Resta sotto la lente del Quirinale la norma contenuta nel decreto Sicurezza che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro assistiti scelgano di tornare nei rispettivi Paesi d'origine.
Gli uffici legislativi del Colle hanno preso atto del fatto che la stessa maggioranza si sia resa conto che il provvedimento vada corretto, ma - nonostante il decreto vada convertito il 25 aprile, pena la decadenza - Sergio Mattarella, secondo quanto filtra, starebbe aspettando che dal Parlamento arrivi una soluzione all'impasse.
Il capogruppo di FI Enrico Costa ha già annunciato che presenterà un ordine del giorno per intervenire, assicurando che "questa norma non entrerà in vigore senza regole attuative". In queste ore il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, è al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica.
"Andiamo avanti sul provvedimento", "stiamo votando i primi dieci emendamenti all'articolo 1", quello è "l'articolo 30 bis". Lo ha detto il sottosegretario agli Interni, Nicola Molteni, interpellato a margine della riunione delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera sull'attenzione del Colle sul dl sicurezza riguardo alla norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri.
Se è vera questa notizia" dei dubbi del Colle sulla norma che riguarda gli incentivi agli avvocati "può darsi che bastino le interlocuzioni a chiarire. Io sono in attesa di notizie, non ne ho", ha detto il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Nazario Pagano a margine dei lavori sul decreto Sicurezza. "La strada dell'ordine del giorno di FI è una delle possibili opzioni, vediamo se regge dal punto di vista giuridico, non sono io a doverlo valutare. La commissione va avanti con i propri lavori, se c'è un'interlocuzione in atto" tra Governo e Quirinale "non lo so ma è possibile", aggiunge.
La seduta è stata poi sospesa fino alle 21. "Stiamo cercando di acquisire aggiornamenti in attesa di eventuali decisioni formali", ha detto il presidente della commissione Giustizia della Camera, Ciro Maschio, intervenendo nel corso dell'esame del decreto Sicurezza, "Non ho particolari contrarietà ad anticipare la sospensione che avevamo previsto alle 20.
Chiederei solo la condizione che se poi i lavori dovessero proseguire non venga lamentato che si è sottratto del tempo alla commissione.Questo è il gentlemen agreement che vi chiedo. Quindi la seduta è sospesa fino alle 21".