Condannatelo ma non col gossip

Contro il muratore, oltre al Dna, per ora solo voci di paese. Ma che c'entra con l'inchiesta?

Massimo Giuseppe Bossetti è in carcere da due settimane, accusato nientemeno che di aver ucciso Yara Gambirasio. La vicenda è nota e non la riassumo se non nelle ultime fasi. A quasi quattro anni dalla morte della tredicenne di Brembate Sopra (Bergamo), quando ormai sembrava che il caso fosse da archiviare, gli inquirenti hanno estratto l'asso dalla manica: il famoso Dna del quale ora tutti parlano senza sapere di che si tratti. Già. Davanti alla scienza, chiunque tace. Come si fa a contestare ai camici bianchi la fondatezza dei loro referti? Nessuno osa mettere in dubbio gli esami di laboratorio, anche quando sono sballati. Questo è un problema, poi ce ne sono altri. Noi, a differenza dei periti, siamo pieni di dubbi e non abbiamo certezze. Rifiutiamo i dogmi, anche quelli che escono dalle provette. Facciamo fatica a credere in Dio, figuriamoci se crediamo ciecamente ai ricercatori, che sono uomini colti, ma uomini e quindi non infallibili. In altri termini, abbiamo fiducia nella scienza e meno in chi la pratica, che ci assomiglia e sbaglia. Detto questo, per sottolineare che non esistono verità assolute aggiungiamo qualche considerazione non sulle indagini in corso quanto sulle indiscrezioni che emergono ogni dì.

Dato che il Dna non basta a inchiodare una persona alle sue eventuali responsabilità, i signori investigatori si affannano per trovare altri indizi - di contorno - allo scopo di provare la colpevolezza del Bossetti, muratore in proprio, marito senza macchia e padre affettuoso di tre figli. Sul conto del quale cosa è stato trovato di decisivo? Nulla. Ma solo un monte di pettegolezzi insignificanti spacciati per importanti indicazioni per chi desideri sollevare sospetti sulla sua personalità. Altro che buon padre di famiglia: un orco travestito da agnello. Chi lo dice? Vox populi.

Stando ai «si dice», ovvero a quanto raccolto sul conto del presunto assassino, questi avrebbe raccontato un sacco di balle. Quali? Banalità, insinuazioni, frescacce da brivido. Ricavo dalla lettura del Corriere della Sera, e non dal Corriere della serva, le seguenti notizie da pattumiera. Udite. «Si è contraddetto. Amava ballare e fare il brillante». Non è una frase pescata da un articolo cretino. È addirittura un titolo. E non è finita. Ecco il sommario, due righe: «Le serate latino americane al disco pub; e quelle bugie in apparenza inutili». Proseguo: «Prima e dopo la scomparsa di Yara frequentava la “Toscanaccia”, locale a pochi passi da casa di Yara» (ho copiato fedelmente dal primo quotidiano italiano, pertanto le vaccate non sono mie).

Capite, cari lettori, come si fa a identificare uno sporco omicida? Se uno frequenta talvolta un pub deve essere un tipo pericoloso, un pedofilo con tendenze omicide. Se poi costui ama il ballo ed è brillante, be', allora diffidate perché se avete in famiglia una adolescente rischiate di perderla, morta ammazzata da lui. Quanto alle incursioni di Bossetti alla «Toscanaccia», attenzione: i clienti della citata trattoria sono tutti potenziali criminali, anche io che vi ho cenato spesso, essendo il locale di proprietà di Marco Falconi, titolare dell'omonima osteria di Ponteranica dove la domenica sera mi reco spesso con moglie e amici senza assistere, tra una portata e l'altra, a episodi di violenza carnale e a omicidi seriali.
Ecco, questi sarebbero alcuni dei gravi indizi a carico del povero disgraziato rinchiuso in carcere perché indicato quale probabile assassino di Yara. Ce ne sarebbero altri egualmente inconsistenti e direi cretini. Il lavoratore edile ovviamente maneggiava la calce. Nei polmoni della vittima sono state rilevate tracce della suddetta polvere. Significa che è stato lui a farla morire. Davvero? Non si considera che anche il padre della ragazza, nella sua veste di geometra, trascorreva molto tempo nei cantieri, ambienti dove la calce non è estranea? Ancora. Il cellulare di Bossetti la sera della scomparsa della fanciulla si agganciò all'antenna di Brembate. Altro indizio consistente? Ma fatemi il piacere. Il muratore abita a Mapello, a uno sputo da Brembate, e quando rincasava inevitabilmente passava nei pressi dell'abitazione di Yara. Non è vero, gridano gli investigatori. Poteva percorrere una strada più breve. Come se non fosse pacifico che chiunque sceglie il tragitto meno trafficato e non il più breve.

