Non è vero che in Italia tutto va male. Basta cercare, e anche all'interno di un mercato dell'auto che tra il primo gennaio e il 30 novembre ha perso il 7,7 per cento, si scopre che c'è un'isola felice. Rappresentata dai veicoli elettrici, le cui vendite si sono impennate in un anno del 71,9 per cento, passando dalle 463 del 2012, alle 796 di oggi. Numeri che hanno portato le quote di mercato dallo 0,02 allo 0,12 per cento... In pratica parliamo sempre di briciole dell'intero parco auto: chiaramente è facile assistere a incrementi percentuali prossimi alle tre cifre quando i numeri sono così contenuti. Ed è meglio che sia così. Perché se solo le elettriche vendute in Italia fossero qualche migliaio, non sarebbe difficile mandare in tilt la circolazione in poche settimane. Impossibile? No, è la realtà, e per rendersene conto è sufficiente provare a trascorrere quello che per una qualunque vettura convenzionale non è altro che un sabato comune.
Peccato non esistano più le mezze stagioni, sarebbero perfette per chi ama muoversi a emissioni zero. Invece esistono inverno ed estate, e in attesa di scoprire quanta energia assorbe il climatizzatore per rinfrescare l'abitacolo, c'è la certezza che 3 kW se ne vanno costantemente solo per non morire congelati. E inevitabilmente l'autonomia reale non coincide con quella riportata dal computer di bordo, che stima in circa 140 km la distanza percorribile con un pieno.
Chiuse le pratiche pranzo e shopping, si può dare un senso alla giornata, cercando un po' di relax in un centro benessere. Se la spa non è a meno di 20 km da casa, la scelta non può essere casuale, ma attentamente ponderata. La scelta cade quindi su un hotel della Valle Imagna, nella bergamasca, che uno tra i cinque siti internet specializzati indica sede di una colonnina di ricarica. La prova del nove arriva dalla telefonata: la centralinista conferma la presenza della stazione e la possibilità di ricaricarsi, visto che hanno due Renault di servizio.
L'hotel è raggiunto e il titolare mi indica la zona di ricarica, mentre il cruscotto mostra che la batteria consentirebbe di percorrere ancora 23 km. Missione compiuta. A questo punto basta estrarre il cavo di ricarica, collegarlo e aspettare il pieno coccolati dall'acqua termale. Almeno in teoria. La presa della Zoe non è uguale a quelle usate per la Twizy e il furgoncino Kangoo, sempre Renault, di loro proprietà. E la presa sicura più vicina è a 55 km.
L'economy-run è terminato, senza dover ricorrere al carro attrezzi. A fine giornata c'è una buona notizia, la colonnina al centro commerciale di Brembate si aziona gratuitamente, inserendo la tessera sanitaria. Ma se tutti i giorni del futuro prossimo saranno così, la stessa tessera dovrà essere usata più per le visite dal cardiologo che per le ricariche dell'auto. Il futuro può attendere. Almeno in Italia.
