E Beppe imita Giannino: balle sull'aiuto del Nobel

L'entourage di Stiglitz smentisce Grillo: non sa neanche cosa sia il M5S. Eppure il comico l'ha ribadito più volte: "Il nostro manifesto economico scritto da Stiglitz"

Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo
Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo

Beppe Grillo come Oscar Giannino? Quella appena terminata passerà alla storia come la campagna elettorale delle balle transoceaniche: prima l'inesistente master al Chicago Booth del leader di Fare, e adesso spunta il giallo del programma economico del Movimento Cinque Stelle. Beppe Grillo non ama i giornalisti italiani, è cosa risaputa, e si concede solo ai cronisti stranieri. Magari perché lo conoscono poco e gli fanno domande meno scomode. Il 21 febbraio, appoggiato al camper che lo ha portato in giro per l'Italia e fasciato in un paio di Rayban a goccia, il leader genovese ha donato dieci minuti del suo preziosissimo tempo a una troupe dell'emittente statunitense Class Cnbc. Dieci minuti di colloquio in cui l'ex comico ha ripetuto le solite minacce alla casta («Arrendetevi tutti, uscite con le mani in alto!») e poi, timidamente incalzato, si è addentrato nella questione programmatica: «Il nostro programma economico – ha detto Grillo – lo ha fatto Stiglitz». Il leader a Cinque Stelle ha licenziato così il discorso: buttando in campo un carico da cinquanta. Joseph Stiglitz è un economista e un saggista statunitense di stampo neokeynesiano che insegna alla Columbia University. Nel 2001 ha vinto il premio Nobel per l'Economia con le sue idee critiche nei confronti del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. Insomma, un nome molto grosso del mondo accademico internazionale. È lui l'autore del programma economico di Beppe Grillo? Il dubbio ha iniziato subito a serpeggiare in rete: «Basta leggere il documento per capire che non l'ha fatto uno scienziato», ironizza un blogger. Ma il giallo rimane. Stiglitz ha preso carta e penna e si è messo a vergare punto, dopo punto, il programma targato Grillo-Casaleggio?

Il Giornale ha scritto all'indirizzo mail di Stiglitz presso la Columbia University, chiedendo lumi sul suo impegno nella stesura del programma pentastellato. Dalla casella di posta ci ha risposto Anya Stiglitz, moglie del premio Nobel e anche lei docente nello stesso ateneo, dicendo che non siamo stati gli unici a porgli questa domanda e che «tutte le dichiarazioni e i discorsi (di mio marito, ndr) sono online. Consultando le registrazioni pubbliche si può vedere se ha mai sponsorizzato il Movimento 5 Stelle». Per poi aggiungere sul partito di Grillo: «Non so neanche cosa sia». Anche se le linee guida grilline avessero avuto realmente la paternità di Stiglitz, ora sarebbero rimaste orfane. Il Nobel fa rispondere la moglie alle molte mail sull'affaire Grillo e si trincera dietro un silenzio che somiglia molto a una presa di distanze.

Cercando in rete si trova una lettera spedita da Stiglitz a Grillo, e pubblicata sul suo blog, nel 2009. L'economista dice che alcuni suoi collaboratori italiani gli hanno parlato dei grillini e fa gli auguri alle allora nascenti liste civiche. Andando indietro fino al 2007, si trova un'intervista al Nobel, sempre pubblicata sul sito di Grillo, e firmata da Mauro Gallegati. In calce al pezzo c'è anche un altro breve carteggio tra Stiglitz e Grillo. Niente di più. Si conoscono, ma non si parla di alcuna collaborazione nella stesura del programma.

Anya Stiglitz, rispondendo a una mail simile alla nostra, inviata dal Movimento dei Caproni, si spinge oltre: «Molta gente attribuisce un sacco di cose a mio marito. Dubito che abbia persino mai nominato il Movimento 5 Stelle». Insomma, l'alfiere dell'ipercorrettezza avrebbe millantato la paternità del programma economico del movimento. Probabilmente Grillo si è ispirato alle teorie del professore americano che, in molti punti, combaciano con quelle dei Cinque Stelle. Poi ha cercato di calare le teorie dell'economista sulla realtà del nostro Paese, magari facendole impastare a qualcuno del suo staff: «Insieme a lui l'hanno fatto professori e ragazzi in rete», ammette lo stesso Grillo. Ma andare in libreria a comprare un testo di Stiglitz, o scaricarlo da internet, non equivale a dire «ha fatto il nostro programma economico». C'è una bella differenza. Una venatura che incrina il mito della trasparenza cristallina dei grillini e conforta l'idea di un Movimento a due velocità: pretende massima chiarezza dalle istituzioni, ma al suo interno predilige l'opacità. In campagna elettorale Grillo non ha ceduto alla tentazione di poter calare l'asso di Stiglitz. Un asso che, proprio grazie alla rete, si è velocemente trasformato in un boomerang.

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