E ora gli emiri vorrebbero un luogo di culto a MilanoA Damasco finanziano gli islamisti

Moschea finanziata dal Qatar in arrivo a Milano? È più che un sentore, una probabilità già analizzata dagli esperti come se fosse certezza. Il fondo sovrano del Qatar, alimentato dai proventi petroliferi del Paese, ha acquisito una quota del 40 per cento di Porta Nuova, il nuovo quartiere milanese in cui svettano grattacieli e torri tra cui la sede di Unicredit e della Regione Lombardia. Un'area di 290mila metri quadrati, non lontana dalla sede dell'Expo 2015: in futuro potrebbe anche ospitare una moschea inserita nello skyline milanese. Una moschea di lusso, per consolati e upper class araba, dal momento che il prezzo al metro quadro del quartiere milanese tende ai novemila euro al metro quadrato.
L' idea che possa nascere una moschea finanziata da un Paese straniero accende il dibattito a Milano. Spiega il professor Paolo Branca, consulente della Diocesi e docente di lingua araba e islamistica dell'Università Cattolica: «Moschee finanziate dall'estero possono suscitare qualche perplessità. Sarebbe preferibile che fossero espressione delle comunità già presenti sul territorio, che nel caso dell'Italia sono prevalentemente marocchine o egiziane e comunque non dei Paesi del Golfo». Proprio ieri il Financial Times ha rivelato che il Qatar è ritenuto il più grosso finanziatore dei ribelli islamisti siriani: secondo fonti giornalistiche in tre anni ha versato ai rivoltosi 3 miliardi di euro e garantisce 50mila dollari a ogni esponente del governo che passa dalla parte degli insorti. E sempre dal Qatar sono partiti i più importanti carichi di munizioni e armi destinati alla Siria.

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