Decadenza Berlusconi, la Giunta approva la relazione Stefàno. Lo scontro ora è sul voto palese

La Giunta per le elezioni del Senato ha approvato, a maggioranza, la relazione del suo presidente Dario Stefàno sulla decadenza da parlamentare di Berlusconi. L’ultima parola spetta all’aula di palazzo Madama. Casellati (Pdl): "Aberrazioni giuridiche, c’è stato un non dibattito"

Decadenza Berlusconi, la Giunta approva la relazione Stefàno. Lo scontro ora è sul voto palese

Tutto come previsto. La Giunta per le elezioni del Senato dopo tre ore di riunione ha approvato a maggioranza la relazione del suo presidente Dario Stefàno sulla decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi. Lo ha annunciato ai cronisti presenti Lucio Malan (Pdl), che ha precisato come il suo gruppo ha votato contro. Assenti Lega e Gal. A questo punto l’ultima parola spetta all’aula di palazzo Madama. La calendarizzazione della procedura verrà stabilità dalla conferenza dei capigruppo convocata per domani alle 13.15. Quello che era stato annunciato come un passaggio "assolutamente formale" del voto sulla relazione, diventa l'ennesima occasione di scontro tra Pd e Pdl. "È stato un non-dibattito", tuona Elisabetta Casellati (Pdl). Nella relazione "ci sono state delle aberrazioni giuridiche", sbotta Malan. "È andato oltre quelle che erano le previsioni del regolamento", commenta Andrea Augello.

Il risultato è che comunque le 41 pagine di relazione lette tutte d’un fiato da Stefàno vengono approvate e domani, il presidente le presenterà al numero uno di Palazzo Madama Piero Grasso che poi dovrà convocare una conferenza dei capigruppo per calendarizzare il voto in Aula. Ma prima si dovrà sciogliere un altro nodo: quello dello scrutinio più o meno palese in Aula. Questione che dovrà essere affrontata domani dalla Giunta per il Regolamento convocata per le 14. È vero che l’organismo parlamentare presieduto da Grasso ha all’ordine del giorno 19 punti, ma quello della richiesta del M5S di cambiare il regolamento del Senato per avere in Aula il voto palese è quasi certo che verrà affrontato. La commissione Affari
Costituzionali del Senato non affronterà il tema della legge elettorale proprio per consentire ad Anna Finocchiaro e altri senatori come Donato Bruno (Pdl), componenti di entrambi gli organismi, di essere presenti in Giunta.

"Noi abbiamo chiesto che venga cambiato il regolamento - osserva Michele Giarrusso - e faremo di tutto perché la Giunta decida in questo senso". In realtà, osservano Stefania Pezzopane e Giuseppe Cucca (Pd), non sarebbe necessario cambiare il Regolamento per avere il voto palese. Ci sono "importanti precedenti" che potrebbero essere fatti valere senza perdere troppo tempo a cambiare le norme che disciplinano la vita del Senato. Uno di questi è il caso Andreotti. La posizione del Pd su questa materia - ribadisce il senatore Felice Casson - è chiarissima: noi siamo a favore del voto palese. La legge Severino - ricorda - era stata approvata proprio per garantire trasparenza nelle Aule parlamentari. Quindi il voto dovrebbe avvenire alla luce del sole".

"Noi - avverte il presidente Grasso interrogato sul punto dai cronisti - ci atterremo ai tempi, ai modi e alle regole previste". Ma, avverte, "ci sono regolamenti che vanno adattati a tempi e esigenze di una politica più agile. Pensavamo di unificare il Regolamento con quello della Camera e trovare soluzioni univoche". E alla Camera il voto su questo tema è previsto che sia palese.

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