Non è tutto. Altro titolo del Corriere su Bossetti: «Per qualcuno è un padre da oratorio, ma non tutti concordano». Cosa vuol dire? Se sei un fedelissimo «cliente» dell'oratorio sei un santo, altrimenti sei un porco? Continuo. Hanno interrogato la moglie dell'arrestato e le hanno domandato: signora, la sera in cui Yara si rese irreperibile, dov'era suo marito? A che ora è tornato a Mapello? Lei non ha saputo rispondere, nel senso che non ricordava. Interrogativo retorico: chi di voi è in grado di rammentare come si comportò tre anni e mezzo fa? Se a me chiedono in quale luogo mi trovassi mercoledì scorso, sarei in difficoltà a rammentarlo. Figuriamoci se la memoria è capace di trattenere le mie mosse negli anni trascorsi. Non c'è cristiano al mondo che annoti sul diario i particolari delle proprie azioni giornaliere. Per concludere, vari organi di stampa hanno accennato a peli rintracciati sulla vittima che sarebbero di Bossetti. Una fandonia. Ma la campagna di sputtanamento dell'uomo nell'occhio del ciclone continua. Balla su balla ci si avvicina alla condanna o, meglio, alla creazione del clima fasullo eppure adatto a produrre una sentenza di condanna. Che orrore. Se Bossetti merita l'ergastolo, bisogna esibire le prove certe della sua colpevolezza. Il gossip non basta.

segue a pagina 17

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Commenti

Klotz1960

Lun, 30/06/2014 - 11:43

E meno male, e finalmente, Feltri, visto che anche Il Giornale ha continuato con questi pettegolezzi.

Ritratto di mr.cavalcavia

mr.cavalcavia

Lun, 30/06/2014 - 11:43

Il gossip è il risultato di indagini fatte malissimo e di elementi divulgati con colpa (quella di non avere mantenuto il riserbo). Non ha senso prendersela con i giornalisti, che (anche mella ricerca del sensazionalismo) lavorano.

Ritratto di Giuseppe.EFC

Giuseppe.EFC

Lun, 30/06/2014 - 11:59

Ma carissimo dottor Feltri, a noi lo viene a dire? Lo spieghi ai suoi colleghi in redazione!

gamma

Lun, 30/06/2014 - 12:26

Finalmente qualcuno che dice ciò che credo pensi una buona percentuale di italiani. Bravo Feltri.

Ritratto di wilegio

wilegio

Lun, 30/06/2014 - 12:55

I giornali fanno esattamente ciò che il popolo bue chiede loro di fare. Per il resto, in Italia il concetto del fare giustizia "al di là di ogni ragionevole dubbio" è stato calpestato tante volte, che una più o una meno cosa volete che sia? Sempre se non capita a uno di noi, naturalmente...

ortensia

Lun, 30/06/2014 - 13:43

..... ma se il primo a chiamarlo assassino e' stato il nostro ministro dell'interno....

Ritratto di Carlo_Rovelli

Carlo_Rovelli

Lun, 30/06/2014 - 13:44

Impagabile Vittorio Feltri! Tutti vorremmo pero' sapere cosa ci faceva il DNA di Bossetti sul corpo di Yara. Naturalmente, il solo fatto che ci sia non ne fa un assassino.

Mefisto

Lun, 30/06/2014 - 13:50

"Dato che il Dna non basta a inchiodare una persona alle sue eventuali responsabilità"... è sicuro signor Feltri ? Ci sono precedenti giudiziari in propoaito ? E le impronte digitali sono sufficienti o no ?

filger

Lun, 30/06/2014 - 15:18

Egregio direttore, questa volta purtroppo debbo dissentire dal suo articolo. In un paese ove la giustizia è disastrata, ove la gogna mediatica-giudiziaria è la regola per reati minori (pensiamo ai reati di stampo politico come il concorso esterno...) troviamo invece chi ancora solleva dubbi su un omicidio grave ove c'è un colpevole comprovato dalla prova più certa e sicura ovvero il dna. In texas il Bossetti sarebbe già condannato alla pena capitale, qui in Italia si fa a gara per chi vuole mettere in dubbio pure la scienza. Ben vengano quindi ulteriori elementi - indizi (chiamateli gossip) che inchiodino il mostro alle sue responsabilità!

