«Ho voluto promuovere questo incontro per fare chiarezza a spero giustizia. Questa coppia sta vivendo un vero calvario». Lo ha detto la parlamentare Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione infanzia, entrando ieri alla Camera dei Deputati tenendo per mano Catherine Birmingham e Nathan Trevallion prima dell'inizio della conferenza stampa dal titolo «Voglio tornare a casa. Il calvario della famiglia nel bosco».
«Non mi darò pace finché questa vicenda, partita male e continuata peggio, non avrà soluzione», ha assicurato Brambilla mentre mostrava due foto dei tre bambini della famiglia nel bosco, convinta che non siano «stati tutelati i diritti dei bambini» e che si tratti di «una violenza di Stato».
La deputata non ha dubbi sulla sorte dei figli dei coniugi Trevallion che sono arrivati a Montecitorio accompagnati dai legali e dallo psichiatra consulente di parte Tonino Cantelmi: «Dovevano essere lasciati alla loro famiglia, perché oggi soffrono. In questa Italia moralizzatrice - ha aggiunto Brambilla - si giudicano i comportamenti diversi con l'arroganza di chi troppo spesso contraddistingue chi deve prendere queste decisioni».
Brambilla ha, quindi, chiesto di «riunire questa famiglia perché è stato fatto un grande errore e non va continuato». E, dopo aver ricordato di aver già presentato una proposta di legge sul tema, ha ammonito: «Deve essere riformato il modo in cui i minori vengono tolti alle famiglie».
Nathan, invece, ha letto un messaggio in inglese nel quale ha raccontato la sofferenza di questi mesi: «Non potete immaginare il dolore che abbiamo passato negli ultimi 5 mesi specialmente i bambini. Prima la separazione dalla loro casa e dal papà e poi la separazione dalla mamma. Hanno avuto stress, dolore, paura. La loro gioia è stata distrutta». L'uomo ha, poi, concluso: «Mia moglie e io siamo uniti più di prima il nostro amore è più forte che mai: il nostro desiderio più grande è di essere ricongiunti, essere una famiglia come prima».
Catherine Birmingham, visibilmente commossa, con le lacrime agli occhi e la voce rotta, ha detto: «Siamo distrutti al pensiero che i nostri figli stiano soffrendo e di non poterli riportare a casa, al sicuro, per prenderci cura di loro e amarli». E ha aggiunto: «Voglio solo svegliarmi da questo incubo orribile che non finisce», raccontando di aver visto «la sofferenza dei nostri bambini mentre vivevo nella struttura».
Secondo la donna, che nel corso della conferenza stampa ha letto anche una lettera che la figlia ha scritto per il suo compleanno, «questo è straziante, non solo come madre e moglie, ma per una persona che ha passato tutta la
vita ad aiutare gli altri e che ora non può aiutare i propri figli». Per Birmingham non ci sono dubbi: «Questo è stato di gran lunga l'atto più crudele che abbia mai vissuto e visto fare ai bambini in tutta la mia vita».