Cara Germania, tieniti gli immigrati

Stanno arrivando. Anzi vengono segnalati già rosacei sulle rive dei laghi di Garda e simili. Prossimamente con sandali e calzini occuperanno Rimini e dintorni. Non trattasi di profughi e clandestini, sono (...)

(...) i tedeschi, quelli che da qualche tempo ce l'hanno con l'Italia e gli italiani. Non dico di Frau Angela che nemmeno rivolge un saluto ad Enrico Letta, primo ministro, e nemmeno gradirei ricordare Herr Günther Oettinger, commissario europeo per l'energia, il quale ci ha messi sulla stessa linea di inaffidabilità di Romania e Bulgaria, lui che quanto a inaffidabilità e ingovernabilità parla per esperienza, avendo mollato pubblicamente la consorte per convivere con una compatriota di venticinque anni più giovane.
Ma la polemica alimentata dai media di Germania sulla calata di profughi dall'Italia alla «Crande Nazionen» per un pugno di euro, cinquecento per l'esattezza, mi sembra davvero l'ultima goccia dinanzi alla quale il capo dello Stato dovrebbe tracimare e mettere sull'attenti l'avversario. A parte il fatto che quei denari servono per soddisfare i primi bisogni, questa è una prassi comune ad altri Paesi e non in esclusiva italiana.
I tedeschi non digeriscono l'arrivo di extracomunitari e africani (sono i profughi della ribellione libica); in verità, negli anni belli per loro, li prelevavano gratuitamente.
I tempi sono cambiati ma la testa è rimasta la stessa, über alles, se sono italiani allora il gioco è scontato. Del resto anche noi, quando vogliamo divertirci e portare come esempio nelle barzellette qualche bamba doc, mettiamo il tedesco al centro della storiella.
Dunque quella dei profughi con biglietto pagato per Amburgo, Colonia, Stoccarda, e il resto di casa Merkel, è una calunnia, una balla, una notizia inesistente perché non risulta da nessun documento, in mano ai ministri di Berlino, l'invito italiano ad emigrare verso la Germania.
Trattasi allora di provocazione, miserabile e volgare, aggiungerei razzista, visto che l'aggettivo va di gran moda dalle nostre parti. Ieri la Bild ha aggiunto la sua testata a quelle dell'Hamburger Abendblatt e a Der Spiegel che avevano aperto le danze sull'argomento con accuse precise al nostro Paese.
È la stampa libera, quella presentabile direbbe qualche bella gioia nostrana. Non c'è da stupirsi, siamo mandolinari, spaghettari, mafiosi, poi, improvvisamente, quando la luce della primavera illumina, si fa per dire, il land ecco che cercano il sole e il mare nostrum, spendendo il minimo, restando preferibilmente sotto i cinquecento euro, una settimana tutto compreso. Benvenuti al sud, d'Europa. Noi vi aspettiamo a braccia aperte. Voi a braccio teso.
Post scriptum: giunge notizia dell'assassinio di un ingegnere italiano accoltellato per strada, a Monaco di Baviera, da un cittadino tedesco. Informate Günther Oettinger, l'energia di cui si occupa è questa. Auf wiedersehen.

segue a pagina 16

Angeli e Materi alle pagine 16-17

di Tony Damascelli

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