Libertà75

Lun, 30/06/2014 - 15:32

Ragazzi, lo ammetto, io ballo latino americano 2 o 3 volte a settimana, non mi ricordo dove sono stato 3 anni fa, tuttavia spesso per tornare a casa faccio la via più veloce e non quella più corta, ma se sono in compagnia e devo allungare qualcuno a domicilio allora faccio giri più lunghi (ma a 3 anni di distanza non ricorderei chi ho trasportato)... una volta mi sono tagliato con gli attrezzi dell'auto per una maldestra riparazione veloce. Io mi auguro sto Bossetti sia colpevole perché, per come è stato trattato, ha di certo la vita rovinata (anche fosse innocente).

Ritratto di wilegio

wilegio

Lun, 30/06/2014 - 15:45

@Carlo_Rovelli la prima questione che legittimamente, visti i precedenti, ci dobbiamo porre è: c'era effettivamente il dna negli indumenti intimi di Yara? Com'è stato prelevato? Com'è stato trasportato e conservato? Non è una questione peregrina, perchè molti, troppi precedenti ci parlano della approssimazione (vogliamo essere buoni...) dei nostri CSI! Insomma, guardate il caso di Garlasco e chiedetevi: comecacc... lavorano i nostri poliziotti scientifici e i loro colleghi operativi?

Ritratto di dbell56

dbell56

Lun, 30/06/2014 - 15:47

...........e la caccia alle streghe continua............

Raffaele Della ...

Lun, 30/06/2014 - 15:53

Impossibile non condividere il pensiero del dr Feltri. Addirittura proprio oggi un noto quotidiano pubblica un articolo maliziosamente intitolato "Movida, lampade, cene: l'altra vita di Bossetti".

Gianca59

Lun, 30/06/2014 - 16:28

Se assistiamo a questo gossip da 4 soldi è perché gli investigatori manterranno il giusto riserbo e i giornalisti, che evidentemente non hanno nulla da fare e si ritrovano a dover scrivere qualcosa altrimenti qualcuno potrebbe licenziarli, s' attaccano alle chiacchere che raccolgono per strada. Se la prenda con i suoi colleghi.

diegom13

Lun, 30/06/2014 - 16:38

Ma insomma. Anche in questo forum c'è sempre qualcuno che non riesce a relativizzare, che pensa che le cose siano sempre chiare: o bianco o nero. Il DNA è una prova certa solo quando se ne trova abbastanza, e in stato di conservazione abbastanza buono, da trarne un profilo univoco. Io non credo che dopo tre mesi di esposizione alle intemperie, agli animali e a certi microorganismi puttosto distruttivi sia stato possibile ricavare un profilo chiaro. Tant'è che gli inquirenti stanno cercando altre prove. Si potrebbero accontentare, se il DNA fosse di qualità incontestabile. La relazione ufficiale ad oggi non è stata ancora consegnata (un ritardo che potrebbe essere voluto, per ritardare la consegna degli atti alla difesa). Probabilmente sperano che nel frattempo il sospetto confessi, e questo spiega anche il fatto che gli inquirenti, che per anni sono stati abbottonatissimi, adesso lascino filtrare un dettaglio al giorno per aumentare la pressione. O la va o la spacca, e dal loro punto di vista fanno bene. Un po' al limite, ma è una strategia adottata spesso anche all'estero: se ci azzeccano hanno fatto un buon lavoro. Il problema è dei giornalisti, che violano ogni norma deontologica riprendendo in maniera acritica ogni dettaglio fornito dall'accusa.

acquario13

Lun, 30/06/2014 - 16:51

concordo fino all'ultima riga! In Italia ormai da anni si fanno i processi solo sui giornali!!!

