La crociata di Fassina: «I ricchi devono pagare la tassa» Il viceministro e il balzello sul mattone

La crociata di Fassina: «I ricchi devono pagare la tassa» Il viceministro e il balzello sul mattone

Stefano Fassina, viceministro all'Economia, ce l'ha con i ricchi. D'altronde la sua ricetta per rimettere in sesto i conti è semplice. Allo Stato mancano soldi? Paghino le persone più abbienti. Si può diminuire il peso fiscale? Certo, ma non per tutti: i ricchi devono continuare a essere vessati. Leggere per credere: ecco come sventerebbe l'imminente aumento dell'Iva. «Basterebbe evitare di eliminare l'Imu per tutti i proprietari di prima casa, ricchi compresi - ha spiegato ieri in un'intervista al Quotidiano nazionale - se portassimo a 450 euro la detrazione, esenteremmo l'85% delle famiglie e risparmieremmo i due miliardi necessari per l'Iva. Questo è un governo di compromesso, bisogna che al compromesso siano disposti tutti». Intestandosi il decreto sull'Imu, ha aggiunto, «Berlusconi continua a fare propaganda». E ai sindacati, che hanno accusato l'esecutivo di aver rifinanziato la Cassa integrazione in deroga utilizzando risorse già destinate al lavoro, Fassina ha risposto che non è così: «Abbiamo utilizzato in via temporanea risorse che nel 2013 non sarebbero state spese e che verranno senz'altro reintegrate». Intanto, precisa, «grazie al calo dello spread la spesa per interessi sul debito sta calando, e questo significa avere più risorse».

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