno schiaffo alla Memoria. Ma se non vogliono difendere gli ebrei vivi allora evitino di venire a commemorare gli ebrei morti. Il 27 gennaio non li vogliamo".
Intanto a Massa la Cgil ha annunciato un ciclo di iniziative su Gaza che inizia proprio in questi giorni e, come spiega ancora Davide Romano: "Questo costante tentativo di invadere il Giorno della Memoria da parte dei pro Pal è fastidioso. C'è già una Giornata di solidarietà internazionale per il popolo palestinese che si svolge il 29 novembre, questa continua volontà di appropriarsi del Giorno della Memoria testimonia un atteggiamento totalitario da parte dei Pro Pal".
A Milano invece al Liceo Classico Tito Livio era stato annunciato (ora non risulta più sul sito) un incontro che era tutto un programma, con Moni Ovadia, "per una riflessione sulle drammatiche vicende che continuano a sollecitare le coscienze".
E a testimonianza del clima che si respira, la cantante Levante ha dichiarato che, se dovesse vincere il Festival di Sanremo, sceglierebbe di non rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest per protestare contro la presenza di Israele.