Ritratto di fritz1996

fritz1996

Lun, 30/06/2014 - 17:00

Vedremo. L'importante è che venga condannato il VERO colpevole, e non un capro espiatorio gettato in pasto al sentimento popolare che (comprensibilmente) desidera che un orrendo omicidio non resti impunito. Vero, ministro Alfano?

filger

Lun, 30/06/2014 - 17:10

diegom13 ovvero l'innocentista ad oltranza. Dna poco chiaro, talmente poco chiaro che il match ha dato: muratore, residente nel bergamasco, con propensione al narcisismo e alle avventure più estreme (gli amici lo soprannominavano l'animale). Se in dna mi avesse portato a Canicattì, e il risultato mi dava un ragioniere in pensionato, forse qualche dubbio sui reperti lo avrei avuto ma in questo caso andare ad insinuare il dubbio del dna poco preciso... suvvia Diegom, mi faccia il piacere eh?!

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 30/06/2014 - 17:53

Feltri dice bene però il suo articolo mi fa l'effetto dei gialli americani dove i due poliziotti di turno assumevano le parti del Buono e del Cattivo, uno mostrava di voler proteggere l'indagato, l'altro lo minacciava continuamente. L'interesse di tutto ciò dei due poliziotti era di portare il risultato a "casa". Non mi sembra che Feltri e gli altri giornalisti del Giornale si discostino da ciò, il risultato di vendere di più lo portano sicuramente a casa, peccato che la pelle del poveraccio di turno ne faccia le spese.

pittariso

Lun, 30/06/2014 - 17:56

fritz1996-L'importante sarebbe che, oltre ad essere condannato ( ad una pena commisurata alla gravità del reato) il VERO colpevole,lo stesso scontasse effettivamente la pena cosa assai improbabile (Và Franzoni).

wilson3

Lun, 30/06/2014 - 18:04

Caro Direttore, concordo che non si può condannare una persona col gossip. Tuttavia, a parte il suo Dna ritrovato negli slip della povera Yara, Bossetti dopo l'arresto, descritto lucido e calmo, si è rifiutato di rispondere agli inquirenti. Non è certo una prova di colpevolezza, ma quanto mai una reazione anomala e incoerente per una persona innocente e assolutamente estranea ai fatti. Lei che reazioni avrebbe se venisse accusato ingiustamente di un omicidio ? Io le dico le mie: urlerei in carcere giorno e notte la mia innocenza, farei lo sciopero della fame e della sete, scriverei al Presidente della Repubblica ecc...

Ritratto di bobirons

bobirons

Lun, 30/06/2014 - 18:08

L'Italia é il paese al mondo con la giustizia più celere, direi immediata. Infatti giornali, televisioni, clienti di bar, dell'ortolano ed altri, tutti concordi a sputare sentenze immediate ed irrevocabili. Con buona pace della Costituzione per la quale ogni cittadino é innocente fino a sentenza definitiva. Ora, per Bossetti, se colpevole, ma lo stesso dicasi per lo Stasi, la famiglia Misseri, Sollecito/Knox ed altri, se giudicati colpevoli io li appenderei per i pollici dimenticandomi di loro. Ma, cribbio, vogliamo aspettare una sentenza della Cassazione prima di sparare cavolate da circolo della briscola ?

spigolatore

Lun, 30/06/2014 - 18:54

Alla fine degli anni quaranta in Inghilterra venne arrestato e processato un certo Jhon Reginald Christie accusato di una serie di delitti e condanato a morte con sentenza regolarmente eseguita. Prima della fine del processo e quindi prima della sentenza definitiva un giornale inglese, non ricordo quale, pubblicò un articolo in cui il Christie veniva definito assissino senza mezzi termini. Il giornale fu querelato dal Christie ed il giornalista condannato per averlo diffamato. Questo perché aveva detto prima quello che la sentenza avrebbe stabilito poi, perché fino a quel momento l'accusato era da ritenersi innocente. Visto quello che è successo, succede e succederà in Italia in casi analoghi, ove la stampa da la sentenza ancor prima che il processo abbia inizio. mi domando: ma davvero questo è il paese del diritto o ho capito male? E' vero che la Costituzione italiana sancisce questo principio della non colpevolezza dell'imputato fino a sentenza definitiva passata in giudicato? Mi sa che forse ho sbagliato paese....

