Il contenuto delle chat pubblicate da il Giornale relative a una conversazione tra Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci continuano a far discutere, soprattutto per l'ipotizzata esistenza di una "lobby gay" in cui sarebbe anche il direttore del quotidiano Tommaso Cerno. Mentre la sinistra tace, il conduttore sostiene la tesi della manipolazione della conversazione ma dal centrodestra si chiedono delucidazioni per capire cosa ci sia dietro questi messaggi. Per questo motivo il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha deciso di rivolgersi "al vertice dell'ordine dei giornalisti, da iscritto all'ordine da molti decenni, per segnalare il comportamento del giornalista Ranucci, protagonista di un atteggiamento omofobo ai danni di Tommaso Cerno, che lo ha pubblicamente contestato, e di altri esponenti del giornalismo".
Ranucci, prosegue Gasparri, "ha parlato di lobby gay e ha usato altri termini assolutamente incompatibili con un comportamento deontologicamente corretto. Credo che l'ordine dei giornalisti debba valutare la condotta di Ranucci assolutamente inaccettabile. E penso cosa sarebbe successo se di un comportamento simile fosse stato protagonista un giornalista di diverso orientamento politico rispetto a quello di Ranucci". La reazione di Cerno è stata definita da Gasparri "del tutto composta ma chiaramente polemica" nel presentare il proprio pensiero e il conduttore di Report, che Gasparri ricorda essere stato "già protagonista di condotte inaudite sotto molti profili", in quest'occasione "manovratore di dichiarazioni di persone sottoposte ad indagini utilizzate per denigrarne altre, ha molte cose di cui giustificarsi". Gasparri si è anche detto "certo" che alla sua segnalazione "seguiranno adeguate iniziative".
Da parte di tre consiglieri di amministrazione della Rai (Roberto Natale, Davide Di Pietro e Alessandro Di Majo) c'è stata una nota condivisa nella quale fanno scudo davanti al giornalista parlando di "consueta grandinata di articoli e dichiarazioni contro Sigfrido Ranucci da parte di alcuni giornali ed esponenti politici". Soggetti, dicono, "incapaci di scusarsi dopo che anche il Tribunale di Roma ha riconosciuto, a inizio settimana, la correttezza dell'operato di Report annullando la sanzione del Garante della Privacy per l'audio della vicenda Sangiuliano". Quella delle presunte dichiarazioni omofobe, scrivono, "è una vicenda che deve essere chiarita senza lasciare ombre su un giornalista e su una trasmissione come Report, che sul tema sono sempre stati lontanissimi da ogni atteggiamento discriminatorio". Quindi, è il loro ragionamento, "se Ranucci ha effettivamente fatto affermazioni omofobe, venga sanzionato dalla Rai e dall'Ordine" ma "se le sue frasi sono state manipolate, come Ranucci sostiene, l'Ordine sanzioni i giornalisti che lo hanno calunniato e la Rai rescinda ogni collaborazione con chi sta orchestrando gli attacchi contro di lui".
Il punto però è un altro: se non fosse stato il Giornale a far emergere quella conversazione tra Ranucci e Boccia, se non ci fossero stati i giornalisti "non amici" a raccontare quelle chat, come sarebbero potute diventare pubbliche, in modo tale da essere eventualmente oggetto di approfondimento? La richiesta, anche in questo caso, è la stessa: fuori Cerno dalla Rai.