Decadenza Cav, scontro sul voto in Aula. Grasso: è segreto

Pressioni per il voto palese in Aula per decidere sulla decadenza del Cavaliere. Schifani: "Non è previsto dal regolamento del Senato"

Decadenza Cav, scontro sul voto in Aula. Grasso: è segreto

Dopo aver trovato l’accordo sui tempi di voto in Giunta per le immunità, le tensioni tra le forze politiche sulla decadenza di Berlusconi tornano a galla. Lo scontro si fa di nuovo molto teso, complici anche i sospetti incrociati su quello che, dopo il lavoro della Giunta, potrà essere il voto in Aula. Di fronte alla possibilità che possano spuntare franchi tiratori (cioè parlamentari che votano diversamente dalla linea espressa dal proprio gruppo), i Cinque Stelle sfidano gli altri partiti, chiedendo di modificare subito il regolamento e andare così al voto palese. Ma Renato Schifani, presidente del gruppo azzurro a Palazzo Madama, mette le mani avanti: "Il regolamento del Senato è chiaro e prevede il voto segreto a meno che non si realizzino nuove maggioranze anche in termini di regolamenti ma non vi sarebbero i tempi. Sinora - puntualizza Schifani - la prassi è stata ampiamente violata, le regole procedurali per fortuna no". Il voto, dunque, sarà segreto. Questo per garantire a ciascun parlamentare un voto secondo coscienza, libero da condizionamenti e pressioni.

Anche la Lega chiede il voto palese

Il Carroccio, dichiara il capogruppo al Senato, Massimo Bitonci "chiederà la votazione palese quando arriverà in Aula al Senato il voto sulla decadenza di Berlusconi. Riteniamo che ogni partito debba assumersi in maniera limpida le proprie responsabilità davanti ai cittadini senza sotterfugi o giochi politici".

Latorre: il Pd è compatto

Il senatore del Pd, Nicola Latorre, a margine del suo intervento alla Festa Popolare dell’Udc ha detto: "Io mi augurerei davvero che si voti con voto palese: bisogna avere il coraggio delle proprie posizioni ancor più in un passaggio così delicato". Sui rischi di vedere il suo partito spaccarsi in caso di voto segreto, Latorre ha aggiunto: "Sono assolutamente tranquillo, il partito democratico è compatto". Ma sarà davvero così?

Casini: mi auguro trasparenza

"Il regolamento del Senato è inequivocabile e prevede voto segreto - ha detto il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini -. Sotto il profilo personale mi augurerei la trasparenza di un voto palese perché è giusto che in quella sede ciascuno si assuma la propria responsabilità, in Senato, davanti agli italiani".

Grasso: voto segreto

"Si applicheranno i regolamenti" del Senato, dice il presidente Piero Grasso parlando alla scuola politica del Pd a Cortona. "Non è previsto il voto palese. Quando si vota per una persona, il voto è segreto". "Finora - prosegue - mi pareva che si fosse raggiunta una concordia" tra le forze politiche. "Ma se ogni giorno qualcuno accende il fuoco, tocca sempre a me fare il pompiere...?".

I numeri in Aula

Se teniamo conto delle possibili intenzioni di voto vediamo Berlusconi in svantaggio al Senato: sulla carta ha 117 voti a suo favore (contro la decadenza) rispetto ad una maggioranza di 160. Ma nel segreto dell’urna è possibile che alcuni senatori votino contro, anche per evitare il rischio di una fine anticipata della legislatura. E qui le accuse volano velenose ed incrociate. Nel mirino ci sono tutti: senatori del Pd (dopo la bocciatura di Prodi nessuno di sente di escludere che franchi tiratori possano farsi di nuovo vivi tra i dem), di Scelta Civica, dell’Udc ma anche dei Cinque Stelle. "Modifichiamo il regolamento e prevediamo la votazione nominale e palese per ogni tipo di votazione". Chi non ha nulla da nascondere "voti la nostra proposta", è l’appello del M5S rivolto in particolare al Pd per «far svanire ogni timore e aprire alla trasparenza".