","potentialAction":{"@type":"SeekToAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https://www.ilgiornale.it/news/interni/cos-partito-unico-non-nasce-terzo-polo-sta-implodere-2137521.html?t={seek_to_second_number}"},"startOffset-input":"required name=seek_to_second_number"}}
Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 05:52
In evidenzaAggiornato alle ore 05:52
Interni

Terzo Polo, scontro aperto: poche ore per trovare un accordo

Nulla di fatto al termine del comitato politico: continuano a volare gli stracci. L'ira di Calenda: "Basta giochini, fate pace col cervello". I renziani lo attaccano: "Fa il contrario di ciò che dice"

"Renzi è inaffidabile", "È ossessionato". Botta e risposta tra Calenda e Italia Viva
I punti chiave

La sensazione era quella di una tregua armata, quantomeno di una mediazione in grado di sotterrare momentaneamente l'ascia di guerra. Invece nel Terzo Polo continuano a volare gli stracci anche al termine del comitato politico che si è riunito ieri sera. Dal vertice sono emerse due versioni differenti: Azione è sembrata pessimista e ha minacciato la deflagrazione del partito unico, mentre Italia Viva si è mostrata più prudente e ha lasciato spiragli di ottimismo. Ma tra tatticismi e personalisti la formazione politica sta per implodere.

L'ira di Calenda

A sbottare è stato Carlo Calenda, che di certo non ha gradito le uscite di alcuni parlamentari renziani che non hanno esitato a pungolarlo. Ecco perché l'ex ministro dello Sviluppo economico ha chiesto ai suoi alleati di porre fine a quella che a suo giudizio è una "furbizia" che non porta da nessuna parte. All'appello da pontiere è seguito immediatamente un avvertimento che può essere percepito come un vero e proprio ultimatum.

Calenda (Azione): "Lo dico per tutti, basta giochini e attacchi personali, fate pace col cervello" (Agenzia Vista)

"Questi giochini non funzionano. Smettetela di fare giochini, smettetela di fare attacchi personali. Fate pace col cervello", è stata la bordata lanciata da Calenda. Che ha invitato i renziani a chiarire una volta per tutte se intendono fare un partito unico o tenere in vita tre compagini politiche. "Amici come prima e ognuno per la sua strada", ha dichiarato in merito all'ipotesi di non partorire il partito unico.

Calenda (Azione): "Da Renzi voglio sapere se si fa o meno una operazione seria" (Agenzia Vista)

Il leader di Azione non ha risparmiato frecciatine all'indirizzo di Matteo Renzi, chiedendogli di esprimersi senza giri di parole e di palesare la sua posizione definitiva sull'operazione che si dovrebbe portare a termine. A tal proposito ha ribadito anche una serie di condizioni imprescindibili per la nascita del Terzo Polo: ad esempio il fatto che Italia Viva possa continuare a fare attività nel 2024 viene reputato "inaccettabile". "Se questo punto non viene sciolto il partito unico non nasce", è la dichiarazione che l'Ansa ha attribuito a Calenda.

La mossa dei renziani

Dal suo canto Italia Viva non ha sposato la linea della guerra interna, anche se potrebbe essere solamente un atteggiamento di facciata. Infatti sono stati proprio i renziani dopo il comitato politico ad assicurare che la riunione "si è conclusa con l'accordo su tutti i punti". Le parti si vedranno anche oggi per provare a trovare una mediazione su tre punti principali: la questione soldi, la richiesta di rinunciare alla Leopolda (ritenuta "assolutamente inaccettabile") e i congressi territoriali prima del congresso nazionale.

Da Iv hanno confermato la disponibilità a "pagare il 50% delle spese". È stato fatto trapelare che lo scioglimento di Italia Viva e Azione "sarà contestuale all'elezione del nuovo segretario nazionale". E ovviamente non poteva mancare una bordata dei renziani rivolta a Carlo Calenda: "Ha chiesto a tutti i membri del comitato politico uscendo di fare dichiarazioni distensive e poi ha fatto il contrario, come sempre".

Il documento della discordia

Nella serata di ieri Calenda ha pubblicato sui social il documento presentato a Italia Viva "senza trovare un accordo". Nel testo si legge, tra le altre cose, l'impegno a sciogliere i rispettivi partiti entro la fine del 2024. Ed è proprio sotto il post del leader di Azione che è arrivata la replica al veleno da parte della renziana Teresa Bellanova: "A me non pare che la riunione sia andata così come scrivi qui. Sono costretta a constatare che il primo a non tenere conto del tuo condivisibile appello a tenere i toni bassi dopo questa prima riunione, sei stato proprio tu".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.