Il concorso tartaruga. Dopo cinque anni i risultati degli scritti

Mancano 147 dirigenti tecnici nelle scuole. Il bando pubblicato nel 2007, esami orali (forse) tra un mese

Il concorso tartaruga. Dopo cinque anni i risultati degli scritti

Roma - Cinque anni per trovare 145 dirigenti tecnici da inserire negli organici scolastici. O meglio: cinque anni per esaurire le pratiche relative a test preselettivi e prove scritte. Il «concorso più lento della storia», come già è stato ribattezzato dai media, ha appena doppiato una delle tappe principali: la pubblicazione dei risultati delle prove scritte e la «calendarizzazione» delle prove orali, cioè quelle finali. Ma è ancora lontano il momento in cui si potrà dire definitivamente concluso.
E pensare che è uno dei quei casi in cui la fretta e la tempestività hanno una ragione d'essere davvero imperativa. Anzi una vera e propria necessità. Tra le figure professionali più richieste spicca, infatti, quella di «dirigente tecnico» della scuola. Quelli che una volta venivano chiamati «ispettori scolastici» sono divenuti merce rara. Anzi rarissima. Attualmente i posti vacanti sono più o meno trecento. Eppure proprio su un terreno tanto delicato come quello della pubblica istruzione lo Stato sembra usare il passo della tartaruga per tappare i buchi e correre ai ripari.

Ecco la cronistoria di questa odissea burocratica. Nel 2007 il governo decide di bandire il concorso per «ispettori scolastici». Alle prove si iscrivono oltre 30mila candidati. Sono tanti, penserà qualcuno. Erano, però, passati già quindici anni dall'ultimo concorso. Le iscrizioni partono nel 2008. Si inizia nel 2009 con i test preselettivi per «scremare» questa moltitudine di concorrenti. Poi si arriva alla parte più impegnativa degli scritti: tre prove. Davvero difficili, tanto che alla fine saranno soltanto 79 i candidati che potranno accedere alla fase conclusiva delle prove orali in programma fra poco più di un mese. Nel frattempo si sono succeduti tre ministri negli uffici di viale Trastevere. Beppe Fioroni, che ha firmato il decreto con il bando del concorso e che ha nominato la commissione d'esame; Maria Stealla Gelmini, che ha cambiato la composizione della stessa commissione; e Francesco Profumo. La Riforma Brunetta dell'amministrazione pubblica ha, poi, dato il via anche a una conversione della funzione stessa degli ispettori, ora divenuti «dirigenti tecnici». A loro spetta infatti il compito di giudicare efficienza degli insegnanti e degli stessi istituti scolastici.

Quindi si sono registrati gli inevitabili ricorsi al Tribunale amministrativo di chi si è visto escluso dalle preselezioni. Poi c'è stata la scoperta, nel 2010, di oltre 200 candidati presenti in più settori e sottosettori. In questo caso il numero di 1477 candidati previsti per le prove scritte (come recita il bando: 10 per ogni posto messo a concorso) non rappresentava più 1477 persone fisiche che concorrevano ciascuna per un posto, bensì circa 930 persone che concorrevano per più posti. Il Ministero ha provato ad appellarsi al Consiglio di Stato. Quindi ennesimo stop.

Intanto la figura dell'«ispettore scolastico» è divenuta col tempo sempre di più merce rara. In alcune regioni, come il Veneto, si tratta di figure totalmente assenti dagli organici pubblici. In altre regioni, come la Sicilia, c'è un solo ispettore a monitorare più di mille istituti. L'organico a regime si dovrebbe comporre di ben 335 unità (ultima stima del Miur). Al momento, però, lo Stato ne impiega appena 36. E se tutti i 79 candidati al «concorso tartaruga» dovessero essere riconosciuti idonei alla professione di dirigente tecnico, i posti scoperti resterebbero comunque più della metà.
Ironia della sorte, questo concorso è nato sotto gli infausti auspici di una crisi politica (sfiducia al governo Prodi) e di una tornata elettorale importante (primavera del 2008). Gli orali cadranno più o meno in coincidenza dell'election day. Chissà quali sorprese riserva l'incerto futuro politico agli aspiranti (e ormai decimati dalle selezioni e dall'impazienza) ispettori scolastici.

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