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Cerno intervista Salvini: "Il Ponte opera pubblica più importante al mondo" | L’evento de Il Giornale

Alla Fondazione Feltrinelli il ministro lega il Ponte a un’idea di riscatto nazionale, difende i cantieri aperti e avverte: senza nucleare e infrastrutture l’Italia rischia di restare indietro

Cerno intervista Salvini: "Il Ponte opera pubblica più importante al mondo" | L’evento de Il Giornale
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Presso la Fondazione Feltrinelli si tiene l'evento de “Il Giornale” e “Moneta” intitolato "Ferrovie, ponti e strade: oltre i confini", che vede come momento clou l'intervista del direttore de "Il Giornale", Tommaso Cerno, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Lo spazio, intitolato “Il Ponte sullo Stretto”, affronta un tema che supera la dimensione dell'acciaio e del calcestruzzo per farsi progetto politico e architettonico. Da decenni questa opera vive nell'immaginario nazionale come una scelta netta tra la visione del futuro e la rassegnazione alla distanza, agendo da specchio della capacità del Paese di pensare in grande senza timore del giudizio.

Il Ponte non è solo un'infrastruttura ma una sfida alla nostra attitudine al riscatto in un momento storico che impone decisioni strategiche per unire definitivamente i territori. Al centro del dialogo tra il direttore e il ministro emerge l'idea di un'Italia che decide di non rinviare più, misurando la propria ambizione politica attraverso un'opera capace di superare i dubbi e ridefinire il destino dei collegamenti nel Paese attraverso un atto di coraggio nazionale.

“I media hanno una grande responsabilità nel raccontare la crescita. ​​Noi oggi abbiamo circa 200 miliardi di euro di cantieri aperti o di prossima apertura. In questo lunedì mattina di sole di fine marzo abbiamo operai, mega talpe, ingegneri, che stanno lavorando per la Torino - Lione sotto le Alpi, conclusione lavori ipotizzata dai tecnici fra il 2032 e il 2033 per unire col treno velocità di Francia”, ha spiegato il ministro Salvini in collegamento da Como per l’intervista di Tommaso Cerno. “Le infrastrutture sono il più grande piano antimafia. È complicato perché ci sono i comitati del “no” per ogni cosa, ci sono disagi, di cui mi scuso, ma se non facessimo questo lavoro tra pochi anni saremo a piedi”, ha aggiunto. “Un ponte unisce, solo in Italia un ponte divide perché lo fa Salvini”, ha aggiunto il ministro, che ha rinominato il ponte sullo Stretto come “Ponte della Pace”. Ecco, ha aggiunto Salvini, “l'opera pubblica più importante, più studiata e più attesa al mondo che lanci un segnale al mondo di pace di unità di verità”.

Sulle Olimpiadi “c’erano tanti dubbi fino alla cerimonia inaugurali e alla chiusura solo complimenti: abbiamo dimostrato che sappiamo fare non dico meglio ma come gli altri. I nostri ingegneri sono i migliori al mondo, stanno realizzando anche impianti nucleari e noi non abbiamo messo ancora il piede sull’acceleratore su questo: non possiamo rimanere, tra i grandi Paesi occidentali, gli unici senza. Dobbiamo correre, domani è già tardi: bisogna chiudere la legislatura con il nucleare già avviato”.

Questo è l’allarme lanciato dal ministro, soprattutto a fronte della situazione internazionale perché, “con questo maledetto conflitto in Medio Oriente non aumenta solo il costo del gasolio ma aumenta anche il costo del bitume dell'asfalto che fra un po' se vanno avanti bombardamenti rischia di mancare la materia prima”.

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