Crisi di governo, slittano gli emendamenti sull'Imu

Le modifiche al decreto legge dovevano essere presentate entro oggi. Ma il termine è stato spostato a giovedì, dopo la verifica in Parlamento

Crisi di governo, slittano gli emendamenti sull'Imu

"Se cade il governo, gli italiani pagheranno l'Imu", aveva minacciato Enrico Letta qualche giorno fa. E proprio l'abolizione dell'Imu rischia con la crisi di governo.

È slittato il termine previsto per oggi per presentare gli emendamenti al decreto legge su Imu, Cig ed esodati nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. La nuova scadenza è stata fissata per giovedì alle 13, dopo quindi che il Parlamento avrà deciso se confermare lafiducia al governo Letta.

I partiti, intanto, si sono già dati da fare: "Oggi abbiamo depositato in Commissione l’emendamento che riscrive integralmente l’articolo 1 del decreto Imu, trasformando l’abrogazione della sola prima rata sull’abitazione principale in raddoppio delle detrazioni, come da proposta programmatica di Scelta Civica sin dalla scorsa campagna elettorale", ha annunciato il vicepresidente della commissione Finanze della Camera, Enrico Zanetti (Sc), "Così facendo, senza bisogno di coperture aggiuntive a quelle già trovate nel decreto diamo immediata attuazione all’abrogazione di fatto anche della seconda rata per circa il 70% delle famiglie italiane e garantiamo comunque una minore Imu da 200 a 300 euro pure al restante 30% che pagherà il saldo entro il 16 dicembre. Inoltre, l’emendamento amplia il trattamento prima casa alle abitazioni degli anziani e dei disabili che risiedono in casa di riposo, alle abitazioni date in comodato gratuito a parenti in linea retta che vi risiedono e ad una casa di italiani residenti all’estero".

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