Armandoestebanquito

Lun, 30/06/2014 - 21:19

Egregio Dr. Feltri, lei e' da ammirare come l'ultimo liberale garantista genuino dell'Italia ma per favore vi lo dica a Sallusti di fermare a quelli giornalsiti del giornale che fanno gara con quelli del corriere e repubblica. Grazie mille

antowen

Lun, 30/06/2014 - 22:57

Hanno condannato Berlusconi col gossip, unico presidente eletto dal popolo negli ultimi 20 anni, la sinistra ha vinto (che io ricordi) coi brogli (Prodi/Mastella) e successivamente..col colpo di stato, strano che non se ne sia accorto nessuno però..

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mar, 01/07/2014 - 06:21

Beh, tanto per non essere da meno e sempre a proposito di stronzate istruttorie, non dimentichiamo il valore "probatorio" omicidiario dei disegni del povero Pietro Pacciani.

un_infiltrato

Mar, 01/07/2014 - 07:11

Sig. Feltri, ma che dice? E' appena normale che un fatto di tale atrocità scateni qualunque genere di reazione verbale da parte della società civile. Gossip, non gossip? Ma non scriva corbellerie.

Ritratto di dbell56

dbell56

Mar, 01/07/2014 - 08:35

filger, falsificare le prove, come tutte le cose, è di un facile che rimarresti molto sorpreso! Aspettiamo dunque il processo. La procura attraverso i PM potrebbe mai dire che le sue indagini sono una ciofeca? Ogni scarrafone è bello 'a mamma sua!

Ritratto di Ninaninafvg

Ninaninafvg

Mar, 01/07/2014 - 09:51

Grazie dott. Feltri, come sempre i suoi pensieri collimano perfettamente con i miei. Da quando le indagini sugli omicidi sono diventati un circo mediatico se ne sentono di tutti colori e il più delle volte sono delle colossali stupidaggini.

Libertà75

Mar, 01/07/2014 - 10:14

@filger, scusi tanto, non per difendere il Bossetti, ma quello che dice diegom è, allo stato attuale, esatto. Le spiego meglio, finora ci è stato solo detto che è stato isolato il DNA di Bossetti e fin qui tutti ci crediamo, quello che non ci è stato detto è quanto grande fosse il campione da cui è stato estratto il dna. Per esempio se fosse una traccia di 1 mm2 (più piccola di una goccia di sangue) qualche dubbio a favore del Bossetti ci sarebbe. Se invece la macchia fosse abbondante (tale da giustificare una perdita cospicua di sangue come quando ci si taglia) allora le scuse del Bossetti sarebbero sterili. Il punto non è dividersi tra colpevolisti ed innocentisti, perché per esempio io non so se il Bossetti sia colpevole o innocente, so che però finora le informazioni divulgate sono scarse, mentre la pressione (anche a mezzo stampa) sul Bossetti è elevata.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mar, 01/07/2014 - 10:25

UN INFILTRATO. Ecco, il problema è proprio tutto lì: che da una società civile non è ammissibile che “si scateni qualunque genere di reazioni verbali” che sono indici di valori del tutto opposti. Ricordo a me stesso il Nobel Kipling: “ Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa...” Da rileggere spesso.

filger

Mar, 01/07/2014 - 10:28

dbell56, si facilissimo per chi guarda troppi film!

Raoul Pontalti

Mar, 01/07/2014 - 11:27

Libertà75 Non ha importanza il dato quantitativo bensì qualitativo: quel DNA reperito in quantità sufficienti da consentire di ricavarne un profilo genetico è stato trovato in un posto dove non si sarebbe mai dovuto trovare: sulle mutande di una bimba assassinata.

Libertà75

Mar, 01/07/2014 - 14:48

@raoul, il qualitativo è quello che permette di avere una catena genetica da confrontare, il luogo in cui non doveva essere è la palissiana, la quantità però è necessaria a dimostrare la colpevolezza (c'è una bella differenza tra smentire una difesa e renderla solo probabilisticamente "rara"). Le rammento che oltre l'arma non è ancora stato appurato un movente, certo è facile ipotizzare la pedofilia, ma se tale esistesse ne si troverebbe traccia anche sui dispositivi internet del Bossetti (già sequestrati e sicuramente già analizzati). Ripeto, io non lo discolpo né lo difendo, vorrei più elementi (anche se a lei non servono). Non è, tuttavia, un caso che anche gli inquirenti cerchino elementi a supporto (come una confessione) perché al momento non appaiono sicuri. Concludo dicendole che è ragionevole pensare che a livello probabilistico sia lui il colpevole, ma ciò che rende flebile l'accusa è proprio l'atteggiamento degli inquirenti.