Le piste ciclabili agli incroci sotto esame erano regolarmente segnalate. È la sintesi delle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 17 dicembre il gup Alberto Carboni ha assolto l'assessore comunale Marco Granelli dalla doppia accusa di omicidio stradale in concorso per presunte irregolarità nella progettazione e nella realizzazione delle corsie riservate alle bici.
I casi sono quelli della morte di due donne. Granelli e gli altri imputati rispondevano dell'incidente costato la vita a Veronica D'Incà, 38 anni, che stava pedalando su una ciclabile in viale Brianza, quando è stata investita da un camion il primo febbraio 2023. L'altro episodio riguarda la morte di Cristina Scozia, avvenuta il 20 aprile dello stesso anno all'incrocio tra via Francesco Sforza e corso di Porta Vittoria. La 39enne, anche lei sulla pista per le due ruote, è stata travolta da una betoniera. Per l'assessore, difeso dall'avvocato Franco Rossi Galante, i pm Mauro Clerici e Barbara Benzi avevano chiesto condanne fino a un anno e quattro mesi di carcere nel processo con rito abbreviato.
In entrambi i casi per il giudice Carboni, l'incrocio «non presenta nessuna criticità peculiare» e bisognerebbe dimostrare che chi era alla guida dei mezzi pesanti abbia compiuto una manovra non consentita, «perché indotto in errore dalla segnaletica asseritamente confondente». Non solo. Nei due episodi «l'incrocio non è stato teatro di una sinistrosità sopra la media né prima, né dopo l'incidente» e «non vi sono stati fatti che avessero rivelato una pericolosità peculiare o che avessero manifestato la palese inadeguatezza della segnaletica apposta. Né, per quanto consta, nei due anni successivi si sono verificati incidenti con dinamica analoga».
La carreggiata «garantisce un'ottima visibilità e la presenza di una pista ciclabile nel tratto precedente l'incrocio è già di per sé un monito che dovrebbe mettere sull'avviso il conducente che si accinge a svoltare a destra circa la necessità di accertarsi dell'assenza di velocipedi che intendono procedere dritti». L'assoluzione riguarda anche il dirigente comunale coimputato dell'assessore. Intanto l'autista della betoniera ha patteggiato e quello del tir è stato mandato a processo.