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"Contro di me inaccettabili minacce di morte". La denuncia di Attilio Fontana

Il presidente della Lombardia ha annunciato di esser passato alle vie legali nei confronti di chi lo ha minacciato di morte sui social dopo il suo post per il Sì al referendum

"Contro di me inaccettabili minacce di morte". La denuncia di Attilio Fontana
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"Se gli insulti e le minacce, ahimé, sono all'ordine del giorno. Sentirsi augurarsi la morte non può passare sotto silenzio". Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, rompe gli indugi e annuncia di aver avviato le procedure per informare le autorità competenti sui messaggi "gravi e inaccettabili" relativi a un suo post con l'appello sui social per il voto al referendum. "Una cosa è la critica - spiega Fontana - finanche l'insulto, ma quando, come in questo caso, la misura è colma è doveroso intervenire". Il governatore della Lombardia non ha dubbi: "Quando l'avversario politico non viene visto come qualcuno con idee diverse, ma come un nemico da abbattere e contestare a prescindere - conclude Fontana - questo è il risultato. Un clima costruito ad arte per instillare divisione e paura nei cittadini”.

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso sui social la sua solidarietà a Fontana “bersaglio in queste ore di vergognosi messaggi di odio e inaccettabili minacce di morte”. Secondo La Russa “nessun dissenso politico, per quanto aspro, può mai giustificare tale violenza” e “queste derive avvelenano il dibattito pubblico e vanno condannate con forza e senza alcuna ambiguità". E infine: "Ad Attilio Fontana, uomo delle istituzioni che lavora con dedizione per la sua comunità, va la mia vicinanza personale e quella del Senato della Repubblica".

"L'espressione del proprio pensiero è un fondamento della libertà. Chi reagisce con le minacce non ne conosce il valore. Al collega Attilio Fontana rivolgo la mia totale solidarietà, umana e istituzionale", commenta il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che poi conclude: "Purtroppo episodi di questo genere sono ormai molto frequenti, ma non li si può mai minimizzare come l'opera di leoni da tastiera. Si tratta di una grave violazione della legge e delle più elementari regole della democrazia".

Luca Zaia, presidente del consiglio regionale Veneto, si rivolge direttamente a Fontana: “Le minacce di morte che hai ricevuto per un tuo post sul referendum segnano un punto che non può essere ignorato. Quando si arriva ad augurare la morte a un amministratore pubblico, significa che è stato superato ogni limite del confronto civile". Secondo Zaia, “quello che è accaduto non riguarda solo la tua persona, ma il clima complessivo in cui oggi si sviluppa il confronto pubblico". L’ex governatore del Veneto, poi, precisa: "La critica, anche dura, è legittima e fa parte della dialettica democratica. Ma la minaccia non è mai accettabile: non è un'opinione, è un atto intimidatorio che deve essere perseguito. È quindi giusto aver attivato le autorità competenti. Perché si sta diffondendo l'idea, soprattutto nella rete, che tutto sia consentito e che ogni parola possa essere pronunciata senza conseguenze. Non è così. La rete non è una zona franca e chi sbaglia deve rispondere, sempre".

Il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana esprime “piena solidarietà” a Fontana e condanna “con fermezza attacchi che oltrepassano i limiti del confronto civile". Secondo Fontana, “il dibattito democratico si fonda sul rispetto delle persone e delle idee, anche quando divergono profondamente.

Ogni forma di odio e intimidazione avvelena il dibattito pubblico”. Il ministro del Turismo Daniela Santanchè non ha dubbi: “Questo è il risultato di un'opposizione che, in mancanza di argomenti, non perde occasione per alimentare il clima d'odio”.

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